Brolo, sotto esame l’appalto da 507mila euro per il torrente Pozzo
È la gestione del cantiere per la sistemazione idraulica del canale destinato allo smaltimento delle acque meteoriche del torrente Pozzo, a Brolo, uno degli episodi finiti al centro dell’inchiesta della Dda di Messina. Secondo gli investigatori, le modalità di conduzione dell’appalto rappresenterebbero uno degli esempi del presunto “modus operandi” attribuito a Francesco Scirocco (nella foto).
I lavori, per un importo di 507mila euro, erano stati affidati dal Comune di Brolo all’inizio del 2023. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’imprenditore di Gioiosa Marea avrebbe condizionato la procedura fin dalle fasi iniziali: due delle tre imprese partecipanti sarebbero state sotto la sua influenza, mentre un’altra ditta, considerata dagli inquirenti inserita nello stesso sistema, sarebbe stata estromessa. L’appalto venne aggiudicato alla Costurbo di Giampileri, rappresentata dal messinese Emanuele Bonfiglio.
Gli atti dell’indagine ricostruiscono inoltre i rapporti dell’aggiudicataria con la Samu srl, e la Stemar srls. Alle due società sarebbero state affidate lavorazioni, noleggio di mezzi e manodopera senza la formale autorizzazione della stazione appaltante.
Nella gestione operativa del cantiere, secondo l’accusa, sarebbero intervenuti anche Domenico Logozzo e Gaetano Busà, pur senza ricoprire incarichi formali. L’assunzione di Basile Calandra Sebastianella sarebbe stata invece suggerita alla Costurbo per rafforzare il controllo del sodalizio sul cantiere.
A Scirocco gli inquirenti attribuiscono un ruolo centrale nell’esecuzione dei lavori, dal reperimento di mezzi e maestranze alla gestione delle risorse tra le diverse imprese, fino ai pagamenti relativi agli stati di avanzamento. Si precisa che l’Amministrazione comunale di Brolo e l’Ufficio tecnico non risultano coinvolti, a nessun titolo, nella vicenda.
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