Home Cronaca Tentato omicidio a Messina, i Carabinieri fermano il responsabile

Tentato omicidio a Messina, i Carabinieri fermano il responsabile

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CarabinieriNella notte tra sabato 30 e domenica 31 luglio 2016, i carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno eseguito il fermo, disposto dal PM – Sostituto della Repubblica Francesco Massara – nei confronti di Mohamed MAZOUZ, marocchino incensurato classe 1974 senza fissa dimora, per il reato di tentato omicidio ai danni di Rachid EL QUAHDANI, marocchino con piccoli precedenti classe 1985, anch’egli senza fissa dimora, accoltellato alla gola intorno alle 22.30 all’interno del cantiere polifunzionale di Maregrosso.

Quella sera, le urla provenienti dalla struttura in disuso hanno indotto alcuni residenti del posto a chiamare il 112 e, al loro arrivo, le pattuglie dei carabinieri intervenute hanno trovato la giovane vittima riversa, sanguinante, su uno dei materassi in cui abitualmente trovano ricovero diversi cittadini stranieri che non hanno altro posto dove andare a passare la notte. Sul posto non c’era nessun altro, in quanto tutti i connazionali del ferito che hanno assistito all’aggressione si erano immediatamente dileguati.

Le condizioni del ragazzo sono subito apparse molto gravi e l’immediato soccorso da parte dei sanitari del 118 ha probabilmente consentito di salvare la sua vita. Trasportato in emergenza presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Policlinico, il marocchino è stato sottoposto d’urgenza ad un delicato intervento di chirurgia vascolare e toracica per fermare la copiosa emorragia e suturare gli importanti vasi lesionati. A destare particolare preoccupazione è stata anche la lesione della trachea, a causa della quale è affluita ai polmoni una importante quantità di sangue. Subito dopo, la giovane vittima è stata trasferita all’ospedale “Papardo”, dove si trova attualmente ricoverata in prognosi riservata presso il reparto di Rianimazione. Le sue condizioni, per quanto stabili, sono ancora molto gravi ed il pericolo di vita è tutt’ora da considerarsi concreto.

Le indagini immediatamente avviate dai carabinieri del Nucleo Operativo di Messina Sud e della Stazione di Messina Gazzi, atteso che nulla di utile è stato possibile apprendere dal marocchino accoltellato – il quale, prima di perdere conoscenza, era riuscito solo ad affermare di essere stato colpito con una forbice – si sono da subito incentrate sulla scena del crimine, sulla ricerca di eventuali testimoni e sulla ricostruzione della personalità e delle frequentazioni della vittima.
In un’area degradata ed abbandonata come quella di Maregrosso, ovviamente, gli investigatori non hanno potuto contare neanche su eventuali sistemi di videosorveglianza che avessero ripreso l’azione delittuosa o movimenti strani di persone. Ma da un accurato sopralluogo sono emersi diversi particolari rivelatisi molto importanti per le indagini. Ciò, a partire da fatto che la struttura dove è avvenuto il fatto è adibita a “dormitorio” di stranieri senza fissa dimora e, sul posto, erano presenti numerosi effetti personali attribuibili a chi, in modo più o meno stabile, occupa i materassi che vi sono stati sistemati e, verosimilmente, era presente al momento della lite. Appariva infatti evidente come alcuni di loro si fossero dati alla fuga in tutta fretta, lasciando accanto al proprio posto letto quelle cose che normalmente portano al seguito, quali telefoni cellulari, agendine con appunti manoscritti, pacchetti di sigarette, scarpe ed altri oggetti. Lo studio delle abbondanti tracce di sangue – che sono state accuratamente repertate ed analizzate nell’eventualità che anche l’accoltellatore fosse rimasto ferito – unito al rinvenimento di alcuni effetti personali che lo stesso EL QUAHDANI ha perso durante la colluttazione, hanno consentito di risalire con precisione alla dinamica ed al punto esatto in cui è avvenuto il ferimento. E proprio in quel punto sono stati ritrovati un telefono cellulare – che, repertato per essere sottoposto ad esame dattiloscopico, si è poi rivelato appartenere a MAZOUZ – ed un sigaro fumato a metà, anch’esso repertato per le successive analisi biologiche.
Nel frattempo, la serrata ed ininterrotta corsa all’identificazione ed al rintraccio di tutti gli extracomunitari che hanno dormito su quei materassi e che potevano essere presenti al cantiere al momento del ferimento – alcuni dei quali, ovvero quelli che frequentano qual sito con maggior regolarità, erano già conosciuti dai carabinieri della locale Stazione e non è stato difficile riuscire a trovarli – ha portato alla loro individuazione ed all’acquisizione di testimonianze utili a chiarire i fatti.

Tentato omicidio a Messina, i Carabinieri fermano il responsabile ultima modifica: 2016-08-01T11:16:58+02:00 da CanaleSicilia