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Dissesto in Sicilia, scontro in Aula tra Musolino e Musumeci

Musolino Musumeci

Nel corso del dibattito parlamentare sull’informativa del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, dedicata alla situazione del dissesto idrogeologico in Sicilia, è intervenuta in Aula la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, contestando le valutazioni espresse dall’esponente del Governo. L’intervento si è svolto in Senato della Repubblica.

Secondo la senatrice, l’esposizione del ministro avrebbe proposto una ricostruzione dei fatti non coerente con le responsabilità maturate negli anni in cui Musumeci ha guidato la Regione Siciliana. «Da governatore – ha affermato – disponeva delle risorse necessarie per interventi di messa in sicurezza del territorio, ma molte opere non hanno mai superato la fase progettuale». Musolino ha indicato come esempio il comune di Santa Teresa di Riva, nel Messinese, dove per il contrasto all’erosione costiera era stato previsto un intervento finanziato nel 2021 con oltre 10 milioni di euro.

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Dafne Musolino Senato

«Il progetto per la realizzazione di quattordici pennelli a mare – ha dichiarato – è rimasto fermo per anni, con fondi impegnati ma mai spesi, bloccato da passaggi burocratici e dai pareri della Commissione tecnico-scientifica». La senatrice ha sottolineato che tra il 2021 e il 2025 non sarebbero stati avviati cantieri, nonostante la disponibilità delle risorse.

Musolino ha inoltre evidenziato la contraddizione tra il richiamo alla fragilità strutturale dell’isola e l’affermazione di una presunta assenza di segnalazioni sui rischi specifici. «Una tesi – ha osservato – difficilmente sostenibile per chi ha amministrato la Regione per cinque anni».

Riferendosi agli eventi del gennaio 2025, quando una mareggiata ha provocato il crollo del lungomare, la senatrice ha ricordato che solo dopo l’evento l’opera è stata rifinanziata dall’attuale presidente della Regione, Renato Schifani. «Impegnare risorse in bilancio – ha concluso – non è sufficiente senza la capacità di tradurle in interventi concreti».


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