Home Politica Sant’Agata – “Democrazia Partecipata” molta confusione e poca chiarezza

Sant’Agata – “Democrazia Partecipata” molta confusione e poca chiarezza

992

Democrazia PartecipataMolta confusione e poca chiarezza si sono registrati nel corso della riunione​ tenutasi ieri in aula consiliare con le associazioni, ed indetta dal Presidente del Consiglio, senza rivestire tra l’altro tale figura alcuna rilevanza esterna nell’esercizio delle proprie funzioni, e senza preoccuparsi, perdipiù, di coinvolgere minimamente l’Amministrazione comunale, andando ben oltre il rispetto ed il garbo nei rapporti istituzionali.

Durante la riunione fissata allo scopo di illustrare alle associazioni i punti salienti del regolamento approvato dal consiglio comunale sull’utilizzo dei fondi destinati, il concetto più significativo è stato espresso dalla Dott.Mangano Eleonora, la quale ha colto in pieno il senso della finalità della norma quando ha proposto che ad approvare il modo come spendere i soldi partecipassero tutti i cittadini anche attraverso forme innovative, per esempio un tele-consulto o altra forma di partecipazione. Modalità queste sicuramente preferibili ad un organismo che dovrebbe avere soltanto una funzione di consulenza tecnica giuridica e finanziaria e di registrazione delle priorità nei vari settori individuati dai cittadini.

È, invece, sembrata inopportuna una presentazione postuma di un regolamento sulla “democrazia partecipata” già approvato in consiglio senza avere prioritariamente consultato i cittadini, e che sembrerebbe piuttosto strutturato con l’unico intento precipuo di sottrarre alla gestione dell’esecutivo quelle poche risorse che sembra si vogliano invece gestire all’Interno del consiglio, con atti decisionali di un organismo politico che si esprime a maggioranza con votazioni sulle scelte da fare e sicuramente non rappresentativo della volontà dei cittadini.

Poche risorse con cui si rischia di fare una sorta di elargizione e spartizione di contributi, tra l’altro non consentito dalla legge – come ha giustamente obiettato anche il Presidente della Pro loco, sig. Pippo Natoli, nel suo intervento – per accontentare un po’ tutti i proponenti o coloro che a maggioranza saranno ammessi solo per spendere le risorse, senza avere realmente soddisfatto le priorità individuate dai cittadini.

Poche risorse su cui si sono aperte grandi aspettative soprattutto quando i capitoli di spesa previsti dalla proposta di bilancio previsionale della giunta comunale (tra i quali € 30.000 erano stati destinati proprio alla Proloco ed alla banda musicale) relativamente alle attività culturali e turistiche, così come quello relativo alla sicurezza stradale ed alla video sorveglianza sono stati completamente azzerati grazie agli emendamenti al bilancio proposti da alcuni consiglieri di opposizione, ed approvati in consiglio comunale.

Altresì è importate precisare che, cosi come chiarito dalla circolare dell’Assessorato n. 5 del 9 marzo 2017, la norma che regola la democrazia partecipata non prevede l’obbligo di spendere il 2 % dell’assegnazione regionale “per forme” ma “con forme” di democrazia partecipata.

La stessa dunque non si risolve nello spendere l’importo per realizzare forme di Democrazia partecipata richiedendo invece il vero coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte di bilancio in misura pari al 2 % dell’assegnazione di parte corrente disposta per ciascuno anno dalla regione per i comuni della Sicilia.

Secondo quanto ampiamente chiarito dalla medesima circolare dell’Assessorato regionale, “Il bilancio partecipativo sembra essere la forma di democrazia diretta più ampia e consona all’attuazione dei programmi, indipendentemente dalle modalità di coinvolgimento della cittadinanza che resta una prerogativa delle amministrazioni comunali “.

“Attraverso l’organismo si permette alla popolazione di inserirsi nell’intero processo decisionale relativo alla manovra di bilancio attraverso il suo coinvolgimento nella scelta degli obiettivi e delle modalità di spesa delle risorse pubbliche per interventi sul territorio.

La partecipazione si realizza in tal modo tramite un preciso percorso nel quale, dopo avere preventivamente informato e consultato la cittadinanza, si procede all’assunzione della decisione e alla predisposizione del documento della partecipazione sulla base del quale avviene il monitoraggio e la verifica del conseguimento degli obiettivi e/o la realizzazione degli interventi individuati.

In particolare la popolazione del territorio interessato è invitata a precisare i bisogni e a stabilire le priorità in vari campi e settori(che vanno dall’ambiente allo sport,alla cultura ,al turismo .. , )l’amministrazione provvede attraverso un apposito organismo a fornire informazioni tecniche, legali e finanziarie, e a predisporre l’elenco delle priorità da presentare all’ufficio di pianificazione, che stila poi un progetto di bilancio nel quale si tiene conto delle priorità indicate dai gruppi dei cittadini”.

Sant’Agata – “Democrazia Partecipata” molta confusione e poca chiarezza ultima modifica: 2017-11-24T07:45:24+01:00 da CanaleSicilia