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ReNews – Paesi in crisi d’identità

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ReNewsIl concetto d’identità indica tutte quelle caratteristiche che individuano una determinata realtà rendendola per ciò stesso se non unica sicuramente riconoscibile.

La Sicilia ha una sua forte identità che passa dalla sua collocazione nel Mediterraneo, alla storia, al patrimonio artistico, per finire persino, alle sue ataviche contraddizioni. La cosa cambia se attraversiamo l’isola al suo interno o lungo le coste.

Molte realtà territoriali, a dispetto magari della felice collocazione geografica o del cospicuo patrimonio artistico e naturale, stentano ancora a trovare la propria identità, spesso perché, chi le amministra, fatica ad attivare gli strumenti a disposizione e a trovare soluzioni idonee per il loro sviluppo.

Nel frattempo alle singole autonomie amministrative e alle loro mancanze si è tentato di trovare formule sovra comunali come ad esempio la redazione di un PRG che riguardasse non più soltanto il singolo comune ma l’unione di più comuni, con l’obiettivo di pianificare un’unica area artigianale capace di attrarre grandi investitori, con lo scopo di rilanciare il turismo sfruttando le risorse dei singoli, dal mare ai beni culturali dei paesi collinari, per un’offerta turistica di forte impatto e quanto più ricca e completa possibile.

Purtroppo, però, in molti casi di tutto questo non si sa più nulla e accade al contrario che lo sviluppo economico e l’identità che il paese avrà per i prossimi anni saranno stabiliti da un Commissario ad acta a far le veci dell’organo eletto dai cittadini, che perderanno così definitivamente la speranza di essere rappresentati nella formazione di quello che per un paese è il più importante strumento urbanistico. Comunque andranno le cose sarebbe auspicabile che i nuovi Piani si caratterizzassero come PRG a cemento zero, rispettosi delle attuali prescrizioni senza cambi di destinazione sulle attuali zone artigianali, commerciali e turistiche atte a trasformarle in seconde case, magari chissà solo per mantenere certi equilibri a cui forse troppo è stato concesso in passato. In queste realtà appare inevitabile il declino del comparto commerciale, decine di chiusure che testimoniano una politica disattenta, incapace di incentivare l’imprenditoria attraverso per esempio esenzioni da tributi comunali, recuperando vecchie delibere concernenti aperture nei centri storici ed estendendole all’intero paese, per le nuove attività nei primi cinque anni o creando fondi di garanzia atti a facilitare l’accesso al credito.

Manca totalmente un sistema integrato di marketing territoriale, con l’organizzazione di eventi promozionali e culturali finanziati da soggetti pubblici e privati che punti alla promozione del territorio e delle attività presenti, giacciono spesso nei cassetti – dimenticati – progetti come quello dei “Centri commerciali naturali”. Le attività commerciali restano abbandonate a se stesse piuttosto che coadiuvate dallo “Sportello Unico delle Attività Produttive” con funzioni di tutoraggio nella semplificazione della parte burocratica e di consulenza per quella finanziaria. Sopravvivono, quando non chiudono, in un ambiente ostile dove la domanda è ridotta al minimo non potendo contare neppure sul turismo, stante lo stato di abbandono in cui versano dimenticate bellezze architettoniche e storiche – nondimeno presenti e in attesa di improbabili finanziamenti – e senza che sia conosciuta la reale capacita ricettiva del paese. In questi paesi la cultura appare ghettizzata a sporadiche manifestazioni, non ci sono spazi di incontro, né cinema, né teatri e solitamente i momenti di socializzazione per i più giovani sono i bar, i muretti, o se c’è, la villa comunale.

Non sempre ciò dipende dalla mancanza di strutture che spesso esistono fisicamente, ma permangono inspiegabilmente chiuse per anni. Da questa sommaria descrizione è facile capire come in queste condizioni sia difficile emancipare luoghi come questi dall’anonimato a cui sembrano condannati/rassegnati, ne la cura che spesso il politico presta, in via esclusiva, alla propria immagine serve a migliorare la situazione, assicurando soltanto, sino a quando il vento sarà favorevole, voto al vuoto.

ReNews – Paesi in crisi d’identità ultima modifica: 2016-11-03T13:01:22+01:00 da CanaleSicilia