Politica

Ddl stupri, Dafne Musolino critica la riformulazione del testo

Violenza sulle donne

La riformulazione del disegno di legge sugli stupri, proposta dalla presidente della Commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno, suscita critiche da parte di Italia viva. A intervenire è la senatrice Dafne Musolino, vicepresidente del gruppo a Palazzo Madama, che esprime una valutazione negativa sul nuovo impianto normativo e sul percorso seguito in Senato.

Secondo Musolino, il testo rielaborato rappresenta un passo indietro rispetto alla versione approvata in precedenza alla Camera dei deputati con un voto unanime di maggioranza e opposizione. La senatrice sottolinea come quel risultato avesse segnato un punto di equilibrio condiviso, ora messo in discussione dalla modifica del criterio centrale su cui si fonda la fattispecie di reato. In questo contesto, Musolino giudica legittime le iniziative di protesta annunciate da diverse associazioni, che hanno scelto di manifestare davanti a Palazzo Madama.

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Dafne Musolino - Italia Viva

Il nodo principale riguarda il passaggio dal riferimento al “consenso libero e attuale” a quello del “dissenso riconoscibile”. Per la parlamentare di Italia viva, questa impostazione rischia di ribaltare l’onere della prova sulle vittime, chiamate a dimostrare non solo l’assenza di consenso, ma anche di aver manifestato in modo esplicito il proprio rifiuto. “Significa addossare sulle vittime la responsabilità di provare di non essere state d’accordo e di aver espresso questo diniego”, afferma Musolino.

La senatrice evidenzia inoltre che tale formulazione esporrebbe le donne a una condizione di vittimizzazione secondaria, con effetti potenzialmente dissuasivi sulla denuncia delle violenze. A suo avviso, la proposta si porrebbe anche in contrasto con l’orientamento che si è consolidato in ambito europeo sul tema del consenso nei reati sessuali.

Italia viva, conclude Musolino, ha votato contro l’adozione del testo riformulato come base di discussione e intende proseguire l’opposizione nel corso dell’iter parlamentare, annunciando un confronto serrato sul provvedimento.


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