Catturato a Messina Marco D’Angelo, evaso dal carcere di Augusta
È stato rintracciato a Messina Marco D’Angelo, 38 anni, evaso tre giorni prima dal carcere di Augusta, nel Siracusano. L’uomo si nascondeva da solo in una stanza di un residence della città ed è stato individuato dal Nucleo investigativo della Polizia penitenziaria, con il supporto della Squadra mobile.
Le indagini, coordinate dal procuratore capo Sabrina Gambino, hanno consentito di ricostruire in circa 48 ore gli spostamenti del detenuto attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e ulteriori accertamenti investigativi. Dopo la cattura, D’Angelo è stato trasferito nella casa circondariale di Messina. Gambino ha ringraziato il Nucleo investigativo «per l’azione efficace ed efficiente».
Il 38enne stava scontando una condanna della Corte d’Appello di Messina per traffico e spaccio di stupefacenti. In precedenti inchieste sulla droga viene indicato come futuro genero di Giuseppe Trischitta, storico esponente del clan mafioso dei Mangialupi.
La Procura di Siracusa prosegue gli accertamenti per ricostruire le modalità dell’evasione e verificare eventuali responsabilità di terzi. La fuga sarebbe avvenuta martedì pomeriggio, intorno alle 15, mentre l’assenza sarebbe stata rilevata circa quattro ore dopo.
D’Angelo, detenuto nel settore di alta sicurezza, lavorava al sopravvitto e disponeva quindi di una maggiore possibilità di movimento all’interno dell’istituto. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe sfruttato gli orari e un cambio di turno, riuscendo infine a uscire dal carcere nascondendosi tra i sacchi dell’immondizia.
Sulla cattura è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia penitenziaria, che ha evidenziato il ruolo del Nucleo investigativo centrale e richiamato le criticità legate agli organici e all’organizzazione degli istituti penitenziari.
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