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Operazione “TIR Camaleonte” – Otto arresti a Catania

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Operazione CamaleonteSu delega di questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di 8 persone costituenti un’associazione a delinquere finalizzata alla sistematica realizzazione di bancarotte fraudolente (patrimoniali e documentali) e reati tributari (emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento di ritenute e di imposte).

Con il medesimo provvedimento è stato altresì disposto, quale misura cautelare reale, il sequestro preventivo:

  • per equivalente, delle disponibilit√† finanziarie degli indagati fino alla concorrenza di circa 10 milioni di euro, pari al profitto delittuoso originato dalla perpetrazione
    dei reati tributari;
  • di due societ√† commerciali attive, RTN s.r.l. con sede legale a Milano e la JBC s.r.l.s. con sede legale a Misterbianco (CT), entrambe esercenti l‚Äôattivit√† di¬†trasporto merci per conto terzi.

L’associazione criminale era capeggiata dai fratelli Riccardo (cl.1955), allo stato irreperibile, Giovanni REITANO (cl.1947) e dal figlio di quest’ultimo Antonio Luca Maria REITANO (cl.1976), i quali hanno amministrato, attraverso la compiacenza di prestanome nullatenenti, un gruppo di imprese attive nel trasporto di merci per conto terzi e operanti, in modo apertamente sleale, in frode al Fisco e ai creditori.

Nel corso della seriale perpetrazione di crimini economico ‚Äďfinanziari, si √® assistito¬†anche al fallimento di 7 societ√† commerciali facenti parte del ‚ÄúGruppo Reitano‚ÄĚ.¬†L‚Äôoperazione, condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria¬†di Catania e convenzionalmente nota come ‚ÄúTir Camaleonte‚ÄĚ, ha disvelato¬†l‚Äôesistenza, almeno dal 2010, di un sistema fraudolento collaudato che ha visto la¬†periodica sostituzione di societ√† del gruppo, schiacciate ormai da pendenze¬†debitorie e affidate ad amministratori assolutamente non idonei a gestirla, con¬†imprese solo formalmente differenti ma con il medesimo oggetto sociale e gli stessi¬†dipendenti.

Il sodalizio criminale annoverava tra le sue fila: 

  • il dottore commercialista Fabio SACCUZZO (cl.1978), tenutario delle scritture di¬†gran parte delle imprese della ‚Äúgalassia REITANO‚ÄĚ, con un ruolo attivo nel¬†favorire la schermatura dei patrimoni del gruppo REITANO suggerendo¬†consapevolmente le mosse pi√Ļ efficaci per eludere ogni possibile azione¬†giudiziaria;
  • Luisa SPAMPINATO (cl.1960), ex convivente di Riccardo REITANO,¬†formalmente mera dipendente ma in realt√† spesso chiamata dai REITANO a¬†partecipare alle fasi gestionali cruciali relative al passaggio di asset patrimoniali¬†dalla societ√† in decozione a quella di nuova creazione;
  • Antonio LO PRESTI (cl. 1976), titolare di partita IVA quale libero professionista,¬†anch‚Äôegli apparentemente solo un ‚Äúsemplice‚ÄĚ dipendente dei REITANO ma nei¬†fatti pienamente coinvolto nella gestione amministrativa e contabile delle societ√†¬†incriminate.

L‚Äôassociazione a delinquere era composta anche da 3 soggetti ‚Äúprestanome‚ÄĚ,¬†nullatenenti e privi di qualsivoglia competenza professionale:

  • due cittadini di nazionalit√† cubana, Alberto David VICTORIA (cl.1976),¬†amministratore di diritto in 5 societ√† del ‚Äúgruppo Reitano‚ÄĚ e Jimenez Jos√®¬†Fonseca ZAMORA (cl.1947), suocero di Riccardo REITANO, allo stato non¬†reperibili sul territorio nazionale;
  • Maria CORRENTI, anch‚Äôella amministratore di diritto di 5 societ√† del gruppo,¬†proposta ai REITANO dal commercialista SACCUZZO; a differenza dei primi due¬†destinatari della misura carceraria, anche in ragione delle dichiarazioni rese dalla¬†stessa nel corso delle indagini, il G.I.P. ha disposto la misura cautelare personale¬†dell‚Äôobbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria unitamente¬†alla misura interdittiva del divieto di esercizio di imprese e uffici direttivi di¬†persone giuridiche per 12 mesi.

L’attività investigativa della Guardia di Finanza di Catania, caratterizzata dall’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali nonché di perquisizioni locali, dall’analisi di documentazione bancaria, dall’assunzione di informazioni da amministratori, dipendenti, fornitori e clienti delle società del gruppo Reitano, ha visto il coinvolgimento delle seguenti imprese, tutte esercenti l’attività di trasporto merci per conto terzi:

  • ‚ÄúEUROPA TRANS S.R.L. UNIPERSONALE‚ÄĚ, sede legale a Catania, costituita¬†nel novembre 2006 e dichiarata fallita nel 2012 con un passivo accertato di¬†oltre 7 milioni di euro; i tre REITANO si sono avvalsi della ‚Äútesta di legno‚Ä̬†ZAMORA per sottrarre libri e scritture contabili e aggravare il dissesto¬†dell‚Äôimpresa commerciale;
  • ‚ÄúLOGISTIC SERVICE S.R.L.‚ÄĚ, sede in Gravina di Catania, costituita nel 2010 e¬†dichiarata fallita nel gennaio 2017 con un passivo accertato di oltre 11 milioni¬†di euro; oltre ai reati fallimentari, i REITANO, con il concorso del cittadino¬†cubano ZAMORA, negli anni 2011 e 2012 hanno utilizzato fatture ‚Äúfalse‚ÄĚ, cio√®¬†relative ad operazioni inesistenti, per ‚Äúgonfiare‚ÄĚ illecitamente i costi dell‚Äôattivit√†,¬†per un ammontare di oltre 3 milioni di euro, con una conseguente evasione di¬†IVA pari a oltre mezzo milione di euro, ed emesso fatture ‚Äúfalse‚ÄĚ, nel triennio¬†2011 -2013, per oltre 5 milioni, al fine di favorire l‚Äôevasione d‚Äôimposta di altre¬†societ√† del gruppo, per un profitto criminale di oltre un milione di euro; da ultimo, la ‚ÄúLOGISTIC SERVICE‚ÄĚ ha omesso il versamento di ritenute e imposte¬†(annualit√† 2013) per circa 800 mila euro;
  • ‚ÄúIGLOOTRANS S.R.L.‚ÄĚ, con sede in Gravina di Catania, costituita nel 2008 e¬†fallita nel 2017, con un‚Äôesposizione debitoria accertata di oltre 13 milioni di¬†euro; in occasione del fallimento della ‚ÄúREITRANS S.R.L.‚ÄĚ nel 2010, societ√†¬†madre del gruppo, la ‚ÄúIGLOOTRANS‚ÄĚ √® stata illecitamente destinataria di mezzi,¬†stabilimenti e dipendenti; la ‚ÄúIGLOOTRANS‚ÄĚ √® stata amministrata di fatto dai tre¬†REITANO e ha visto, prima dell‚Äôinsorgenza dell‚Äôinsostenibile mole debitoria,¬†quale amministratore di diritto Luisa SPAMPINATO; successivamente,¬†perseguendo il collaudato schema illecito, sono stati nominati amministratori il¬†cubano VICTORIA e, alcuni mesi dopo, Maria CORRENTI persona di fiducia del¬†professionista SACCUZZO; la ‚ÄúIGLOOTRANS‚ÄĚ ha utilizzato, nel quadriennio¬†2011 -2014, fatture ‚Äúfalse‚ÄĚ per abbattere il reddito per un volume complessivo di¬†oltre 17 milioni di euro (a cui corrisponde il fittizio abbattimento di IVA per circa 4¬†milioni di euro) e ha emesso, nello stesso periodo, a favore di aziende sempre¬†riconducibili al gruppo criminale, fatture a fronte di operazioni commerciali non¬†effettuate per circa 2 milioni di euro;
  • ‚ÄúVICTORIA TRANSPORT S.R.L.‚ÄĚ, sede a Misterbianco, costituita nel 2010 e¬†ora in stato di abbandono, diretta dai tre REITANO che si sono avvalsi del¬†prestanome cubano VICTORIA per emettere (per oltre 11 milioni di euro) ed utilizzare (per oltre 6 milioni di euro), nel triennio 2011 -2013, fatture relative ad¬†operazioni inesistenti;
  • ‚ÄúLIZ TRANS S.R.L.‚ÄĚ, sede legale in Misterbianco, costituita nel 2012 e fallita nel¬†2017, gestita dai REITANO che si sono avvalsi dei due amministratori¬†‚Äúprestanome‚ÄĚ VICTORIA e CORRENTI, prima per sottrarre alla procedura¬†fallimentare le scritture contabili necessarie per una fedele ricostruzione del¬†passivo e poi per utilizzare, nel biennio¬† 2013-2014, fatture false per circa 9¬†milioni di euro, ed emettere documenti fiscali non rispondenti al vero per oltre 11¬†milioni di euro;
  • ‚ÄúCOURIER SERVICE S.R.L.‚ÄĚ, sede legale in Gravina di Catania, costituita nel¬†2012 e fallita nel 2017, amministrata di fatto dai REITANO che utilizzato ulteriori¬†soggetti prestanome non partecipi dell‚Äôassociazione a delinquere investigata¬†(trattasi della nuora e del genero di Giovanni REITANO); la ‚ÄúCOURIER¬†SERVICE‚ÄĚ, nel triennio 2011 -2013, ha indicato nelle dichiarazioni al Fisco fatture¬†per operazioni inesistenti per un importo complessivo di oltre 500 mila euro e ha¬†emesso fatture ‚Äúfalse‚ÄĚ, nel quinquennio 2011-2015, per favorire l‚Äôevasione delle imposte da parte di altre societ√† del gruppo, per un valore complessivo di quasi 3¬†milioni di euro.

In pi√Ļ, √® stato accertato anche il coinvolgimento della ‚ÄúTTC EXPRESS¬†FARMADISTRIBUZIONE & LOGISTICA SRL‚ÄĚ, con sede legale a Pomezia¬†(Roma), costituita nel 2000 e fallita nel 2017, avente ad oggetto il noleggio di¬†mezzi, gestita di fatto dai REITANO e avente quale amministratore di diritto Monica¬†REITANO (figlia di Riccardo) i quali, nel quadriennio 2011 -2014, hanno utilizzato¬†fatture ‚Äúfalse‚ÄĚ per quasi 2 milioni di euro e emesso, a favore del gruppo criminale,¬†documenti a fronte di operazioni fittizie per un milione e 600 mila euro circa.

Il gruppo d‚Äôimprese citato √® stato gestito in modo continuativo dai tre REITANO i¬†quali ‚Äď come dimostrato dalle plurimi, gravi e concordanti fonti di prova raccolte dai¬†
Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ‚Äď hanno esercitato¬†pienamente il ruolo di amministratori impartendo disposizioni ai dipendenti e¬†intrattenendo i rapporti contrattuali con clienti e fornitori. Le societ√† coinvolte nel¬†circuito criminale, solo formalmente entit√† imprenditoriali giuridicamente separate,¬†si sono contraddistinte per l‚Äôidentica ubicazione della sede amministrativa ossia per¬†l‚Äôutilizzo delle stesse unit√† operative localizzate in Motta Sant‚ÄôAnastasia (CT),¬†Marcellinara (CZ), Palermo, Roma e Lodi.

Lo straordinario volume di documentazione fiscale fasulla (fatture per operazioni¬†inesistenti pari a oltre 70 milioni di euro) utilizzato ed emesso dalle stesse societ√†¬†dei REITANO √® stato determinante per consentire ai sodali, da un lato, di¬†accaparrarsi le agevolazioni fiscali previste per le nuove iniziative imprenditoriali e,¬†dall‚Äôaltro, di eludere le azioni giudiziarie promosse dall‚ÄôErario e dalle imprese che¬†hanno trattenuto rapporti commerciali con il ‚Äúmondo REITANO‚ÄĚ.

Altro aspetto caratterizzante la permanente azione criminale realizzata dai REITANO è una gestione finanziaria delle risorse delle società commerciali basata su ripetuti e ingenti prelevamenti in contanti spesso non giustificati da valide ragioni economiche. In quest’ambito s’inserisce anche la collaborazione del commercialista SACCUZZO, abile nel mettere a disposizione del sodalizio le proprie conoscenze personali con funzionari di banca per l’apertura e la gestione di conto correnti in aggiramento di ogni presidio anti-riciclaggio.

A conferma della caratura criminale del sodalizio investigato, va segnalato che, nel corso delle indagini, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno registrato l’esistenza di rapporti commerciali di fornitura del servizio di trasporto merci operato da soggetti appartenenti al clan stiddaro dei Dominante-Carbonaro a favore dei REITANO.

Il progetto delittuoso dell’associazione criminale manifesta tutta la sua attualità nelle due imprese attive, oggi sottoposte a sequestro preventivo e affidate a un amministratore giudiziario, le già citate JBC s.r.l. e la R.T.N. s.r.l. accomunate con le altre del gruppo REITANO per l’oggetto sociale, la presenza di un amministratore prestanome anch’egli indagato, il medesimo tenutario di scritture contabili (Fabio SACCUZZO), l’inadempimento degli obblighi di versamento di ritenute e imposte e dal già preventivabile stato di decozione. 

La complessa indagine, condotta dalle Fiamme Gialle di Catania, ha dunque consentito di far luce sull’organizzato illecito complesso imprenditoriale gestito dai REITANO che, a partire almeno dal 2010, ha agito costantemente in dispregio agli obblighi di legge, frodando il Fisco, gli enti assistenziali e quelli previdenziali nonché arrecando danni economici alle imprese creditrici e a quelle concorrenti operanti nel medesimo mercato.

Operazione “TIR Camaleonte” – Otto arresti a Catania ultima modifica: 2018-06-30T11:12:50+02:00 da CanaleSicilia