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Elezioni – A Ramacca Paolo D’Amato con Progetto Sicilia

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervista con Paolo D’Amato candidato Sindaco a Ramacca per Progetto Sicilia.

PaoloD'AmatoVDomanda: Paolo, perché ti sei candidato a Sindaco di Ramacca?

Risposta: Per garantire un futuro dignitoso ai miei figli che vorrei restassero a Ramacca, vivendo nel benessere e nella prosperità. Poi, per dimostrare che è possibile cambiare la Sicilia, iniziando proprio da Ramacca, il mio paese, qualora fossi eletto sindaco.

Domanda: Obiettivo ambizioso, per non dire utopistico, spiegaci come intendi cambiare prima Ramacca, poi come intendi cambiare la Sicilia?

Risposta: appena eletto Sindaco, dopo aver predisposto il bilancio di previsione 2017, da ottobre in via sperimentale, da gennaio in forma strutturale, il Comune accrediterà a:
500 famiglie disagiate un reddito sociale di € 10.000 l’anno;
3.800 famiglie un “contributo differenziata” di € 500 l’anno;
500 attività un “contributo differenziata” di € 500 l’anno.

Domanda: Aspetta un attimo, come è possibile fare tutto questo, dove trovi i soldi?

Risposta: Questo è possibile grazie all’introduzione della GranCard, la moneta elettronica Grano, emessa dal Comune di Ramacca, gestita dall’ufficio unico delle entrate comunali, la cui copertura economica è garantita dai risparmi del costo di raccolta e del conferimento in discarica dei rifiuti non differenziati, dai benefici della stessa raccolta differenziata conferita dai cittadini nell’isola ecologica comunale e venduta al libero mercato, dal risparmio energetico per effetto di un “project financing” per l’ammodernamento della pubblica illuminazione, da una spesa sociale equa e solidale piuttosto che clientelare. A conti fatti, il progetto ha sostenibilità economica, i soldi ci sono fino all’ultimo centesimo.

Domanda: Prima di continuare, voglio chiederti se questo sistema Grano è legale?

CardGranoRisposta: Assolutamente si! Attraverso una delibera, il comune diventa debitore (sia per il reddito sociale che per il “contributo differenziata”) verso i beneficiari che (quali creditori verso il comune) spenderanno questi crediti comunali per l’acquisto di beni e servizi nel territorio di Ramacca, trasferendo il proprio credito alle attività commerciali, agli artigiani, ai professionisti di Ramacca che, a loro volta, potranno utilizzarli verso i propri fornitori e dipendenti o per pagamento dei tributi comunali. Poichè i beneficiari dei crediti comunali non potrebbero andare in giro con in mano una delibera comunale, che attesta il loro credito nei confronti del Comune, utilizzeranno la GranCard dove sarà caricato il credito iniziale, in moneta Grano, verso il Comune scalando di volta in volta quando sarà speso.
La GranCard, nominale, sarà munita di barre code, banda magnetica e cosa più importante di QR Code che consente trasferire il credito anche da un semplice cellulare all’altro.

Domanda: A prima vista, sembrerebbe funzionare ma quali sono le controindicazioni?

Risposta: Questo strumento funzionerà solo a due condizioni:
1. ogni cittadino e impresa di Ramacca dovrà effettuare la raccolta e il conferimento, dei rifiuti differenziati a regola d’arte, nell’isola ecologica comunale;
2. ogni cittadino dovrà pagare tutti i tributi comunali presso l’ufficio unico delle entrate del Comune che, di fatto, sarà la Banca Complementare del Comune di Ramacca. Da essere orgogliosi, qualcuno direbbe… abbiamo una banca ma… pubblica!

Domanda: Tutto sommato sembrerebbero condizioni realizzabili, accettabili per i cittadini di Ramacca o forse mi sto sbagliando?

Risposta: Non sbagli. Sono solo norme di buon senso, solo senso civico ma, in un Comune come quello di Ramacca, dove la differenziata è ferma solo all’otto per cento, sebbene il Sindaco di Ramacca per cinque anni sia stato anche il gestore della SSR Kalat Ambiente, che avrebbe dovuto realizzare la differenziata nel calatino, questo si che diventa un obiettivo quasi utopistico. Come per il pagamento dei tributi comunali che oggi sono pagati solo dalla metà dei cittadini, sia per impossibilità economiche ma anche quale forma di contestazione per l’esosità dei costi e i disservizi all’ordine del giorno.

Domanda: Quindi?

Risposta: il Grano, un sistema non convenzionale per raggiungere la normalità. Senza differenziata sarà sospesa la GranCard e triplicata la Tari, come previsto dalle Norme europee, statali e regionali. Poi, per agevolare il pagamento di tributi sarà istituito l’ufficio unico delle entrate comunali per valutare, di persona, chi e perché non paga, senza utilizzare mezzi coercitivi come le iscrizioni al ruolo del debito che non fa altro aumentare i costi sia per il Comune che per il cittadino, rapporto diretto tra Comune e cittadino.
Infine, con l’introduzione della GranCard, dove saranno accreditati il reddito sociale e il “contributo differenziata”, saranno addebitati i tributi comunali, un servizio riscossione semplice e pratico. Io Comune, accredito il reddito sociale e il “contributo differenziata”, Io Comune, addebito i tributi comunali, tu cittadino incassi, tu cittadino paghi i tributi.
Mi preme precisare che, sia le famiglie disagiate cui sarà accreditato il reddito sociale sia gli altri, dovranno spendere il dieci per cento del loro credito per pagare i tributi verso il comune. In pratica, il Comune accredita € 10.000 di questi € 1.000 li puoi utilizzare solo verso il Comune per pagare tributi arretrati o correnti, per mettere tutti subito in rete.

Domanda: sembra essere una buona idea ma solo di carattere ambientale e sociale. Uno stratagemma per favorire la raccolta differenziata o c’è dell’altro?

PaoloD'AmatoRisposta: Già realizzare la totale raccolta differenziata, per un Comune come Ramacca, sarebbe un primato in Sicilia, dove la percentuale del 9% è la più bassa in Europa. Poi, riuscire a riconoscere il reddito sociale (o di cittadinanza) alle famiglie in stato di povertà assoluta sarebbe addirittura un primato nazionale di cui andare fieri per tutta la vita. Ma, oltre a privilegiare ambiente e sociale, che non è poco, con la moneta comunale Grano, immettendo € 8 milioni di maggiore liquidità, significa creare 200 nuovi posti di lavoro a Ramacca. Aumentando la domanda di prodotti e servizi locali come: pane, pasta, carne, latte, formaggi, ortaggi, frutta, verdura, e derivati, di servizi artigianali come muratore o elettricista, quelli professionali, infine di prestazioni degli antichi mestieri come la sarta, la camiciaia, il calzolaio, il falegname, il fabbro, significa che, per ogni milione speso, si creano 25 posti di lavoro, per otto milioni 200 nuovi occupati.
E questo se la circolazione di questa nuova moneta si limitasse a uno scambio, provate a immaginare se, prima di incassare questi crediti al Comune, questa moneta passasse di mano per due, tre, quattro volte cosa potrebbe succedere, avrebbe un impatto benefico sull’economia del territorio impressionante, una vera rivoluzione economica sociale.

Domanda: Ho capito ma vorrei sapere quando coloro che hanno ricevuto in pagamento i crediti comunali in Grano potranno incassare dal Comune il credito accumulato?

Risposta: Come ho anticipato, la copertura economica è garantita dalla Tari che i cittadini, durante l’anno, versano presso la “Banca Complementare” del Comune. Questo conto è vincolato al pagamento dei crediti in circolazione nella moneta comunale ramacchese.
Chi riceve i crediti comunali potrà incassare presso la Banca del Comune di Ramacca l’importo eccedente € 20.000, quando il tetto massimo fissato a € 20.000 euro sarà superato.

Domanda: Perché?

Risposta: Abbiamo fissato questo limite per dare la possibilità al Comune di maturare i benefici della vendita della differenziata al libero mercato; rimodulare la spesa sociale; incassare la retrocessione di quanto pagato a Enel; incassare i tributi dei cittadini durante l’anno corrente; poi, dare la possibilità ai cittadini di spendere i crediti a loro disposizione nell’arco dei 12 mesi; infine, stimolare le attività commerciali, artigianali e professionali ad utilizzare i crediti incassati come strumento di pagamento, non di accumulo, diversamente costituirebbe una riserva di valore che l’ultima cosa che vorremmo accadesse.
Il nostro obiettivo è creare nuova liquidità per favorire gli scambi di beni e servizi nel territorio e non uno strumento di risparmio. Il risparmio non favorisce la crescita.

Domanda: Molto esaustivo, mi sembra un buon Progetto. Ti sei già chiesto cosa fare qualora non dovesse funzionare per mancanza di partecipazione dei cittadini?

Moneta GranoRisposta: Sono fiducioso confidando nell’intelligenza dei miei compaesani ma qualora mi sbagliassi darei le dimissioni a gennaio, non serve continuare, sarebbe inutile.

Domanda: Adesso ci spieghi come cambiando Ramacca pensi di cambiare la Sicilia?

Risposta: A Ramacca, dove già molti hanno aderito all’iniziativa, le attività commerciali hanno percepito subito l’importanza di una moneta locale che, aggiunta all’euro, serve per aumentare la liquidità nel territorio favorendo la vendita di beni e servizi di Ramacca e creare nuova occupazione, questo ci ha molto impressionato e incoraggiato per gli effetti che potrebbe avere non solo a Ramacca ma anche nel Calatino, meglio in tutta la Sicilia.

Domanda: Prova a chiarire.

Risposta: Immaginate cosa succederebbe dopo aver dimostrato gli effetti a Ramacca. Una reazione a catena, mantenendo la stessa denominazione Grano, da Ramacca a Palagonia, da Caltagirone a Grammichele, lo stesso strumento di scambio, una moneta Grano prima solo di Ramacca diventerebbe la stessa per tutto il calatino, gestita dagli stessi Comuni, in una camera di compensazione creditizia multilaterale, per raggiungere insieme gli stessi risultati consolidati a Ramacca: Reddito sociale, differenziata, vendita di prodotti calatini, nuova occupazione. E poi, dal calatino, una moneta regionale Grano attraverso la quale sarà possibile pagare sia i tributi comunali che ogni altra tassa cui sono sottoposte sia le imprese che i cittadini: Irpef, Ires, Iva, Irap. In poco tempo avremmo realizzato piena occupazione e il reddito sociale, oltre che il risanamento ambientale. Per questo, il I atto del Consiglio Comunale di Ramacca sarà quello di promuovere un nuovo Progetto di Legge di iniziativa popolare “Per la moneta siciliana Grano” ratificato anche da altri 39 comuni, come previsto dall’art. 12 dello Statuto, perché diventi una Legge Regionale.

Domanda: Paolo, scusami ma, considerato che non siete riusciti ad entrare dalla porta alla Regione con il Grano, state forse pensando di entrare dalla finestra, con Ramacca?

PaoloD'Amato3Risposta: Sarebbe il coronamento di cinque anni di duro lavoro, speso per promuovere il sistema monetario regionale Grano, complementare al sistema della BCE, Euro. Come sai, da tempo sosteniamo che l’unica soluzione al degrado, alla povertà, alla nuova migrazione soprattutto giovanile è l’adozione e l’introduzione della moneta siciliana Grano, in Sicilia, per realizzare sia la piena occupazione che il reddito sociale per le famiglie disagiate.
Per questo, iniziando proprio da Ramacca, tre anni fa, abbiamo promosso un Progetto di Legge di iniziativa popolare “Per la moneta siciliana” che è stato sottoscritto da migliaia di cittadini siciliani e che poi il 27/3/2014 è diventato il DDL n°730. Sebbene illustrato, discusso e depositato in III Commissione parlamentare “attività produttive”, sebbene l’apprezzamento del suo Presidente On. Bruno Marziano, che ha dichiarato “avrebbe rappresentato una svolta epocale per la Sicilia”, è ancora oggi fermo in attesa che venga discusso in Aula, pur avendo la Sicilia la disoccupazione al livello del dopo guerra, il maggior numero di famiglie disagiate in Europa e il maggior numero di suicidi per difficoltà economiche.

Grazie Paolo, in bocca al lupo.

Grazie.

Elezioni – A Ramacca Paolo D’Amato con Progetto Sicilia ultima modifica: 2016-05-07T15:03:51+02:00 da CanaleSicilia