Politica

Donna uccisa dall’ex compagno, Musolino: «Il sistema ha fallito»

Dafne Musolino Senato

Nel corso dell’odierna seduta del Senato, la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino ha preso la parola al termine dei lavori d’Aula per richiamare l’attenzione sull’omicidio avvenuto a Messina e per manifestare vicinanza ai familiari della vittima. La parlamentare ha definito la vicenda come l’ennesimo caso di femminicidio, sottolineando gravi criticità nel sistema di tutela delle persone che denunciano violenze.

La vittima, Daniela Zinnanti, 50 anni, è stata uccisa nella propria abitazione dall’ex compagno, che l’avrebbe colpita con numerose coltellate. Secondo quanto ricordato durante l’intervento parlamentare, la donna aveva già denunciato l’uomo, assumendosi il peso delle conseguenze psicologiche legate alla decisione di rivolgersi alle autorità. Nonostante l’aggressore fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, sarebbe riuscito a lasciare l’abitazione e a raggiungere la casa della vittima, dove si è consumato il delitto. La vicenda risulterebbe aggravata dalla presunta indisponibilità del braccialetto elettronico che l’uomo avrebbe dovuto indossare.

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Daniela Zinnanti Santino Bonfiglio

Nel suo intervento Musolino ha ricordato altri casi di femminicidio avvenuti nel territorio messinese negli ultimi anni. Tra questi, quello di Omayma Benghaloum, mediatrice multiculturale uccisa dal marito; Alessandra Musarra, giovane donna morta a seguito di una violenta colluttazione con il compagno; Stefania Gambadoro, avvocato, vittima di un contagio volontario da HIV; Lorena Quaranta e Sara Campanella, studentesse universitarie uccise da persone a loro vicine, rispettivamente dal convivente e da un collega di studi.

Durante l’intervento la senatrice ha evidenziato la necessità di affrontare con urgenza il tema della protezione delle vittime che denunciano episodi di violenza. «È un problema di fiducia nelle istituzioni», ha affermato, aggiungendo: «Quando chi denuncia viene lasciata sola e chi è agli arresti domiciliari riesce a raggiungerti fino alla porta di casa, allora il sistema ha fallito miseramente». In conclusione, Musolino ha richiamato la responsabilità delle istituzioni nel garantire sicurezza e protezione. «Per ogni vittima non si registra soltanto la perdita di una vita umana, ma anche una frattura profonda nel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Su questo dobbiamo lavorare affinché chi denuncia si senta realmente tutelato», ha dichiarato.


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