Donne e discipline Stem, la Cisl Sicilia presenta quattro proposte
In Italia la presenza femminile tra i laureati nelle discipline Stem – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – risulta superiore alla media europea. Secondo i dati Eurostat, il 40% dei laureati in questi ambiti nel Paese è costituito da donne, una quota più elevata rispetto a Francia (35%), Germania (29%) e Spagna (28%) e superiore anche alla media dell’Unione europea, pari al 34,6%. Un andamento analogo si registra anche in Sicilia, dove cresce progressivamente il numero di studentesse iscritte ai percorsi universitari e agli istituti tecnologici superiori.
Nonostante questi dati, il passaggio dalla formazione all’occupazione rimane critico, con un numero limitato di donne Stem che riesce a inserirsi nel mercato del lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno dove il divario di genere risulta più marcato.
Il tema è stato al centro della tavola rotonda “Le donne protagoniste della scienza e della tecnologia in Sicilia. La partecipazione come strumento di confronto per i percorsi di carriera delle donne in area Stem”, organizzata dalla Cisl Sicilia al liceo “Galileo Galilei” di Palermo. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, la presidente del Comitato Pari opportunità della Camera Carolina Varchi, la sociologa Ignazia Maria Bartholini, la psicologa Lavinia Cicero, Giovanna Parisi dell’Università di Palermo, Ornella Campo dell’Ufficio scolastico regionale e Maria Elena Oddo, presidente di Sicindustria Giovani. I lavori sono stati aperti dalla dirigente scolastica Chiara Di Prima, introdotti dalla segretaria regionale Cisl Chiara Barbera e conclusi dal segretario generale Leonardo La Piana.
Nel corso dell’incontro la Cisl Sicilia ha illustrato quattro proposte operative per favorire l’occupazione femminile nel settore tecnico-scientifico. Tra queste, il progetto StemS Match per favorire l’incontro tra imprese e laureate, la creazione di un’Alleanza Stem tra istituzioni, università e sistema produttivo, una campagna regionale contro gli stereotipi di genere e il rafforzamento degli strumenti contrattuali per ridurre il gender pay gap e promuovere la conciliazione tra vita e lavoro.
“Per troppo tempo – ha dichiarato Leonardo La Piana – si è diffuso il pregiudizio secondo cui la figura dello scienziato fosse prevalentemente maschile. Oggi il numero crescente di donne nei percorsi Stem dimostra il superamento di questi stereotipi, ma restano difficoltà nell’accesso al lavoro che richiedono interventi mirati”.
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