Home Attualità Tra un superprocuratore seconda carica dello Stato e i girotondi del PdL, i problemi della giustizia restano insoluti

Tra un superprocuratore seconda carica dello Stato e i girotondi del PdL, i problemi della giustizia restano insoluti

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Giustizia“Di giustizia si è parlato poco e male durante la campagna elettorale”, ma “la situazione che si è delineata dopo il voto ha reso la situazione ancor più complessa”, spingendo da un lato “la coalizione prevalente – nel demagogico  tentativo di rincorrere il consenso perduto – verso un’ulteriore semplificazione in base alla quale il termine legalità assume l’approssimativo significato di un irrobustimento dell’apparato  repressivo” e dall’altro “lo schieramento di destra ad arroccarsi nuovamente attorno alle vicende giudiziarie di Berlusconi”. E’ quanto scrive in un documento l’Unione delle camere penali.

“La mancanza di un approccio complessivo ai temi di giustizia, che l’Ucpi denuncia da anni, si è puntualmente confermata anche in questa occasione laddove – di fronte alla crisi del sistema istituzionale e politico che i risultati elettorali hanno poi pienamente confermato – sarebbe stato logico aspettarsi una inversione di rotta”. Invece “la ‘giustizia’ utilizzata come arma dagli uni, o come alibi dagli altri, a tutto danno dei cittadini, che abbiamo sperimentato dall’inizio della seconda repubblica ha ripreso saldamente il campo”.

“L’escalation che ha portato un intero gruppo parlamentare a sciamare fuori dalle aule assembleari per portarsi in un tribunale per premere su di un singolo processo è cosa inaccettabile per quest’ultima circostanza, non certo perché in democrazia non si possa criticare o manifestare anche sui temi giudiziari. Chi tollera e anzi sollecita le proteste collettive contro o a favore di questa o quella sentenza all’interno delle aule, così come chi ha organizzato negli anni manifestazioni a favore di questo o quel procuratore abbracciando interi palazzi giudiziari, più che scandalizzarsi dovrebbe, semmai, riflettere sulla deriva che ha innescato”. “Criticare è sacrosanto ma si deve rispettare la libertà della giurisdizione, chi porta la piazza in tribunale non lo fa, e non solo a Milano”, affermano i penalisti. “Da parte sua – aggiungono- la magistratura deve agire non solo con il rispetto delle regole del processo, come per qualsiasi cittadino, ma anche con il ‘rispetto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano’, per dirla con le parole del Presidente Napolitano”. “Un equilibrio nello svolgimento delle funzioni invocato senza esito dal Capo dello Stato, che nasce dal riconoscimento di confini propri dei poteri dello Stato e stigmatizza la strumentalizzazione dell’attività giudiziaria rispetto agli esiti politici della stessa che nel nostro paese sono saltati da tempo”.

“Il trasloco di Pietro Grasso dalla poltrona di Procuratore Nazionale antimafia alla presidenza del Senato avviene senza che chi l’ha proposto e chi l’ha applaudito si accorga che coinvolge la tematica dei rapporti tra poteri dello Stato. Prima delle elezioni i penalisti avevano invano tentato di portare la questione all’attenzione della politica, per far riflettere sul fatto che il titolare di un potere di investigazione così significativo non poteva essere candidato senza prima abbandonare la carica per un periodo di tempo significativo. Oggi il problema si acuisce ancor di più, poiché i successivi passaggi della crisi potrebbero portare un diretto coinvolgimento politico della seconda carica dello Stato: una situazione che in qualsiasi altro paese avrebbe perlomeno sollevato qualche interrogativo.  

“La cosa sconfortante”, continuano i penalisti, “è che tutti i problemi che, faticosamente, erano riusciti ad emergere negli ultimi mesi della legislatura, le aperture che si erano registrate, ivi incluse le autocritiche sulle soluzioni errate che negli anni scorsi erano state adottate, sono scomparsi dal dibattito. E con essi sono scomparse le realtà che dietro a quei problemi si celano, come quella del carcere, come l’abuso della custodia cautelare o delle intercettazioni, tutte cose accantonate ma che urlano l’urgenza della loro risoluzione.

E’ questo il vero scandalo che ci fa dire che governare sui temi di giustizia è un’altra cosa”, conclude l’Unione delle camere penali.

Tra un superprocuratore seconda carica dello Stato e i girotondi del PdL, i problemi della giustizia restano insoluti ultima modifica: 2013-03-18T19:29:13+01:00 da CanaleSicilia