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Collaborazione sì, sostituzione no: la posizione di Federbiologi

Pietro Miraglia - Federbiologi

Federbiologi Sicilia interviene nel confronto sulla riorganizzazione della sanità territoriale, segnalando criticità ritenute rilevanti per la tutela della salute dei cittadini. L’attenzione del sindacato si concentra sull’estensione delle prestazioni sanitarie autorizzate nelle farmacie, che includono visite cardiologiche, autoanalisi, consulenze di fisiatria e servizi diagnostici. Secondo l’organizzazione, tali attività sarebbero spesso svolte senza adeguate garanzie in termini di personale specializzato, controlli di qualità, accreditamento e responsabilità clinica.

Un ulteriore aspetto evidenziato riguarda la comunicazione ai pazienti. In numerosi casi, riferisce Federbiologi, non viene chiarito che le analisi effettuate rientrano nel regime di autoanalisi e non sono validate né firmate da uno specialista autorizzato. Una condizione che potrebbe generare equivoci, con il rischio di interpretazioni errate dei risultati.

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Parallelamente, il sindacato richiama l’impatto del nuovo tariffario regionale, che prevede riduzioni dei rimborsi comprese tra il 40 e il 60 per cento. Una misura che, secondo la sigla, metterebbe in difficoltà laboratori e strutture accreditate operanti da anni secondo standard certificati e con sistemi di controllo consolidati.

Il quadro si inserisce in un contesto caratterizzato dall’allungamento delle liste d’attesa e dall’assegnazione di budget alle strutture accreditate spesso non pienamente coperti sul piano finanziario. Federbiologi sottolinea la necessità di ricostruire percorsi di presa in carico, continuità assistenziale e responsabilità clinica, ribadendo che la prossimità delle cure non può limitarsi alla dimensione geografica.

Particolare attenzione viene posta alla diagnostica e agli screening in farmacia, con riferimento alle differenze tra test su sangue capillare e analisi di laboratorio. In questo ambito, il sindacato non esclude forme di collaborazione, purché inserite in percorsi regolati e definiti. Per Federbiologi, collaborazione non equivale a sostituzione dei servizi sanitari accreditati.

Il presidente Pietro Miraglia sollecita un intervento politico che superi i vincoli del piano di rientro e avvii una riforma orientata a qualità e sicurezza delle cure. «Senza scelte coraggiose – afferma – il sistema rischia il collasso».


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