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Mediterraneo discarica industriale di reperti bellici: nessuno parla

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Mare NucleareNel 1994 Ilaria Alpi e Miran Hirovatin avevano scoperto che nel Mediterraneo e in particolare nello Jonio, ci sono 203 navi cariche di scorie industriali chimiche e radioattive, oltre a un migliaio di container, che non risalgono alla prima o seconda guerra mondiale, (anche perché esse erano state già censite dalla Marina Italiana negli anni ’50), ma sono frutto di una rete di malaffare che vede coinvolti mafia, multinazionali del crimine e servizi segreti, implicati nel traffico di armi a livello internazionale. 

Nonostante il sacrificio dei giornalisti, uccisi in Somalia il 20 marzo 1994, sulla vicenda continua a regnare il silenzio e pare che nessuno abbia intenzione di fare luce su un argomento di per sé abbastanza chiaro: ovvero che l’Italia è una sorta di discarica industriale.

Anche la ‘ndrangheta ha operato, dietro chiamata diretta sella Sogin, per lo smantellamento della parte della centrale nucleare di Caorso, ciononostante il silenzio regna sovrano e solo grazie alla procura nazionale antimafia sono state presentate delle interpellanze parlamentari, che tuttavia ad oggi non hanno prodotto risultati significativi.

Gli unici a sembrare interessati al caso sono le tv francesi e finlandesi, mentre nel 2010 l’ex ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo e Piero Grasso, avevano addirittura archiviato il caso Cetraro, affermando che non esisteva alcun relitto carico di scorie tossiche al largo della cittadina calabrese e che si trattava del piroscafo Catania, inabissato nel 1917.

In realtà, il Catania è stato affondato nel 1943 al largo del golfo di Napoli dopo un bombardamento e al largo del mare Jonio si trova invece la famigerata nave Cunski, (la vicenda è tuttavia coperta da segreto militare). Esiste addirittura un filmato realizzato su una nave impiegata dalla Regione Calabria prima dell’insabbiamento attuato dall’intelligence italiana con il benestare dell’allora governo Berlusconi.

Tutto ciò che sappiamo è riferibile alle parole di un generale dei servizi segreti che durante un’audizione parlamentare ha affermato che lo Stato ha pagato la criminalità organizzata per il lavoro sporco di affondamento dei rifiuti tossici.

Simona Mazza

Mediterraneo discarica industriale di reperti bellici: nessuno parla ultima modifica: 2013-07-17T14:29:54+02:00 da CanaleSicilia