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La rinuncia all’indennità degli amministratori o è tale… o non è di pubblico interesse

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IndennitàL’indennità degli amministratori rientra nella “Contabilità Pubblica” e la Rinuncia della stessa nel quadro del contenimento della spesa pubblica nonché della riduzione dei costi della politica. Le sempre più esigue risorse pubbliche, le difficoltà finanziarie dei Comuni, hanno spinto molti amministratori a rinunciare alle indennità in favore della spesa pubblica. In Italia molti sono stati gli amministratori virtuosi, poiché sebbene la rinuncia non sia un atto dovuto, quando la stessa costituisce un arricchimento e non la compensazione del mancato guadagno che deriva dalla necessità di trascurare il proprio lavoro per lo svolgimento del mandato, resta una scelta ancorché “facile”, meritevole.

Proprio per questo ha costituito l’additivo emozionale di molte campagne elettorali nell’intercettazione del consenso.

La rinuncia comporta l’indisponibilità delle somme da parte del rinunciatario che vengono versate in un capitolo del bilancio in cui si attesta la provenienza e si individuano le finalità, solitamente – in via informale – indicate dall’amministratore che ha rinunciato e trattandosi di bilancio, sottoposte al Consiglio Comunale, in sede di esame di bilancio di previsione.

La rinuncia all’indennità ha dato vita a molti progetti. Nel Comune di Frosinone ad esempio, il progetto SolidiAmo rivolto agli anziani ed ai giovani è stato interamente finanziato dalle indennità degli amministratori, quantificato il risparmio per il Comune ed inserito nella predisposizione degli strumenti contabili. Nel Comune di Naxos il vicesindaco di Giardini ha rinunciato all’indennità delegando i cittadini a decidere sulla destinazione delle somme a disposizione tra sei tipi d’intervento elencati in un apposito albo pretorio comunale. Nel Comune di Valdengo le indennità sono state destinate invece all’incremento delle spese da programmare in bilancio per interventi di carattere sociale mentre nel Comune di Bucciano all’acquisto di immobili per la realizzazione di opere pubbliche oltre al potenziamento di attività a sostegno delle fasce deboli. In altri casi la rinuncia ha ridato ossigeno alle esangui casse comunali come il caso del giovane sindaco di Gagliole che nella rinuncia ha coinvolto giunta e consiglio, racimolando migliaia di euro, depositati in un capitolo di bilancio con cui pagare l’assistenza domiciliare agli anziani e la mensa scolastica. Una storia a sé rappresenta il caso Brolo. Nel Comune di Brolo la rinuncia all’indennità preannunciata dal sindaco e deliberata dalla giunta – Delibera n° 02 del 23-02-2014 – avente ad oggetto: Presa Atto della volontà del sindaco di destinare l’indennità di carica ad un apposito fondo per attività sociali – Atto di indirizzo. Si è tradotta in cambio di destinazione – Delibera n°175 data 09-09-2015 –

RegaloL’indennità di carica non confluisce in un fondo ne interessa gli strumenti contabili come risparmio per le casse comunali poiché viene direttamente corrisposta all’interessata. Il sindaco autonomamente dispone quando a chi o a cosa destinare una parte o l’intero importo. Un cambio di destinazione che riguarda somme che una volta introitate diventano private assoggettate a regime fiscale e la cui disposizione, proprio per questo, non necessita di alcuna rendicontazione dal momento che non interessa l’Ente (ognuno con i propri soldi può fare ciò che meglio crede). Rendicontare equivarrebbe a voler dare una veste pubblica a qualcosa che pubblico non è e nel qual caso si rinuncia. Si tratta infatti di atti di liberalità encomiabili alla stessa stregua delle azioni di solidarietà che tanti cittadini compiono nel silenzio della propria quotidianità. La Rinuncia all’indennità di mandato, come in questi anni è stato possibile vedere, quando non è stata solo promessa elettorale, ha contribuito ad organizzare l’azione dell’Ente in attività e progetti di interesse pubblico. Rappresenta prima ancora di una cessione un atto politico,di quella politica che quando può mette a disposizione se stessa nell’ottica del servizio senza “partite di giro”.

La rinuncia all’indennità degli amministratori o è tale… o non è di pubblico interesse ultima modifica: 2016-12-01T15:26:43+01:00 da CanaleSicilia