Attacchi “Zero-Click” su WhatsApp, i consigli della Polizia di Stato
Una nuova ondata di attacchi informatici sta interessando gli account WhatsApp, con tecniche riconducibili alle cosiddette compromissioni “zero-click”, in grado in alcuni casi di sfruttare vulnerabilità senza richiedere alcuna azione da parte dell’utente.
Secondo quanto segnalato dalla Polizia di Stato, le criticità riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp installate sui dispositivi Apple. Una volta acquisito il controllo dell’account, i criminali possono utilizzare il profilo della vittima per contattare familiari, amici o conoscenti, formulando richieste di denaro e simulando situazioni di emergenza.
Per ridurre il rischio di frodi, la Polizia di Stato raccomanda di verificare sempre l’identità di chi chiede un pagamento, utilizzando un altro numero, un diverso dispositivo oppure effettuando un controllo diretto. È inoltre necessario mantenere aggiornati sia il sistema operativo sia WhatsApp e verificare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati”, disconnettendo eventuali sessioni non riconosciute.
Tra le ulteriori misure indicate figurano l’attivazione della verifica in due passaggi, la limitazione del download automatico di contenuti e allegati e la protezione del dispositivo tramite codice, Touch ID o Face ID.
Qualora l’account risulti compromesso, viene consigliato di informare immediatamente i propri contatti, invitandoli a ignorare eventuali richieste di denaro, e di avviare la procedura di recupero.
Apple ha predisposto specifici aggiornamenti di sicurezza per correggere le vulnerabilità e raccomanda l’installazione delle versioni più recenti, insieme all’autenticazione a due fattori dell’Apple Account. Per dubbi o segnalazioni è possibile rivolgersi alla Polizia Postale attraverso il Commissariato di PS online.
👁 Articolo letto 1.143 volte.© 2026 Riproduzione Riservata.


















