Home Politica Spicola (PD Sicilia) :“Gioisco e ringrazio i militanti, ma dico ai compagni dirigenti: manco nella famiglia Tafazzi si litiga anche quando si vince”

Spicola (PD Sicilia) :“Gioisco e ringrazio i militanti, ma dico ai compagni dirigenti: manco nella famiglia Tafazzi si litiga anche quando si vince”

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Mila Spicola PDIl vicesegretario del PD Sicilia invia una lettera di ringraziamento ai militanti del PD siciliano insieme a un commento sull’attuale situazione politica regionale.

La lettera completa:

“Cari militanti,

vi ringrazio per ciò che avete dimostrato in questa lunga e complessa campagna elettorale. E voglio gioire con voi del risultato eccezionale che abbiamo avuto. Anche dandovi un esempio diverso, un sorriso e una enorme soddisfazione da condividere.

Se non ho capito male, in Sicilia il nostro PD riesce a litigare pure quando vince? Questo è il buongiorno ai siciliani che ci han votati? Fare il pelo e il contropelo alle classifiche ai “propri” rispettivi candidati? O fare e rifare, scrivere e commentare schemi e schemini di linee politiche?

Dissentire e discutere è il sale della democrazia e la ratio di un partito che si chiama democratico. Non temete le discussioni. Ma servano per costruire, per mobilitare le conoscenze e per offrire proposte. In questo mese ho visto invece una discussione fatta per distruggere. Una strumentalizzazione perenne non dico delle parole o delle virgole, ma anche di questioni e di memorie non strumentalizzabili. Che ci han messo in grave imbarazzo di fronte a noi stessi e agli elettori. Persino il 23 maggio, che nel cuore di ciascuno di noi siciliani vale forse più della ricorrenza della repubblica, è stato “macchiato” da divisioni e liti. Ce ne siam tenuti fuori e vi ringrazio per la dignità e la sobrietà che avete mostrato. E dell’aver continuato a militare, lavorare, andare in giro. Con entusiasmo, nella difficoltà, con onestà. L’antimafia non è un soprabito. Sono le gambe di chi cammina per la Sicilia e vive con onestà. Ia sempre una pregiudiziale della vostra vita. Non un contenuto politico.

La logica delle liti strumentali è una logica che non regge più. Ho scelto, come tanti di voi, di tenermene fuori per offrire agli elettori e ai siciliani un esempio di pacificazione. Permettetemi se da vicesegretario del partito democratico tutto intero e non di una corrente mi concedo alla gioia e ai festeggiamenti. Scusate il mio silenzio su tante cose. Ma era la parola più opportuna, il silenzio, in quel momento, per non entrare nella logica della strumentalizzazione perenne. Oggi posso parlare e parlo a tutti gli iscritti, ai militanti e agli elettori. Quella dei militanti nei territori è stata una campagna travolgente. Sono fiera di voi e di noi. Il PD in Sicilia ha raggiunto una percentuale miracolosa. E l’ha raggiunta per un’idea di partito e di politica opposta a quella che si è offerta in Sicilia in questi mesi e in queste settimane di campagna elettorale. Gli elettori hanno premiato Renzi, il rinnovamento, il cambiamento, i contenuti, le riforme. E voi ne siete stati le gambe. Molti di coloro che ancora litigano, questo modo di far politica rappresentato da Renzi lo hanno osteggiato per anni e in modo virulento. Ancora non han capito che gli elettori vogliono altro e che questo tipo di politica, vuota e litigiosa, va rottamata? Ci lamentiamo che la stampa riprende solo le liti. Di grazia: cos’altro hanno offerto molti dirigenti e molti rappresentanti istituzionali del PD? Io e voi sappiamo che ciascuno nel proprio angolo di territorio offriamo altro. E che come le poste italiane siamo presenti in ogni angolo di Sicilia. Ma con dignità e con sobrietà e con sorriso dobbiamo offrire soluzioni alla crisi. Non altri problemi.

“Questo non vuol dire abolire la dialettica delle parti, necessaria e vitale. Non abbiamo paura di discutere, no. Vuol dire piegare la Politica alle politiche. Politiche per le persone. Qualunque linea politica, qualunque schema oggi appare sterile perché la gente non comprende le liti se non vengono piegate a una logica del fare. L’Italia è cambiata, vuole azioni. E anche la Sicilia è cambiata. Vuole azioni. Vuole riforme. Vuole sentire parlare solo e soltanto dei problemi della Sicilia. Che sono tanti e difficilissimi. Lo ha mostrato votando Renzi. E vale per tutti noi, militanti o dirigenti del PD siciliano, come vale per Crocetta. Alcuni lo ripetiamo come un mantra da mesi: non è accanimento contro un governatore del nostro partito, ma è logica essenziale. O si cambia, o si mettono in campo azioni di governo serie ed efficaci contro la crisi o si va al voto. Le discussioni di partito e tra esponenti di partito, necessarie, non abbiate paura di discutere, lo ripeto, rimangano però entro i recinti degli organismi. Li si convochino sempre e spesso e si discuta là. Ma nello stesso tempo si offrano proposte. Si mettano in campo gruppi di lavoro di esperti per capire come reintegrare e riqualificare i bacini immensi di precariato. Come ricostruire da capo la formazione professionale, come aiutare le scuole, come programmare lo sviluppo, come arginare la disoccupazione, come promuovere il turismo, come pianificare lo sviluppo. Anche voi militanti non aspettate altro che essere parte di un processo di costruzione e non di distruzione. E una cosa al nostro Fausto: non possiamo opporre al crocettismo il dalemismo. Al far male, il ragionar fino ma senza fare. Entrambi non vanno bene e non vengono compresi dagli elettori. Non piace Crocetta e ciò che fa? Costruiamo proposte e regaliamogliele. A questo serve un partito e questo stiamo tentando di fare con il sostegno della segreteria nazionale.

Intanto però il PD militante, io, voi, insieme, gioiamo di un risultato assolutamente eccezionale: siamo il primo partito in Sicilia. Mettiamoci subito al lavoro per non tradire la fiducia dei tanti che ci han premiati. E ancora grazie. A Renzi certo, ma a voi. Fatemi dire quel che non ho potuto dire il 23 maggio. Nessuno si permetta di tenerci lontani dalla memoria. Non ho condiviso la scelta di Matteo di non venire in Sicilia per il 23 maggio. Siamo prima persone e poi politici. Permettetemi e permettiamoci adesso, a testa alta, da politici sani, senza paura e senza vergogna, di portare un fiore presso l’albero di Giovanni Falcone. Il 23 maggio prossimo, come anche adesso. Non permettiamo mai più agli sbagli altrui di tenerci lontani, “perché politici”, dalla nostra memoria. Molti di noi fan politica esattamente per quella memoria”.

Mila Spicola
vicesegretario regionale del PD Sicilia

Spicola (PD Sicilia) :“Gioisco e ringrazio i militanti, ma dico ai compagni dirigenti: manco nella famiglia Tafazzi si litiga anche quando si vince” ultima modifica: 2014-05-27T23:00:22+02:00 da CanaleSicilia