Esito Referendum giustizia, vince il No con il 54% dei voti Sì al 46%
Il referendum sulla riforma della Giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio si è concluso con una netta affermazione del “No”. I dati ufficiali indicano una bocciatura superiore alle attese, con il 54% dei votanti contrari al progetto e una partecipazione che ha raggiunto circa il 60%, un livello particolarmente elevato per una consultazione confermativa non soggetta a quorum.
Il risultato ha determinato un impatto immediato sul quadro politico nazionale e sui rapporti istituzionali, segnando una battuta d’arresto per l’iniziativa legislativa del Governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riconosciuto l’esito della consultazione, dichiarando: «Ma il Governo va avanti».
Il corpo elettorale ha respinto l’impianto complessivo della riforma, che prevedeva interventi strutturali sull’ordinamento giudiziario. Tra i punti principali bocciati figurano la separazione costituzionale delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, superando l’attuale sistema del concorso unico, e la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due distinti organi.
Non hanno trovato consenso neppure le disposizioni relative all’introduzione del sorteggio per la selezione di una parte dei componenti del CSM e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma incaricata di giudicare le condotte dei magistrati. Nel dibattito politico successivo al voto, alcuni esponenti hanno definito il risultato come «una vittoria come quella della lotta partigiana», sottolineando la portata simbolica del pronunciamento popolare.
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