📽 Autonomia differenziata: effetti sui territori nel dibattito a Gioiosa Marea
di Maria Cristina Miragliotta – Si è svolto il 12 dicembre a Gioiosa Marea un incontro di approfondimento dedicato alla normativa sull’autonomia differenziata, promosso dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Messina, dal circolo Roma di Gioiosa Marea e dall’Ordine degli Avvocati di Patti. L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle professioni, del mondo accademico, della politica e della Chiesa, con l’obiettivo di analizzare i contenuti della riforma e le sue possibili ricadute sui territori, sul sistema produttivo, sulle famiglie e sull’erogazione dei servizi essenziali.
Ad aprire i lavori è stato Maurizio Adamo, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Messina, che ha sottolineato la complessità del tema e la necessità di un approccio fondato su un’analisi puntuale della normativa. Adamo ha evidenziato come il confronto sull’autonomia differenziata sia stato particolarmente intenso nell’ultimo anno e come gli effetti potenziali della riforma riguardino l’intero Paese, non esclusivamente le regioni del Mezzogiorno. In merito a una valutazione complessiva tra vantaggi e rischi, ha precisato che “assumere una posizione netta, favorevole o contraria, senza una conoscenza approfondita della normativa e dei suoi riflessi, rischia di introdurre un pregiudizio su una materia che, per la sua importanza, non lo merita”. Da qui la scelta di coinvolgere esperti qualificati, tra cui il professore Antonio Saitta, docente di diritto costituzionale all’Università di Messina.
Nel corso del dibattito è intervenuta la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, che ha posto l’attenzione sulle possibili conseguenze economiche e sociali della riforma. Secondo Musolino, il collegamento dei servizi essenziali al gettito tributario regionale potrebbe determinare una disparità crescente tra territori con risorse differenti. “A fronte di un principio formale di uguaglianza, l’invarianza di spesa rende difficile garantire livelli omogenei di servizi”, ha affermato, richiamando esempi già emersi in alcune regioni del Nord. La senatrice ha inoltre evidenziato criticità nel ruolo attribuito al Parlamento nell’esame delle intese, definendo questo aspetto un elemento di fragilità del procedimento.
Un contributo di carattere giuridico è stato fornito dal professor Antonio Saitta, che ha richiamato la sentenza della Corte Costituzionale intervenuta sulla legge Calderoli. Saitta ha spiegato che un’applicazione non conforme ai principi costituzionali rischierebbe di accentuare i divari territoriali, mentre un’attuazione rispettosa dei livelli essenziali delle prestazioni potrebbe trasformare il regionalismo differenziato in un’opportunità condivisa. “I diritti civili e sociali devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”, ha ribadito, indicando nella riduzione delle disuguaglianze territoriali una condizione preliminare.
A chiudere gli interventi è stato padre Antonio Mancuso, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, delegato dal vescovo. Mancuso ha richiamato il documento della Conferenza Episcopale Siciliana del marzo 2024, nel quale i vescovi hanno espresso preoccupazioni legate al rischio di un ulteriore ampliamento del divario tra Nord e Sud, sollecitando misure adeguate a tutela delle fasce più fragili.
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