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Il comitato di San Giorgio – No alla barriera, cinque lettere e nessuna risposta

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Il Comitato Cittadini spiaggia di San Giorgio sul piede di guerra, in merito alla costruzione da parte di un privato di una scogliera a ridosso della spiaggia di San Giorgio di Gioiosa Marea, in località Magaro, spiaggia oggetto nel 2005 di un intervento di ripascimento di circa 4 milioni di euro.

Brigantino - San Giorgiodi Maria Cristina Miragliotta – La preoccupazione dei cittadini promotori del comitato nasce dal fatto che i lavori che si stanno eseguendo possano avere conseguenze negative sulla spiaggia che in quel tratto si è ricostituita, dopo essere stata soggetta per decenni all’erosione del mare, grazie ad un progetto di ripascimento della Provincia Regionale di Messina, progetto realizzato con finanziamenti comunitari e portato a termine nell’anno 2005.

Così, nell’intento di salvaguardare un bene della comunità il comitato ha già inviato, a partire dalla data di inizio lavori 5 lettere ai vari enti, tra cui il Comune di Gioiosa Marea, chiedendo inizialmente se, il progetto presentato, e che aveva avuto regolare autorizzazione edilizia da parte del Comune, fosse provvisto delle necessarie autorizzazioni previste per legge.

Visto il susseguirsi spedito dei lavori, il Comitato, in data 18 giugno 2015, invia un ulteriore sollecito chiedendo agli organi competenti di attivarsi al fine di verificare la perfetta corrispondenza dei lavori eseguiti con quanto previsto nel progetto approvato e di disporre, nel caso in cui, si fossero rilevate difformità, la sospensione dei lavori e la contemporanea messa in pristino dei luoghi.

Brigantino - San GiorgioNella nota si legge infatti che con autorizzazione del 14/01/2015 si è approvato un progetto per la “Realizzazione di una recinzione con elementi di legno e piantumazione di essenze arboree e arbustive nel fondo sito nella C/da Magaro del Comune di Gioiosa Marea in catasto foglio 9 part. 821”, mentre per il Comitato “i lavori effettivamente eseguiti sono difformi dalle autorizzazioni rilasciate, in quanto è stata realizzata una barriera rigida, costituita da massi in roccia di seconda e terza categoria, sul confine con il Demanio Marittimo, determinando, peraltro, un notevole salto di quota. Il progetto assentito prevedeva (sia nella relazione tecnica che negli elaborati grafici), invece, la semplice piantumazione di essenze arboree e la recinzione con pali di legno, nonché la riprofilatura dell’arenile con l’apporto di inerti di cava. Si sottolinea che nel gergo tecnico per inerti di cava si intendono i materiali prodotti da frantoi mediante frantumazione di pietre ed aventi granulometria che può variare dai 3 millimetri (sabbie) fino a 6-7 centimetri (ghiaie – pietrischi grandi). (Prontuario del Cemento Armato – Hoepli- pag. 3).

Brigantino - San GiorgioOr bene, la costruzione della sopradetta barriera rigida, che giustamente gli organi di controllo e sorveglianza non avrebbero mai autorizzato, costituirà un elemento di interferenza per l’espansione dell’onda, dando luogo all’onda di riflessione della stessa, che innescherà nuovamente un processo erosivo anche per tale tratto di litorale, che, fino alla data odierna, di fatto, si è stabilizzato grazie all’intervento di ripascimento”.

A confermare la tesi del comitato anche il parere tecnico richiesto all’ing. Sirito, esperto a livello internazionale nella progettazione idraulico-marittima e autore di interessanti pubblicazioni e studi costieri.

Nella relazione dell’ing. Sirito, che il comitato spiaggia di San Giorgio, ha inviato al Comune in data 6 luglio 2015, si legge: […] “La scogliera da Voi segnalata elimina del tutto i vantaggi tecnici suddetti, diminuendo certamente il grado di stabilità della spiaggia, sopratutto nelle fasi critiche di periodi ricorrenti di diminuzione di apporti naturali di ghiaie e di conseguente arretramento temporaneo della linea di riva, che potrebbe invece trasformarsi in un arretramento irreversibile.”

[…] “Alla luce di quanto sopra il mio parere è che le istituzioni competenti debbano attivarsi per la rimozione e l’allontanamento della nuova opera fissa, […] che non ha nessun nesso con il progetto e l’autorizzazione di una recinzione in legno, anche questa da Voi inviatomi.

Concludo osservando che la scogliera, dalle fotografie inviatemi, sembra posata sulla spiaggia, quindi su area demaniale.

Brigantino - San GiorgioEsaminando anche il progetto di recinzione, si nota come il progettista dia enfasi ai confini catastali al fine di giustificare l’intervento di piantumazione e recinzione, senza allegare un rilievo della spiaggia attuale, che si intuisce tuttavia, dalla sezione del riempimento, si dovesse spingere fino alla scarpata presso la strada.

Ciò sembra confermare che la scogliera sarebbe stata costruita su un’area di spiaggia ormai demaniale e percorsa dall’onda in occasione di mareggiate e per questo non più privatizzabile. Ciò rende inutili i riferimenti a confini catastali ormai obsoleti.

Inoltre conferma che la scogliera ha ridotto la tratta di libera espansione dell’onda, aggravando le conseguenze tecniche già esposte”.

Certo la questione appare piuttosto complessa, sovrapponendosi interessi privati e tutela del bene comune. Intanto proprio ieri è stato effettuato il sopralluogo congiunto dell’ufficio tecnico e della polizia Municipale del Comune di Gioiosa Marea, sopralluogo necessario a stabilire se l’opera è stato realizzata in conformità al progetto approvato.

Il comitato di San Giorgio – No alla barriera, cinque lettere e nessuna risposta ultima modifica: 2015-07-16T23:04:23+02:00 da CanaleSicilia