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Dopo Harry, abusivismo edilizio e rischi lungo le coste siciliane

Ciclone Harry Ricostruzione

Gli effetti del ciclone Harry hanno prodotto danni estesi in Sicilia, Calabria e Sardegna, riaprendo il dibattito sulle modalità di ricostruzione dei territori colpiti. Le conseguenze dell’evento si inseriscono in un contesto segnato da fenomeni meteorologici sempre più frequenti e intensi, che rendono necessario un ripensamento complessivo delle politiche urbanistiche, infrastrutturali e di gestione del rischio.

In questo quadro si colloca l’intervento dell’Ordine degli architetti di Messina, che ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità dei territori. Secondo l’Ordine, “è necessario progettare infrastrutture e sistemi insediativi capaci di resistere a eventi estremi”, evidenziando come la pianificazione debba basarsi su dati, conoscenze tecniche e una visione di lungo periodo. La gestione dei suoli, la sicurezza dei litorali, la regimentazione dei corsi d’acqua e la manutenzione delle opere esistenti vengono indicate come priorità.

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Criticità analoghe sono state segnalate dall’Osservatorio sull’erosione delle spiagge della provincia di Messina, che ha rilevato come “le infrastrutture civili siano arrivate troppo vicine alla battigia”, riducendo la naturale capacità di assorbimento delle mareggiate. L’Osservatorio ha inoltre richiamato l’attenzione sulle procedure d’emergenza e sulla ricostruzione del lungomare di Santa Teresa di Riva, avvenuta con modalità analoghe a quelle precedenti alla distruzione.

Sul piano nazionale, il Wwf ha sollecitato l’adozione di un “Patto per il clima”, sottolineando la mancata attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e la necessità di interventi mirati nelle aree più esposte. Posizioni simili sono state espresse da Rifondazione comunista Sicilia, che ha evidenziato il peso dell’abusivismo edilizio lungo le coste e i rischi legati a deroghe prolungate alle normative ambientali.

Anci Sicilia, attraverso il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha infine chiesto una fase strategica di ricostruzione. “Non si può ricostruire con le stesse logiche urbanistiche del passato”, ha affermato Amenta, indicando la necessità di nuove politiche fondate sul cambiamento climatico e sulla prevenzione.


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