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Gela e l’oro bianco – Reintrodurre la coltura del cotone

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Coltivazione CotoneLettera aperta al Sindaco di Gela, ai cittadini di Gela.

In questo momento, per voi particolarmente travagliato, corre l’obbligo di condividere questa riflessione che potrebbe suggerire un percorso di benessere e prosperità, alternativo alla disoccupazione, alla migrazione giovanile e al degrado ambientale, oggi tanto paventato.  

Tutti dovrebbero conoscere la storia di Gela, tutti dovrebbero sapere che un tempo, non tanto lontano, questa città era nota in tutto il mondo per essere città dell’oro bianco, non dell’oro nero. Un tempo, grazie alla preziosa fibra, Gela era una città prospera e vivibile.

Senza preamboli, il consiglio è semplice, pratico e fattuale: reintrodurre la coltura del cotone, attivando la filiera cotoniera nella Piana di Gela, in alternativa al petrolchimico.

Andate su Google Earth, al nord di Gela, tracciate un rettangolo con una base di km 20 e un’altezza di km 12, avrete un’area coltivabile di kmq 240 pari a ettari 24.000.

Solo da aprile a settembre, in questa area di 24.000 ettari, calcolando una resa di kg 3.600 per ettaro, si potrebbero ottenere 86,4 mila tonnellate di cotone grezzo che, a seguito sgranatura, diventano 36,3 mila tonnellate di cotone sodo e 50,1 mila tonnellate di semi, cui si aggiungono 120 mila tonnellate di biomassa vegetale.

Ora, senza dilungarci, se mettessimo a reddito solo il cotone sodo trasformandolo, dopo le operazioni di filatura, in filo di cotone pettinato titolo 30/1 avremmo tonnellate 27,8 mila di filato che vendute a un prezzo medio di € 6 chilo significano € 166 milioni. Trattandosi di operazioni prevalentemente manuali, senza costo di materiali, a parte i semi e l’energia elettrica di cui parleremo in seguito, calcolando uno stipendio medio lordo di € 30 mila, ogni anno, si potrebbero retribuire 5.500 dipendenti.

E’ un calcolo semplicistico, forse anche provocatorio, ma se anche fossero solo la metà sarebbero sempre più del doppio degli stipendi che in questo momento vengono pagati dalle aziende dell’oro nero. Volutamente, non abbiamo tenuto conto del reddito che si ottiene dalla lavorazione dei semi di cotone e dalla biomassa vegetale. Volutamente, non abbiamo voluto esporre un ulteriore passaggio della filiera agroindustriale che prevede la trasformazione del filato in tessuti, biancheria, intimo, maglieria. Però, un numero vogliamo rappresentarlo: 100 milioni di capi di abbigliamento che potrebbero dare lavoro anche a diecimila donne impiegate nella manifattura per un fatturato di quasi un miliardo di euro, numeri che neppure Mattei aveva immaginato.

E’ ovvio che questa breve rappresentazione sia supportata da un Progetto di Ricerca scientifica, elaborato in collaborazione con facoltà di agraria delle Università e dalla collaborazione di esperti dei vari settori interessati. Il costo di avviamento, a carico di Eni, rappresenta solo una piccola parte rispetto al danno ambientale e costi per ammortizzatori sociale che dovrebbe sostenere.

Certi di aver fatto cosa utile, Augurando il meglio per il futuro dei gelesi, Vi salutiamo con affetto.

Progetto Sicilia

Gela e l’oro bianco – Reintrodurre la coltura del cotone ultima modifica: 2016-01-27T13:00:56+01:00 da CanaleSicilia