Politica

ARS Sicilia, emendamento per il reinserimento degli ex dipendenti

ARS Sala d'Ercole

Approda all’Assemblea regionale siciliana un disegno di legge sulle attività produttive che riporta al centro del confronto politico la questione degli ex lavoratori degli enti di formazione professionale. Al centro del dibattito vi è una disposizione che potrebbe incidere sulle prospettive occupazionali di una platea compresa tra 750 e mille persone, generando al tempo stesso tensioni all’interno della maggioranza di centrodestra.

L’intervento è stato proposto attraverso un emendamento presentato dal presidente della Commissione Attività produttive, Gaspare Vitrano, nell’ambito di un provvedimento che recupera alcune norme precedentemente escluse dalla legge finanziaria approvata a dicembre. La proposta riguarda gli ex operatori degli sportelli di orientamento professionale che, dopo la chiusura delle strutture, sono stati inseriti in un elenco unico a esaurimento e successivamente coinvolti in percorsi di riqualificazione promossi dal Formez.

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«Questo personale era impegnato negli sportelli di orientamento professionale. Dopo la chiusura è confluito in un elenco unico a esaurimento ed è stato successivamente riqualificato dal Formez. Occorre ora individuare uno sbocco professionale», ha dichiarato Vitrano. L’emendamento prevede che enti regionali e società partecipate facciano riferimento a tale elenco per eventuali nuove assunzioni, comprese quelle effettuate mediante forme contrattuali flessibili.

La norma non compare nel testo attualmente in esame poiché è stata eliminata nella fase iniziale dell’iter legislativo e successivamente ripresentata come emendamento. Una scelta che, secondo alcune letture, consentirebbe di ridurre il rischio di una nuova cancellazione durante il passaggio in aula.

Sul provvedimento emergono tuttavia posizioni differenti all’interno della coalizione di governo. Alcuni esponenti della maggioranza temono infatti che l’approvazione possa rafforzare il consenso di Forza Italia. A incidere sul dibattito è anche l’incertezza sul numero reale dei possibili beneficiari, considerato che molti degli ex operatori inseriti nell’elenco nel 2016 hanno nel frattempo raggiunto la pensione o trovato altre opportunità lavorative.

Anche l’ex deputato Vincenzo Figuccia è intervenuto sul tema: «Questo personale ha usufruito di un contributo di 10 mila euro per svolgere la formazione. Ora è necessario garantire loro un’occupazione. La norma rappresenta un buon punto di partenza ma può essere migliorata».


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