Aumenti pedaggi 2026 autostrade siciliane, Codacons li contesta
Con l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2026, dell’adeguamento dei pedaggi autostradali pari all’1,5% su scala nazionale, l’attenzione si concentra anche sulle tratte siciliane A18 Messina–Catania e A20 Messina–Palermo. Su questi collegamenti, secondo il Codacons, la questione non riguarda l’incremento tariffario in sé, ma la legittimità del pedaggio applicato a infrastrutture che, allo stato attuale, non risponderebbero ai requisiti propri di un’autostrada a pagamento.
L’associazione segnala come le condizioni operative delle due arterie siano caratterizzate da cantieri di lunga durata, frequenti restringimenti di carreggiata, limiti di velocità ricorrenti e tratti privi di corsia di emergenza. A questi elementi si aggiungono rallentamenti strutturali e tempi di percorrenza difficilmente prevedibili, fattori che, secondo il Codacons, risultano incompatibili con gli standard richiesti a una rete autostradale soggetta a pedaggio.
In tale contesto, l’ipotesi di un aumento tariffario viene definita incoerente. “Agli utenti viene richiesto un esborso maggiore senza che vi sia un miglioramento apprezzabile in termini di sicurezza, fluidità del traffico e qualità complessiva del servizio”, sottolinea l’associazione, che richiama la necessità di valutare preliminarmente la stessa ammissibilità del pedaggio.
Il Codacons ribadisce che il pagamento è giustificabile solo a fronte di benefici concreti per l’utenza, quali tempi certi di percorrenza, continuità del servizio ed elevati livelli di sicurezza. In assenza di tali condizioni, il pedaggio rischia di configurarsi come un onere privo di adeguata controprestazione per cittadini e pendolari.
Alla luce delle criticità evidenziate, l’associazione chiede l’abolizione dei pedaggi sulle due tratte o, in alternativa, la loro sospensione fino al ripristino di condizioni pienamente autostradali, attraverso interventi strutturali accompagnati da tempistiche definite e verificabili.
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