Ars approva la Finanziaria, scontro tra i partiti e coalizione in frantumi
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di stabilità al termine di una seduta segnata da rinvii, tensioni e contrapposizioni interne. Il via libera alla manovra, arrivato a Sala d’Ercole dopo ore di slittamenti, ha consentito al governo regionale di ottenere l’approvazione delle misure ritenute prioritarie, ma ha messo in evidenza una maggioranza attraversata da fratture profonde.
Nel corso della giornata, il clima politico si è progressivamente deteriorato. Le opposizioni di Partito democratico e Movimento 5 Stelle hanno sfruttato le divisioni del centrodestra, mentre all’interno della coalizione si sono moltiplicate le accuse reciproche. «Non potevamo fargli più danni di così», ha osservato un deputato del Pd, commento che ha fatto da contraltare alle critiche emerse nel vertice di Forza Italia, al quale ha partecipato anche il segretario regionale Marcello Caruso. Nel mirino degli azzurri è finito il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, accusato di avere concesso eccessivo spazio all’opposizione. «Qui siamo di fronte a un ribaltone di fatto, ma non esplicito», ha affermato un deputato forzista.
Le trattative notturne avrebbero visto un ruolo attivo anche dei dem Michele Catanzaro e Nello Dipasquale e dei pentastellati Antonio De Luca e Nuccio Di Paola. Le opposizioni hanno respinto ogni ipotesi di accordi sotterranei, rivendicando scelte adottate nell’interesse generale. In Aula, Dipasquale ha replicato alle accuse: «Forza Italia attacca il Pd per avere evitato voti segreti su norme importanti per i cittadini».
Nel frattempo, Ismaele La Vardera ha annunciato la presentazione di un esposto in Procura sulle trattative legate alla manovra. Dalla Finanziaria emerge il rafforzamento dell’asse tra Fratelli d’Italia e Mpa di Raffaele Lombardo, mentre restano divergenze sulla posizione di Cateno De Luca. Forza Italia appare invece ulteriormente marginalizzata, anche sul fronte della giunta.
Sul piano dei contenuti, la manovra prevede l’aumento a 25 ore settimanali per gli ex Pip, fondi per Comuni e precari degli enti locali, risorse per l’emergenza idrica e il riordino di capitoli di bilancio. Confermate le misure su decontribuzioni, South working, Super Zes, stabilizzazioni all’Esa e incentivi fiscali per il rientro di residenti dall’estero, promossi dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Stanziati inoltre contributi per edilizia, cultura, sanità e formazione.
Il presidente della Regione Renato Schifani, assente durante la seduta perché impegnato a Roma per gli auguri istituzionali al Capo dello Stato Sergio Mattarella, sarà chiamato ora a gestire un quadro politico ulteriormente indebolito dall’approvazione della legge.
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