Caso Iacolino, indagini su presunti intrecci tra politica, sanità e mafia
L’indagine sugli appalti regionali condotta dalla Direzione distrettuale antimafia mira a delineare il quadro dei rapporti che coinvolgerebbero l’ex dirigente apicale della sanità siciliana Salvatore Iacolino. Il manager è indagato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Al centro dell’attività investigativa vi è il presunto legame con Carmelo Vetro, capo mafioso di Favara arrestato nei giorni scorsi nell’ambito della medesima operazione.
Gli inquirenti stanno verificando quali interessi potessero gravitare attorno alla relazione tra i due e fino a quale livello si estendesse la rete di contatti istituzionali che, secondo l’ipotesi accusatoria, il dirigente avrebbe messo a disposizione dell’esponente mafioso. Su questo versante proseguono gli accertamenti della Squadra mobile, del Servizio centrale operativo della polizia e della Direzione investigativa antimafia dopo il blitz che ha portato all’arresto del boss agrigentino e del dirigente regionale Giancarlo Teresi, responsabile del servizio Infrastrutture marittime e portuali dell’assessorato regionale alle Infrastrutture.
Tra gli aspetti oggetto di approfondimento figura anche il tema del sostegno elettorale. Alcune intercettazioni e documenti dell’inchiesta menzionano infatti contributi economici ricevuti da Iacolino durante precedenti campagne elettorali. Secondo gli investigatori, tali circostanze potrebbero contribuire a chiarire la natura della collaborazione tra il dirigente e il boss, originari dello stesso territorio. Gli inquirenti stanno valutando se e in quale misura eventuali sostegni politici abbiano inciso nei rapporti tra i due.
Tra le persone ascoltate nell’ambito degli accertamenti compare anche la vicepresidente della commissione regionale Antimafia Bernadette Grasso. La parlamentare di Forza Italia (non indagata) ha comunicato l’autosospensione dal proprio incarico. Nella tarda mattinata di ieri la deputata si è recata al Palazzo di giustizia per essere sentita come persona informata sui fatti dai sostituti procuratori Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino.
Sul piano amministrativo, la vicenda ha avuto ripercussioni anche sulla nomina di Iacolino alla guida del Policlinico universitario di Messina. Venerdì scorso il dirigente aveva presieduto un primo incontro informale nella struttura ospedaliera, previsto come fase preliminare all’avvio del mandato da direttore generale. L’esplosione dell’inchiesta giudiziaria ha però interrotto il percorso.
La designazione era stata formalizzata meno di dieci giorni fa, dopo la deliberazione della giunta regionale a fine gennaio e il successivo parere della commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana, espresso con alcune distinzioni anche all’interno della maggioranza di centrodestra. Il contratto con gli obiettivi gestionali non era stato ancora firmato, circostanza che di fatto ha impedito l’effettivo insediamento del manager alla guida dell’azienda ospedaliera universitaria.
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