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Montagnareale – Il gruppo di maggioranza: i pareri del tecnico comunale sono “ininfluenti”

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A Montagnareale i pareri del tecnico comunale sono “ininfluenti”. A sostenerlo è il gruppo di maggioranza consiliare, nel tentativo di giustificare l’ostinazione della giunta Sidoti di andare avanti nella modifica del regolamento dell’acquedotto anche in presenza di un parere di regolarità tecnica “non favorevole”.

Montagnareale - Consiglio ComunaleTutto nasce in seno al consiglio comunale tenutosi mercoledì sera ed in cui per la prima volta sedeva la neo-segretaria dott.ssa Cinzia Chirieleison. Espletate le formalità iniziali, la discussione si è accesa sulla proposta di integrazione del vigente regolamento acquedotto con un comma/bis definita dal tecnico comunale, geom. Nino Costanzo, “formulata in modo troppo generico” con apposita nota allegata agli atti. La proposta, nello specifico, prevedeva “nei casi in cui non fosse effettuata la lettura per qualsivoglia motivo” un calcolo forfettario di consumo medio per ogni componente del nucleo familiare secondo i dati ISTAT con un ipotetico abbattimento finale in favore del titolare dell’utenza e dei nuclei familiari più numerosi.

Il tutto, secondo il geom. Costanzo, non quantificabile in quanto, si legge nella nota, “non possono essere rilevati i dati ISTAT poiché l’erogazione avviene sia per soggetti residenti che non residenti o residenti al di fuori del territorio comunale ed ai quali l’Ente deve garantire lo stesso servizio”. Tradotto, secondo la minoranza consiliare, si arriverebbe a cifre quadruplicate rispetto alle attuali. “Cosa significa l’espressione ‘per qualsivoglia motivo’? Racchiude un calcolo politico o cosa altro ancora?” è stata la replica del capogruppo di minoranza Massimiliano Magistro che, all’uopo, ha proposto un emendamento correttivo.

Nella controproposta vengono circoscritte le specifiche “cause di forza maggiore” da intendersi esclusivamente come “imprevedibili calamità naturali”, eliminando in parte la genericità contestata. Ma viene anche ridisegnato il “quantum” in funzione del consumo effettivamente rilevato. Uno dei punti contestati è proprio questo, la mancanza di una lettura negli ultimi anni che abbia potuto dare una stima quantomeno vicina al reale del consumo idrico pro capite. “Non crediate che approvare in tutta fretta questa strampalata proposta di modifica – ha continuato il capogruppo di minoranza – valga per il passato. Non varrà nemmeno per il presente poiché ci sono sentenze che parlano chiaro: si può esigere il canone solo in presenza di lettura dei consumi e questa amministrazione, che naviga a vista, non ne ha effettuate e nemmeno predisposte. Il parere negativo del tecnico alla proposta è inevitabile ma oggi apprendiamo da voi che non conta”.

Appellandosi al regolamento, il gruppo di minoranza ha quindi chiesto che la proposta venisse rinviata alla prossima seduta stante la mancanza di parere tecnico all’emendamento appena presentato. Non di questo parere, la giovane segretaria comunale, tra l’incredulità dei presenti, si è di fatto sostituita al funzionario preposto rendendo immediatamente ammissibile la proposta della minoranza e dando quindi l’avvio alla votazione conclusiva. Per tutta risposta, il gruppo di Rinnovamento e Futuro ha lasciato l’aula facendo venire meno il numero legale vista anche l’assenza di due consiglieri facenti parte la maggioranza. Una situazione surreale ma al contempo indicativa della realtà politica in cui versa il piccolo centro nebroideo. Alla ripresa dei lavori, con la contemporanea e scontata materializzazione del consigliere di maggioranza “prét-à-porter”, il gruppo di Rinnovamento e Futuro ha espresso il voto favorevole al solo emendamento facendo verbalizzare quanto avvenuto e lasciando intendere immediate azioni volte a chiarirne la conformità ai regolamenti. “Non entriamo nel merito della scelta del segretario – ha concluso Magistro – sta di fatto che non si comprende, anche da parte sua, questa fretta di far approvare una delibera, a nostro avviso, palesemente irregolare”.

Chiusa la vicenda, i consiglieri di minoranza hanno comunicato di voler intraprendere un’azione referendaria per dare voce ai circa 500 concittadini firmatari di una petizione popolare contro l’annessione al Parco dei Nebrodi. La vicenda, recentemente salita alla ribalta delle cronache, vede i cacciatori e gli appassionati della montagna uniti contro i vincoli che l’annessione, anche parziale, del territorio comunale imporrebbe loro.

Salvatore Caporlingua

Montagnareale – Il gruppo di maggioranza: i pareri del tecnico comunale sono “ininfluenti” ultima modifica: 2014-03-28T10:44:53+01:00 da CanaleSicilia