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Asp Messina, Sanità: pochi medici disponibili per i presidi del territorio

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Persistono rilevanti criticità nell’erogazione dell’assistenza sanitaria all’ospedale di Sant’Agata Militello, riconducibili alla carenza strutturale di personale medico specializzato che da tempo incide sull’operatività di diversi reparti. Una situazione che continua a condizionare l’offerta sanitaria del presidio e che, in alcuni casi, registra ulteriori arretramenti.

Particolarmente significativa la condizione della Cardiologia, reparto chiuso da oltre un anno e mezzo e oggi limitato alle sole attività ambulatoriali e di consulenza. A fronte delle attese di un progressivo ripristino dei servizi, si è invece verificata l’uscita di scena di una specialista di origine argentina, reclutata nei mesi scorsi dall’Azienda sanitaria provinciale di Messina, che ha lasciato il presidio a partire dal 1° febbraio. Attualmente il servizio può contare su tre cardiologi, oltre a uno specialista impegnato in regime libero professionale per turni aggiuntivi.

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Per far fronte alla situazione, l’Asp di Messina ha attivato un nuovo avviso pubblico straordinario per la manifestazione di interesse finalizzata al conferimento di incarichi libero professionali per cardiologi da destinare agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti e Milazzo. La procedura è stata avviata in via d’urgenza anche in considerazione dell’impossibilità di inserire nuovi specializzandi, per l’assenza di strutture accreditate nella rete formativa.

Le difficoltà nel reperimento di dirigenti medici interessano anche altri reparti del nosocomio santagatese. In Anestesia operano due soli specialisti a fronte di una dotazione organica prevista di nove, condizione che ha portato all’attivazione di una procedura di mobilità nazionale estesa anche ai presidi di Lipari, Mistretta e Barcellona, con un numero limitato di adesioni. Criticità analoghe riguardano Chirurgia e Pediatria, per le quali sono stati avviati iter per la formazione di graduatorie destinate a incarichi libero professionali, mentre il Pronto soccorso continua a operare con un organico inferiore rispetto alle esigenze di un ampio bacino d’utenza territoriale.


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