Cronaca

False multe: Poliziotto e Carabiniere condannati, confermata la pena

Giudice Legge Giustizia

La Corte d’appello ha confermato la condanna nei confronti di due fratelli appartenenti alle forze dell’ordine, coinvolti in un procedimento relativo alla contestazione di verbali per violazioni al Codice della strada ritenuti non veritieri. Si tratta di Maurizio Pugliatti, brigadiere dei Carabinieri, e di Francesco Pugliatti, sovrintendente capo della Polizia di Stato.

La sentenza di primo grado, emessa nel marzo 2025 dal giudice monocratico Francesco Torre, aveva stabilito per entrambi una pena di tre anni e tre mesi di reclusione con le accuse di falso e accesso abusivo a sistema informatico. Il provvedimento prevedeva inoltre l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il risarcimento dei danni in sede civile alle parti costituite.

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Contro quella decisione era stato presentato ricorso, ma la Corte d’appello, presieduta dal giudice Carmelo Blatti, ha confermato integralmente il verdetto pronunciato in primo grado.

L’indagine era stata avviata a seguito di una denuncia presentata nel 2017 da due agenti della Polizia di Stato in servizio all’Ufficio ricezione atti della caserma Calipari, che si sono costituiti parte civile nel processo.

I fatti originari risalgono a un episodio avvenuto in una discoteca, dove una donna aveva smarrito una borsetta. L’oggetto era stato ritrovato poco dopo nelle vicinanze, ma privo del denaro che conteneva. Visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza, la proprietaria aveva riconosciuto due giovani che avrebbero sottratto i soldi.

La donna si era quindi recata in caserma per formalizzare la denuncia, raccolta dai due agenti poi coinvolti nella vicenda giudiziaria. Secondo quanto ricostruito nella sentenza di primo grado, durante la fase di identificazione i due fratelli «avevano manifestato il proprio disappunto per l’operato delle due persone offese». In seguito gli stessi poliziotti avevano ricevuto verbali per presunte infrazioni stradali. Le indagini hanno però accertato che, negli orari e nei luoghi indicati nei verbali, i destinatari delle sanzioni si trovavano altrove.


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