Controlli stradali alcol e stupefacenti, Codacons chiede maggiore chiarezza
Il Codacons è intervenuto sul tema dei controlli alla guida, richiamando l’attenzione sulle differenze normative tra l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica e quello relativo all’assunzione di sostanze stupefacenti, alla luce delle recenti modifiche al Codice della Strada e di un orientamento giurisprudenziale ritenuto ormai consolidato.
Secondo l’associazione dei consumatori, i controlli su strada rappresentano un momento delicato nel rapporto tra autorità pubblica e cittadini. In questo contesto, come sottolinea Francesco Tanasi, «le regole dovrebbero essere non solo efficaci sul piano della sicurezza, ma anche coerenti, proporzionate e facilmente comprensibili».
Per quanto riguarda l’alcol, il Codacons ricorda che la giurisprudenza di legittimità ha più volte chiarito come il prelievo di sangue per l’accertamento del tasso alcolemico costituisca un atto sanitario invasivo, subordinato al consenso libero e informato dell’interessato. In mancanza di tale consenso, l’accertamento non può essere imposto, restando comunque la possibilità di sanzionare il rifiuto agli accertamenti previsti dalla legge. «Si tratta di un principio che discende direttamente dalla Costituzione», afferma Tanasi, evidenziando la tutela del diritto all’autodeterminazione sanitaria.
Diversa, secondo l’associazione, è la disciplina relativa alle sostanze stupefacenti. In questo ambito il legislatore avrebbe progressivamente superato il riferimento allo stato di alterazione al momento della guida, attribuendo rilievo alla sola positività ai test salivari o biologici. Tali controlli sono qualificati come atti di polizia giudiziaria e il rifiuto di sottoporsi agli stessi viene equiparato alla positività, con conseguenze sanzionatorie automatiche, anche in assenza di un’effettiva alterazione della capacità di guida.
Il Codacons segnala che questa impostazione determina una marcata asimmetria: per l’alcol, sostanza lecita, è richiesta la verifica dell’alterazione attuale, mentre per le droghe la sanzione può derivare anche da una positività riferibile a un’assunzione remota. Una differenza che, pur non implicando automaticamente l’illegittimità delle norme, solleva interrogativi sulla coerenza e sulla proporzionalità del sistema sanzionatorio.
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