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IC Gioiosa Marea – “In cammino… lungo la via stretta” il 16 maggio alla scuola di Gliaca

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Convegno Scuola GliacaL’Istituto Comprensivo di Gioiosa Marea organizza lunedì 16 maggio 2016 a partire dalle ore 9:30 presso la scuola di Gliaca di Piraino “In cammino… lungo la via stretta”, manifestazione durante la quale si intitolerà l’androne della Scuola Primaria e Secondaria al Beato Pino Puglisi e al piano superiore a San Josemarìa Escrivà.

Il programma prevede la benedizione dei locali a cura del parroco Don Antonio Mancuso e a seguire la lettura delle poesie preparate dalla Scuola primaria partecipanti al concorso “Il silenzio è dolo. Siamo l’Italia che sceglie il coraggio” e un momento dedicato al Beato Pino Puglisi e a San Josemarìa Escrivà a cura della Scuola secondaria.

Seguirà un convegno presso il Palacultura “Don Puglisi” a partire dalle ore 11:00 al quale interverranno il sen. Bruno Mancuso e i sindaci di Piraino e Gioiosa Marea, rispettivamente Dott.ssa Gina Maniaci e dott. Eduardo Spinella.

Tra i relatori il prof. Aldo Capucci, storico e saggista, il dott. Alessandro Lia, sostituto procuratore della Repubblica di Patti, il dott. Giovanni Piccolo, Giudice di Pace di Sant’Angelo di Brolo e Naso e il dott. Antonino Zampino, presidente ANFFAS.

Modererà l’incontro il prof. Leon Zingales, dirigente scolastico dell’IC di Gioiosa Marea.

San Josemarìa Escrivà, fondatore dell’Opus Dei, nasce a Barbastro, in Spagna, nel 1902. E’ il secondo di sei fratelli. Dai suoi genitori e a scuola impara i principi della fede e ben presto inserisce nella propria vita alcune abitudini cristiane, come la confessione e la comunione frequente, la recita del Rosario e l’elemosina. La morte di tre sorelline e il tracollo economico della famiglia gli fanno conoscere assai presto le avversità e il dolore: questa esperienza tempra il suo carattere, per natura allegro ed espansivo, e lo fa maturare.

A Madrid il 2 ottobre 1928, durante un ritiro spirituale, Dio gli fa vedere la missione alla quale lo ha destinato: quel giorno nasce l’Opus Dei. La missione specifica dell’Opus Dei è quella di promuovere tra gli uomini e le donne di tutti gli ambienti della società un impegno personale a seguire Cristo, di amore a Dio e al prossimo e di ricerca della santità nella vita quotidiana. Dal 1928 Josemaría Escrivá si dedica anima e corpo a compiere la missione fondazionale che ha ricevuto, anche se non per questo si considera un innovatore o un riformatore, perché è convinto che Gesù Cristo è l’eterna novità e che lo Spirito Santo ringiovanisce continuamente la Chiesa, al cui servizio Dio ha suscitato l’Opus Dei. Nel 1930, come conseguenza di una nuova luce che Dio accende nella sua anima, dà inizio al lavoro apostolico delle donne dell’Opus Dei. Josemaría Escrivá metterà sempre la donna, come cittadina e come cristiana, di fronte alla sua personale responsabilità – né maggiore né minore di quella dell’uomo – nella edificazione della società civile e della Chiesa.

Don Giuseppe Puglisi nasce nella borgata palermitana di Brancaccio, cortile Faraone numero 8, il 15 settembre 1937, figlio di un calzolaio, Carmelo, e di una sarta, Giuseppa Fana, e viene ucciso dalla mafia nella stessa borgata il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno.

Da sacerdote segue in particolare modo i giovani e si interessa delle problematiche sociali dei quartieri più emarginati della città.
Segue con attenzione i lavori del Concilio Vaticano II e ne diffonde subito i documenti tra i fedeli, con speciale riguardo al rinnovamento della liturgia, al ruolo dei laici, ai valori dell’ecumenismo e delle chiese locali. Il suo desiderio fu sempre quello di incarnare l’annunzio di Gesu’ Cristo nel territorio, assumendone quindi tutti i problemi per farli propri della comunità cristiana.
Il 29 gennaio 1993 inaugura a Brancaccio il centro “Padre Nostro”, che diventa il punto di riferimento per i giovani e le famiglie del quartiere.
In questo periodo viene aiutato anche da un gruppo di suore, tra cui suor Carolina Iavazzo, e dal viceparroco, Gregorio Porcaro. Collabora con i laici della zona dell’Associazione Intercondominiale per rivendicare i diritti civili della borgata, denunciando collusioni e malaffari e subendo minacce e intimidazioni.
Viene ucciso sotto casa, in piazzale Anita Garibaldi 5, il giorno del compleanno, 15 settembre 1993.

La sua attività pastorale – come è stato ricostruito anche dalle inchieste giudiziarie – ha costituito il movente dell’omicidio, i cui esecutori e mandanti mafiosi sono stati arrestati e condannati con sentenze definitive.
Per questo già subito dopo il delitto numerose voci si sono levate per chiedere il riconoscimento del martirio.

Nel ricordo del suo impegno, innumerevoli sono le scuole, i centri sociali, le strutture sportive, le strade e le piazze a lui intitolate a Palermo, in tutta la Sicilia, in Italia.
Commemorazioni e iniziative si sono tenute anche all’estero, dagli Stati Uniti al Congo, all’Australia.

A partire dal 1994 il 15 settembre, anniversario della sua morte, segna l’apertura dell’anno pastorale della diocesi di Palermo.

Nel dicembre ’98, a cinque anni dal delitto, il Cardinale Salvatore De Giorgi ha insediato il Tribunale ecclesiastico diocesano per il riconoscimento del martirio. L’indagine è stata conclusa a livello diocesano nel maggio 2001 e l’incartamento è stato inviato presso la Congregazione per le Cause dei Santi in Vaticano. Nell’agosto 2010 il Cardinale Paolo Romeo ha nominato il nuovo postulatore, mons. Vincenzo Bertolone.

A giugno del 2012 la Congregazione ha dato l’assenso finale alla promulgazione del decreto per il riconoscimento del martirio di don Puglisi.

Il 25 maggio 2013 la beatificazione al “Foro Italico Umberto I” di Palermo.

IC Gioiosa Marea – “In cammino… lungo la via stretta” il 16 maggio alla scuola di Gliaca ultima modifica: 2016-05-09T16:29:56+02:00 da CanaleSicilia