Home Cronaca Richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo dalla Procura di Patti per la morte di Ignazio Natoli

Richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo dalla Procura di Patti per la morte di Ignazio Natoli

2,116

Lara Cusmano - Ignazio NatoliLa nota della famiglia di Ignazio Natoli, vittima di un incidente sul lavoro nel giugno 2012, dopo la notizia del rinvio a giudizio chiesta dal Tribunale di Patti per il legale rappresentante dell’Hotel Club Calanovella Mare srl.

LA PROCURA DI PATTI RICHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER OMICIDIO COLPOSO CONTRO IL DR. ACHILLE IOPPOLO.

Il 22 giugno 2012 un drammatico lutto colpiva Piraino. Natoli Ignazio (nella foto insieme alla moglie Lara Cusmano) perdeva tragicamente la vita, mentre eseguiva alcuni lavori all’interno del villaggio Calanovella Mare, nota localita’ turistica sita nel Comune di Piraino, meta balneare della costa tirrenica. Dopo numerose indagini, complesse consulenze medico legali e perizie tecniche richieste e disposte dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Patti, la Dott.ssa Rosanna Casabona, chiede il rinvio a giudizio del Dr. Achille Ioppolo, il quale deve rispondere per omicidio colposo, con l’aggravante della violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, per il quale la legge prevede una pena della reclusione da due a sette anni e che finalmente dà alla famiglia di Ignazio la speranza di poter avere quanto meno GIUSTIZIA sul tragico incidente accaduto.

Nel complesso articolato capo di imputazione oltre al delitto di omicidio colposo, il dr. Achille Ioppolo deve rispondere di numerosi altri reati, ed esempio, per avere omesso di inserire la valutazione attinente alla cabina elettrica nel documento di valutazione dei rischi riguardante la struttura alberghiera, per non avere sottoposto a regolare manutenzione tecnica la cabina elettrica non provvedendo ad effettuare la regolare pulizia della stessa al fine di proteggerla dagli agenti atmosferici. Addirittura nel capo di imputazione viene segnalato che il pavimento ed i quadri elettrici della cabina risultavano contenere residui di olio misti a polvere, le pareti ed il soffitto presentavano tracce di umidita’ e non vi erano idonee protezioni contro i contatti diretti degli interruttori installati alle pareti.

La cabina elettrica dove e’ avvenuta la morte di Ignazio Natoli era priva in tutta l’area esterna ed anche all’interno della apposita segnaletica di sicurezza con segnalazione di avvertimento e pericolo in conformita’ alle prescrizioni di legge e all’interno della stessa venivano rinvenute attrezzature obsolete risalenti all’anno 1986 ed in particolare un fioretto di manovra non era stato sottoposto a verifica periodica e mancavano i tappetini o pedane isolanti necessari per lo svolgimento di tutte le fasi lavorative in sicurezza.L’attrezzatura sita all’interno della cabina elettrica non era conforme ai requisiti di sicurezza. Mancavano tutti i sistemi di sicurezza che potessero essere attivati per salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi connessi alle scariche elettriche.

La richiesta di rinvio a giudizio si articola in ben 10 capi di imputazione che occupano tre pagine della medesima richiesta, dove vengono riportate dettagliatamente tutti i reati contestati al dr. Ioppolo Achille, quale legale rappresentante dell’Hotel Club Calanovella Mare srl.

Le parti offese, la moglie e i figli , i genitori ed il fratello del Natoli Ignazio presenteranno la costituzione di parte civile, per il gravissimo lutto che ha travolto la loro famiglia per la prematura scomparsa del loro congiunto.

All’epoca dei fatti Ignazio Natoli occupava la carica di Assessore al Comune di Piraino dell’Amministrazione del sindaco Dott.ssa Gina Maniaci e anche di consigliere del civico consesso ed, oltre ad essere una persona molto conosciuta in tutto il circondario per la sua attiva partecipazione nel sociale e per il suo costante impegno politico, era un bravissimo tecnico installatore di impianti che purtroppo, per la sua infinita bontà, diceva raramente di no alle richieste di amici e “imprenditori che si avvalevano delle sue prestazioni tecniche per risparmiare e non sostituire ciò che ormai non era più possibile né giusto riparare”.

Dopo più di due anni e mezzo dalla data del tragico incidente sul quale c’è stato il più assoluto silenzio, finalmente, dice la famiglia, si riaccende la speranza di avere almeno giustizia e la stessa si dichiara pronta a difendere Ignazio da qualunque infamia sul suo conto, riaccendendo il giusto ricordo nel cuore di tutte le persone che lo conoscevano bene per la sua professionalità, preparazione e infinita bontà.

Richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo dalla Procura di Patti per la morte di Ignazio Natoli ultima modifica: 2015-02-13T14:58:02+01:00 da CanaleSicilia