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Sant’Angelo di Brolo – La lettera aperta della “dipendente intoccabile” al Sindaco Caruso

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Sant'Angelo di BroloPreg.mo Signor Sindaco,

ho letto e riletto il Suo volantino dal titolo un po’ enigmatico “Non ho mai leso la dignità personale e politica”???, divulgato il 16 luglio scorso ed ho appreso dell’incredibile vicenda di una dipendente comunale che vorrebbe farLa diventare una specie di “marionetta” e si consentirebbe “reiterate aggressioni …”, considerandosi addirittura “intoccabile”.

Ritengo che chiunque abbia letto il Suo scritto si è compenetrato, indignandosi, nella pretestuosa pretesa di questa asserita “signorina”.

Se questa Mata Hari santangiolese esiste, evidentemente si sarà così tanto ingerita nella vita pubblica paesana, fino ad annullare, anzi cancellare il confine tra pubblico e privato. Quindi, se Ella, Signor Sindaco, ha avvertito la necessità di riferire una vicenda assolutamente privata in un documento pubblico è di certo non per fare “scoop o gossip”, ma per la gravità delle intromissioni.

Bene ha fatto, a mio sommesso avviso, a gettare discredito su questa “signorina” in un documento di risposta ad un sedicente gruppo politico, quando l’obiettivo, come da Lei scritto, è quello di onorare gli impegni fino in fondo, senza tradimenti, né trasformismi.

Devo manifestarLe però una mia perplessità, pur trattandosi di un personaggio di fantasia da Lei creato, per ben rappresentare e rimarcare le differenze fra la Sua persona e quella del Sindaco che l’ha preceduta, è abbacinante la verosimiglianza, l’analogia e la similitudine del fatto che ha visto coinvolta la nostra eroina con un episodio occorsomi all’interno del Palazzo Comunale proprio il 13 dicembre del 2013.

Se Ella ha assistito all’ animata discussione che mi ha visto, mio malgrado, coinvolta e si è ispirata ad essa, non posso che sentirmi onorata, per essere stata l’ispiratrice di uno dei personaggi del Suo apprezzato volantino.

Come Lei ben ricorderà, a seguito dell’increscioso episodio, sono stata trasferita presso un’altra struttura del Comune, Ufficio Tecnico, ma purtroppo, al contrario della “signorina” del volantino che ha arricchito e potenziato l’ufficio dove è stata trasferita, io non ho potuto fare altrettanto, visto che non ho né competenze tecniche, né mansioni ben definite da espletare, rimanendo “parcheggiata” e assolvendo prevalentemente ai nobili ruoli di “centralinista” e “portinaia”.

Condivido in toto il Suo operato, se il trasferimento è stato determinato dalla “scarsa operatività”  dell’intoccabile “signorina”, mentre io, come Lei ben sa, ho sempre cercato di esercitare con impegno, serietà e competenza il ruolo di responsabile del II Staff, ossia l’Ufficio allo Sport, Turismo e Spettacolo,  al punto da conseguire importanti risultati. Non mi dilungo oltre sulla mia autocelebrativa capacità operativa, anzi mi fermo qui per evitare di essere patetica e fare l’apologa di me stessa. Sono gli altri che devono dir bene o male di una persona, perché chi si loda s’imbroda.

Se a S. Angelo ci sono degli “intoccabili” Ella , Signor Sindaco, con i valori che ha impresso con la Sua azione moralizzatrice non avrà alcuna difficoltà a smascherarli ed a non renderli più tali.

Io credo, anzi sono convinta che Lei abbia la statura morale e culturale per farlo.

Non intendo dire che Lei sia l’uomo della provvidenza o l’eroe di turno, maledetta quella terra che ha bisogno di eroi, perché di eroi oggi si avverte il bisogno, ma averne bisogno è una sventura; ritengo, però, che Ella col Suo linguaggio felpato ed allusivo, ma dalla sostanza urticante come un cespuglio di ortiche, abbia messo il dito in una piaga purulenta.

Rifugga, come ha sempre fatto, dagli uomini affetti da isteria autoreferenziale, da delirio da immagine, ammalati del complesso di Mosè. Persone che disegnano acrobazie verbali, sciorinano termini a volte quasi incomprensibili, citati a sproposito e coniugano verbi che volano come coriandoli nel carnevale della grammatica italiana.

Signor Sindaco, Lei opportunamente ha riservato per sé la delega al Personale, e ben comprendo la Sua lotta di uomo solo che vive in solitudine, affollato di opportunisti, di accattoni e di questuanti.

Lei è un uomo abile ed astuto come una volpe ed ha il coraggio di un leone.

Mi accingo a concludere, non prima di rilevare che personalmente non ho mai ricevuto addebiti o contestazioni sull’operato svolto e, pertanto, al fine di non ingenerare confusione, desidererei che nei titoli di coda di un altro eventuale volantino scorresse la scritta che ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Grata per la Sua preziosa attenzione, Le porgo i più deferenti ossequi.

S. Angelo di Brolo, 19 luglio 2014

F.to Giuseppina Laguidara

Sant’Angelo di Brolo – La lettera aperta della “dipendente intoccabile” al Sindaco Caruso ultima modifica: 2014-07-20T16:51:32+02:00 da CanaleSicilia