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Inaugurato a Gliaca il «Museo Siciliano del Viaggio»

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Museo del Viaggio Gliaca di Pirainodi Massimo Scaffidi – E’ stato inaugurato ieri a Gliaca di Piraino. E’ nato in quella che era la vecchia stazione di posta. Un casale storico della famiglia Denti che ora è patrimonio collettivo. Nasce da una bella storia che unisce l’iniziativa privata a quella pubblica.

E’ stato realizzato dall’Azzurra Costruzione. A tagliare il nastro l’imprenditore Basilio Giuffrè. Tanta bella gente e tanta commozione quando si è ricordato Antonio Agnello, recentemente scomparso, altro pilastro del gruppo de “La Residenziale”. Il museo diverrà polo d’attrazione anche per le scuole ma anche punto di partenza per nuove iniziative legale al turismo, al viaggio, alla cultura ed al territorio.

La “corte” del vecchio fondaco ieri ha ospitato per il momento inaugurale del Museo del Viaggio tanta gente, venuta ad assistere alla rinascita dell’Antica Stazione di Posta di Gliaca di Piraino, un bene di interesse storico e architettonico il cui restauro è stato completato nel 2011 dall’Azzurra Costruzione srl, l’attuale proprietaria.

Ed infatti è stato Basilio Giuffrè, imprenditore della prima ora, visibilmente emozionato e contento, a tagliare il nastro sotto lo sguardo di reporter e giornalisti, il gotha della politica locale, rappresentanti dello Stato, delle Istituzioni, amanti dell’arte e della “conservazione dei beni storici”.

L’importante struttura sorge in località Scinà, su quella che fu una delle principali arterie di comunicazione costruite in Sicilia dall’Impero Romano, ovvero la “Consolare Antica”.

Museo del Viaggio Gliaca di PirainoSu questa grande via di comunicazione edificata dai Romani lungo la costa tirrenica vennero ben presto individuate delle fermate prestabilite chiamate “stazioni di posta”; questi luoghi di sosta si trovavano a distanza di 10-15 chilometri l’uno dall’altro, più o meno la distanza che potevano percorrere in un giorno di cammino i corrieri, i quali avevano il delicato compito di trasmettere gli ordini militari da una parte all’altra dell’Impero.

Una funzione mantenuta intatta per secoli, anzi migliorata via via che le esigenze e la “modernità” prendevano piede.

Infatti gli spagnoli tennero fede all’organizzazione romana, adottandola alle nuove esigenze legate al trasporto di passeggeri e merci a cavallo, mediante il servizio di carrozze o diligenze. Distinsero così i luoghi di sosta in “locande”, ovvero fermate intermedie che consentivano un limitato riposo ai cavalli nonché la possibilità del ristoro per vetturini e passeggeri, e “stazioni di posta” come quella di Scinà dove oltre al ristoro era possibile pernottare, ferrare o addirittura cambiare cavalli e riparare eventuali danni alle vetture.

Museo del Viaggio Gliaca di PirainoEd ora dopo gli insulti del tempo, le devastazioni anche della guerra e l’abbandono di chi ne possedeva la proprietà, saccheggiata nei suoi tesori, dagli stemmi araldici, affissi alle mure, al vecchia stazione di posta torna a rivivere, inserita in un progetto unico nell’Isola, sia per contenuti che per finalità.

Un progetto al quale ci hanno lavorato l’associazione Amici del Museo di Messina, Franz Riccobono, Angelo Pettignano, Augusto Sava, che ne hanno curato le diverse sezioni, tutti presenti ieri insieme al professor Carlo Vermiglio uomo di punta del governo regionale ai vertici dei Beni Culturali e Identità Siciliana.

Parole, racconti, storia e impegno ieri sono stati il succo della parte protocollare della fase dell’inaugurazione, tra gli altri, prima delle benedizione da parte del reverendo Don Antonio, ha parlato il sindaco di Piraino, Gina Maniaci, Lina Natoli, responsabile amministrativa del gruppo che ha ricordato anche Antonio Agnello e che ha sottolineato anche quale sarà il futuro di questa opera, Basilio Giuffrè che ha voluto far realizzare l’opera e che ha chiamato vicino a se il fratello\socio Carmelo, ed ancora Fulvia Toscano, i responsabili di Casa Cusemi, altri esponenti dell’intellighentia e della cultura nebroidea, e il giornalista Nanni Roncisvalle.

Museo del Viaggio Gliaca di PirainoUn’apertura di un polo storico-culturale con un grande futuro davanti, al pari di quello che ha avuto alle spalle – osservata con naturale ottimismo e che rappresenta anche l’altra faccia – esattamente speculare – di una Sicilia capace anche di essere “assassina” nel matare scrigni di sapere e d’arte come la poco distante Villa Piccolo, oggi sul punto di chiudere.

Nel pubblico volti noti della politica locale, Nino Germanà, aspiranti sindaci e sindaci del comprensorio, e tra questi Irene Ricciardello, e anche Giancarlo Campisi, già sindaco di Piraino, che ha visto nascere, dando il suo apporto, da amministratore, al progetto del “Fondaco che diventa Museo”.

Un museo che quindi apre un nuovo capitolo di quest’importante reperto storico-archittetonico destinato ad altri e ben ambiziosi traguardi.

Il Museo del Viaggio rappresenta un evento, che riqualifica l’offerta culturale dei luoghi, e diventa simbolo di una territorio e della sua memoria, contribuendo ad arricchire la storia passata e presente in un’ottica di ampliamento dell’offerta turistica atta a promuovere un circuito culturale attento alla qualità puntando, avendone tutte le carte in regola, a rientrare a pieno titolo tra le proposte di spessore e competitive nel panorama europeo e diventa in tal modo un particolare gioiello che impreziosisce il territorio.

E’ un esempio intelligente di collaborazione tra privato e pubblico, tra amanti della storia e enti dedicati alla conservazione di questa, di chi crede nell’interagire e nel riconoscere l’alta valenza culturale nonché la particolarità e unicità del genere, si proiettano verso la promozione del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico della Sicilia e in particolare del territorio nebroideo, sede e luogo di transito dei grandi viaggiatori dei tempi passati.

Museo del Viaggio Gliaca di PirainoUn museo tutto da scoprire, suddiviso in sezioni, pronto a conservare pregevoli reperti in ambiti che ben si prestano alla logica espositiva che si articola in una differenziazione di servizi nella distribuzione degli spazi.

L’importanza di questa stazione si evince anche dall’architettura della costruzione: al piano terra, nell’ala ovest si trovava l’ambiente del ristoro con le cucine, le stalle per il riposo dei cavalli stanchi e per quelli freschi che dovevano sostituire i primi; accanto alle stalle le grandi mangiatoie ancora oggi presenti nella relativa sala della “Mangiatoia”, attorno alle quali potevano rifocillarsi più di venti cavalli; inoltre esisteva anche un’officina da maniscalco dove era possibile sostituire i ferri agli zoccoli dei cavalli o fare delle riparazioni alle vetture. Il primo piano era preparato in modo che vetturini e passeggeri potessero dormire la notte, dato che il traffico di passeggeri e merci era molto intenso.

La storia non è avara nel parlarci di questa costruzione e delle vicende legate alla proprietà del feudo di Pirainoche ne definirono la crescente rilevanza strategica della “stazione di posta” di Scinà.

Lo stesso Vincenzo Denti e Averna, Barone del Cellaro e di Castellazzo, XI Barone di Rayneri, nominato il 19 luglio 1656 Duca di Piraino dal Serenissimo Re Filippo IV di Spagna, decise di ampliare l’edificio costruendovi accanto la propria residenza estiva e una chiesa, edificata in onore di Santa Rosalia. Purtroppo niente di queste costruzioni rimane oggi a testimonianza, salvo lo stemma nobiliare presente tuttora sul portone dell’ingresso principale.

Poi il declino.

L’abbandono della costruzione ebbe inizio presumibilmente dopo il 1829, quando con una sentenza Borbonica tesa a punire le famiglie che appoggiarono i primi moti rivoluzionari, i Duchi Denti furono espropriati di tutti i loro beni e la Stazione di Posta fu ufficialmente abolita. Una sorte segnata ancor più dall’avvento della ferrovia alla fine del XIX secolo, cui fu affidato il servizio postale, segnando il definitivo decadimento della struttura.

I lunghi decenni trascorsi fra incuria ed oblio, ridussero quella che fu una fondamentale struttura nevralgica per le comunicazioni lungo la costa tirrenica siciliana in un ammasso di macerie; soltanto l’amore per la storia del proprio territorio unite alle capacità di un’impresa edile attiva dal 1985 come l’Azzurra Costruzioni, decisa a recuperare un patrimonio altrimenti perduto, hanno permesso di ridare vita ad un antico edificio, conservando il suo aspetto originario e la sua antica funzione di convivialità ed ospitalità.

Museo del Viaggio Gliaca di Piraino

Oggi l’Antica Stazione di Posta dei Denti è tornata a vivere, diventando il teatro esclusivo in cui organizzare eventi che lasciano ricordi indelebili nella memoria di chi li ha vissuti.

Servizi

Per rendere perfetto ogni evento organizzato presso l’Antica Stazione di Posta dei Denti, i nostri consulenti personali vi guideranno alla scelta di ogni servizio utile fornito dai migliori operatori del settore, partner selezionati sulla base della loro esperienza pluriennale, in grado di soddisfare anche gli ospiti più esigenti.

Nello specifico

  • visita della struttura
  • consulenza personale
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  • progettazione e realizzazione degli allestimenti
  • catering
  • animazione e intrattenimento
  • service audio e video

Come raggiunge il Museo

L’Antica Stazione di Posta dei Denti è in via Luigi Pirandello, a Gliaca di Piraino (ME).
Tel. e fax: 0941 561875 Mobile: 327 1298655 – 347 8487745 – 347 8522789 mail: info@anticastazionediposta.com

[ Foto Massimo Scaffidi ]

Inaugurato a Gliaca il «Museo Siciliano del Viaggio» ultima modifica: 2016-04-17T16:04:45+02:00 da CanaleSicilia