Divieto carne equina, il dissenso politico da Italia Viva Catania
Si accende il confronto politico sulla proposta di legge, a prima firma dell’onorevole Brambilla, che punta a vietare il consumo di carne equina riconoscendo i cavalli come animali d’affezione. Dal territorio etneo giunge la posizione contraria di Italia Viva Catania, che giudica l’iniziativa legislativa penalizzante per il tessuto economico locale e per una tradizione radicata nella cultura cittadina.
A esprimere la posizione del partito è la presidente provinciale Giusy Infantino, che sottolinea il valore sociale ed economico del comparto. «Non si può cancellare con un tratto di penna una tradizione che a Catania è identità, lavoro e attrazione turistica», afferma. Secondo Infantino, la filiera legata alla carne equina rappresenta «un settore economico vitale che coinvolge centinaia di famiglie», includendo allevatori, macellai, attività di ristorazione e ristomacellerie. A suo avviso, un eventuale divieto di macellazione equina comporterebbe la chiusura di imprese storiche e potrebbe favorire fenomeni di illegalità.
Italia Viva Catania sostiene che la tutela degli animali debba essere perseguita attraverso strumenti normativi mirati e una maggiore trasparenza nella gestione della filiera, evitando misure generalizzate ritenute dannose per le economie territoriali e la biodiversità. «Il cavallo è un animale nobile e va tutelato, ma la strada non è il proibizionismo alimentare che ignora le peculiarità regionali», prosegue Infantino.
Per affrontare la questione, la dirigente annuncia la convocazione di un incontro con le associazioni di categoria di allevatori, macellai e ristoratori locali, con l’obiettivo di definire una posizione condivisa.
La posizione territoriale si inserisce nel dibattito parlamentare sostenuto dall’onorevole Maria Chiara Gadda. «Sosteniamo con forza la visione della nostra On. Gadda e la sua proposta sulla disciplina dell’ippicoltura», dichiara Infantino, chiedendo al Governo di procedere con l’iter della normativa per garantire riconoscimento agricolo e stabilità fiscale agli operatori del settore.
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