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Carlentini – Quanto ci costa non differenziare, i costi della “munnizza”

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Costi della munnizza

Per i cittadini di Carlentini è scaduta in questi giorni la prima rata della TARES e tutti non hanno potuto fare a meno di notare come questa coincida pressapoco con quanto pagato complessivamente l’anno scorso. La tassa sui rifiuti è diventata salata per tutti, famiglie e commercianti. E’ un fatto ed è anche un problema.
Dobbiamo quindi rassegnarci a pagare sempre di più per lo smaltimento dei rifiuti?

Niente affatto, il comune potrebbe risparmiare nell’arco di pochi mesi somme importanti che abbatterebbero la TARES (o quello che diventerà) in maniera importante. Vi spieghiamo come.

Plastica, carta, cartone, rifiuto umido, vetro, alluminio, acciaio, quante cose ogni giorno usiamo e buttiamo via. Ogni oggetto che finisce in pattumiera in realtà ha un valore in termini di materie prime utilizzate ed energia necessaria a realizzarlo.

Per noi cittadini quel valore è anche un costo. Pochi sanno che ogni oggetto imballato che compriamo ci costa un po’ di più, perché l’imballaggio che lo contiene deve essere smaltito e questo smaltimento ha un costo e questo costo lo paghiamo noi, tutti noi all’atto dell’acquisto.

Sia esso un televisore, un telefonino, una scatoletta di tonno o un vassoio di carote.

Non solo, ma per far si che i nostri rifiuti vengano raccolti e smaltiti paghiamo al comune di residenza una tassa che si chiamava TARSU e che adesso si chiama TARES e che domani si chiamerà, forse, TARI.

Bene, cosa può fare ciascuno di noi per trasformare i rifiuti domestici in risorsa, in materia prima? Semplice, la raccolta differenziata.

Differenziare ha due aspetti positivi, il primo, immediato, in termini di riduzione dei costi del servizio di smaltimento dei rifiuti, il secondo, a lungo termine, in termini di salvaguardia del nostro ambiente.

Da una recente determina del comune di Carlentini apprendiamo che, in un anno, si producono circa 6600 tonnellate di rifiuti che vanno a finire in discarica. Il costo del conferimento è pari a 550.000,00 euro.

É risaputo che il comune di Carlentini non fa la raccolta differenziata se non in percentuali irrisorie. Ne consegue che quelle 6600 tonnellate di rifiuti finiscono tutte in discarica.

Da cosa sono costituite quelle 6600 tonnellate di rifiuti?

Le stime effettuate da diversi studi in materia ci danno le seguenti percentuali ovvero: la frazione umida vale il 35% del totale, la carta e il cartone il 25%, la plastica il 15%, il vetro l’8%, i metalli (alluminio e acciaio in maggioranza) il 3%.

Rimane un 14% di rifiuto indifferenziabile che comunque andrà a finire in discarica con un costo annuo di 77.000,00 euro.

Quindi, carta e cartone, vetro, plastica e metalli sono considerate materie prime in quanto il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) li ritira pagandoli, rispettivamente 6,00 euro/t la carta, 17,82 euro/t il vetro, 110,00 euro/t la plastica e 35,00 euro/t i metalli (in questo caso abbiamo abbozzato una stima di massima considerando assieme metalli diversi con valori diversi, per esempio l’allumino vale 45,00 euro/t l’acciaio 26,00 euro/t.).

Ne consegue che, con le percentuali ed i valori su riportati, differenziando carta, vetro, plastica e metalli il comune di Carlentini ricaverebbe 134.000,00 euro e risparmierebbe 280.000,00 euro dal conferimento in discarica.

Resta il nodo del rifiuto umido. Questo andrebbe smaltito presso un sito di compostaggio. In questo caso il costo di smaltimento salirebbe a 95,00 euro/t (tariffa richiesta da Kalat Ambiente per il conferimento presso il sito di Grammichele) con un costo totale di 219.000,00 euro ma certamente con grande beneficio per l’ambiente.

Tale cifra potrebbe significativamente ridursi dotando tutte le famiglie che possiedono un’area verde di compostore, evitando in tal modo sia la raccolta che il conferimento del rifiuto umido.

Ma veniamo adesso ai saldi finali.

  • Ricavato dalla vendita dei materiali riciclabili +134.000,00 euro
  • Spesa per il conferimento del rifiuto indifferenziato -77.000,00 euro
  • Spesa per il conferimento del rifiuto umido -219.000,00 euro
  • Saldo -162.00,00 euro

Ciò significa che anziché spendere gli attuali 550.00,00euro, spenderemmo solamente 162.000,00 euro.

In poco tempo, riciclando circa l’86% dei rifiuti otterremmo un vantaggio economico di ben 388.000 euro.

Ovvero 388.000 euro di tasse in meno da pagare per tutta la comunità ed un guadagno non indifferente per l’ambiente.

Allora quanto ci costa non differenziare? Ci costa “Solo” 388.000 euro.

(da uno studio effettuato dall’attivista Giovanni Giuffrida)

I portavoce
Alfio Vacanti
Massimo Riera

Carlentini – Quanto ci costa non differenziare, i costi della “munnizza” ultima modifica: 2013-11-01T17:26:12+01:00 da CanaleSicilia