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Lucy Fenech – «Quando i Social Network ubriacano e le bufale si diffondono»

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Lucy Fenechdi Lucy Fenech – Ci sono momenti in cui, per amore di verità, bisogna prendersi il tempo di scrivere e chiarire alcune questioni, a beneficio spero di tanti.

Mi aveva incuriosito giorni fa un servizio presentato dalla TV locale che parlava dello straordinario successo di un’iniziativa su Facebook, iniziativa che in un paio di giorni aveva ottenuto circa 2000 consensi. Il servizio TV aveva avuto un ottimo spazio durante il TG e tanto di intervista agli organizzatori.

Tralascio completamente di entrare nel merito della bontà o meno di quella iniziativa, o della buona o cattiva fede degli organizzatori, e mi fermo solo a considerazioni che riguardano l’uso dei social network e gli abbagli che questi possono creare.

Un paio di giorni dopo aver ascoltato quella notizia mi ritrovo, senza la mia volontà, inserita nel gruppo Facebook di cui parlava la TV e lì immediatamente capisco qual è la realtà. I gruppi Facebook, ahimè!, diversamente dalle pagine pubbliche in cui è l’utente a dover cliccare un “Mi piace”, consentono a tutti i membri del gruppo di aggiungere i propri contatti, cioè tutte le persone che vogliono, senza chiedere loro il consenso.

La persona che si ritrova membro del gruppo senza averlo scelto può abbandonare il gruppo, ma in realtà questo avviene in una minima percentuale perché spesso gli utenti Facebook sono distratti, o non sanno nemmeno come fare o non danno nemmeno attenzione ad una semplice notifica che ti avvisa dell’inserimento nel gruppo. Scopro, inoltre, che diverse persone che hanno già lamentato per quell’iniziativa l’inclusione forzata al gruppo, che viene anche reiterata.

Ieri su un giornale online leggo un articolo che riguarda ancora questa iniziativa e che ne sottolinea la straordinarietà dei numeri: “una pagina Facebook che ha registrato in pochi giorni 5.200 iscritti” – scrivono. Così mi decido a scrivere questa riflessione. Approfondendo noto tra i componenti di quel gruppo miei familiari, amici e altri consiglieri comunali e di circoscrizione, i quali, chiedendo, mi confermano che nessuno di loro, come era facile immaginare, si era iscritto spontaneamente al gruppo, ma erano stati tutti inseriti da altri.

Dando un’occhiata ai post presenti in quel gruppo, la maggior parte non ottiene nemmeno una decina di “Mi piace” e i più popolari arrivano a circa 50 consensi. L’ordine di coinvolgimento è quindi al massimo delle decine e lontano dalle migliaia.

Quello che voglio dire, e che è evidente a chiunque conosca un po’ Facebook, è che 5400 persone iscritte senza la loro volontà ad un gruppo (basta che, ad esempio, 10 membri si passino il tempo di inserire 500 persone a testa) non sono evidentemente migliaia di persone a sostegno di un’iniziativa, e che, anche se i numeri di Facebook possano fare ubriacare, sostenere questa tesi non è che una grande BUFALA SOCIAL.

Se fosse così immediato l’accostamento dei numeri di facebook al reale consenso dei cittadini, credo che, per alcuni post presenti sulla mia pagina pubblica (dove più di migliaio di persone hanno scelto liberamente di mettere un “Mi piace”), che hanno raggiunto circa 30.000 persone e condivisi da diverse centinaia, avrei dovuto chiedere le prime pagine dei giornali regionali, o magari nazionali.

Spero che gli organizzatori di quel gruppo se vogliono misurare un reale consenso, se questo è di loro interesse, o vogliono avere una stima reale di chi condivide lo spirito e le modalità delle loro iniziative, non continuino a dare numeri inserendo nel gruppo membri a loro insaputa.

E mi auguro che tutta la stampa, quando ci sono di mezzo i social network, usi molta attenzione nel creare le notizie, altrimenti si rischia di scambiare il mondo virtuale con quello reale. Se i due mondi coincidessero potremmo davvero pensare che in alcuni eventi Facebook i migliaia di “parteciperò” (questi messi tra l’altro con consapevolezza da ciascun utente) corrispondano a presenze reali. Cosa che puntualmente non si verifica. Se i due mondi coincidessero, ed io avessi la pazienza domani mattina di aggiungere i miei 3826 contatti Facebook, potrei comunicare al mondo intero che in poche ore, circa 4000 persone, hanno aderito al mio gruppo ho davvero visto gli asini che volano in città e di certo mi aspetterei una bella intervista.

Lucy Fenech – «Quando i Social Network ubriacano e le bufale si diffondono» ultima modifica: 2015-09-10T12:07:49+02:00 da CanaleSicilia