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Decreto Covid – L’Italia resta arancione se non rossa

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Mario DraghiNiente zone gialle fino al 30 Aprile.

Il decreto Covid conferma l’impianto che era circolato nei giorni scorsi, eventuali alleggerimenti delle misure restrittive saranno possibili in base all’andamento dei contagi e la Regione, Provincia, Comune che avrà i numeri per tornare in giallo dovrà essere in regola con i vaccini, soprattutto per quanto riguarda le persone anziane fragili.

Nessun automatismo però, sarà il Governo a stabilire il cambio di colore con un Consiglio dei Ministri ad hoc.

Bar e ristoranti restano dunque chiusi a pranzo, consentito solo l’asporto come stabilito dalle regole in vigore. Stop alle visite ad amici e parenti in zona rossa, consentito una sola volta al giorno e non più di 2 persone nelle zone arancioni se all’interno dello stesso Comune.

Scuole

Si alla didattica in presenza fino alla prima media in tutta Italia anche nelle zone rosse. I presidenti di Regione non potranno emanare sul punto, ordinante più restrittive.

Settore sanitario

Le novità principali riguardano il settore sanitario: scatta l’obbligo di vaccinazione per medici, farmacisti, operatori che lavorano in strutture pubbliche e private. La vaccinazione sarà requisito essenziale per esercitare la professione, chi rifiuta sarà trasferito anche con mansioni inferiori e decurtazione della busta paga. Se il trasferimento non fosse possibile scatterà la sospensione senza retribuzione, che potrebbe durare al massimo fino al 31 dicembre.

Scudo penale per chi somministra le dosi quando ha agito seguendo le procedure corrette.

Concorsi pubblici sbloccati per circa 110.000 posti.

Decreto Covid – L’Italia resta arancione se non rossa ultima modifica: 2021-04-01T12:36:50+02:00 da CanaleSicilia