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Gli uomini ombra: l’ergastolo ostativo

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CarcereNel carcere di Padova c’è un detenuto per sempre colpevole, non è un detenuto normale, non è pienamente vivo ma non è nemmeno morto.

Non può ridere, scherzare, abbracciare chi ama, può solo respirare, dormire, mangiare.

Carmelo Musumeci, catanese di nascita, sta scontando la sua pena di “morte viva”. Da ventidue anni si trova in prigione ad espiare un ergastolo ostativo. Ne è entrato con la licenza elementare e nel 2005 si è laureato in Giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”.

E’ un Signore che ha scritto tre libri tra narrativa e romanzi e può vantare anche una prefazione di Margherita Hack.

Da ‘ultimo della classe’ ha permesso che la sua storia favorisse la discussione sul sistema carcerario italiano e su una delle zone più buie del nostro sistema penale: l’ergastolo ostativo appunto.

A differenza dell’ergastolo normale che concede al condannato la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale, l’ergastolo ostativo nega al detenuto ogni beneficio penitenziario, a meno che non sia un collaboratore di giustizia. Dunque non solo è palesemente in contrasto con la Costituzione Italiana (Art. 27 comma 3: Le pene […] devono tendere alla rieducazione del condannato) ma è addirittura incivile perchè tiene sotto ricatto.

Carmelo non è solo un carcerato, è anche una penna pungente. Così ha deciso di non stare zitto, scrivendo della sua vita violentata.

Li chiamano ‘uomini ombra’. Ho scoperto la loro esistenza per caso leggendo un articolo e allora ho deciso che qualcosa andasse fatta per aiutare questi esseri umani che non hanno possibilità di mostrare il loro volto umano, il loro cambiamento, la voglia di rifarsi. L’ho fatto dando loro l’unica cosa che potevo, il mio sostegno. Si può firmare contro l’ergastolo ostativo su www.carmelomusumeci.com, tra le firme quelle di Don Ciotti e Stefano Rodotà. Anche i Radicali stanno proponendo tra i loro quesiti referendari l’abolizione del “fine pena mai”.

In una sua lettera Carmelo mi manifestava così il suo stato d’animo: “non ti nascondo che a volte mi sento come Don Chisciotte che lotta contro i mulini al vento” e in un suo articolo spiega perfettamente la loro condizione umana e sociale:

“Molti di noi sono stati criminali perché spinti fin da bambini e ragazzi alla violenza da uno Stato ingiusto e assente. E ora che mi sono ribellato di questa violenza e liberato dalle catene della cultura di dove sono nato e cresciuto lo Stato mi consiglia di collaborare per interesse, tornare a essere criminale come prima. Mi consiglia di ridiventare cattivo, cinico e opportunista, di cercare nel male la libertà, “morte tua vita mia” (levare la libertà a te per avere la mia). Non ti accorgi della libertà fin quando non la perdi e ora che ne conosco il valore, non la potrò mai fare perdere per personale interesse a nessuno. A qualcuno che si è rifatto una vita, che lavora onestamente, che è un buon cittadino e un buon padre di famiglia. È inaccettabile per una società civile e uno Stato di diritto barattare la propria libertà con quella di qualche altro. Questa non è giustizia! È becera vendetta e odio. Il perdono ti fa amare il mondo, la vendetta te lo fa odiare”.

La pena dell’ergastolo ostativo opprime la vita e nega perfino la compassione.

Marco Bruno

Gli uomini ombra: l’ergastolo ostativo ultima modifica: 2013-07-18T22:55:47+02:00 da CanaleSicilia