Home Attualità Csm: Ucpi, giudici non possono valutare operato pm? È nuova forma intangibilità, servono controllo e trasparenza

Csm: Ucpi, giudici non possono valutare operato pm? È nuova forma intangibilità, servono controllo e trasparenza

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GiustiziaPenalisti, si arrivi finalmente a revisione intero sistema e a separazione carriere.

La decisione del Csm di negare la possibilità che i giudici diano valutazioni dei pm, come da quesito proposto dai capi degli uffici giudiziari di Milano, “potrebbe sembrare  ovvia a chi, come noi, abbia a cuore la separazione delle carriere tra inquirenti e giudicanti, ma ad una più approfondita riflessione la questione si rivela ben  più  complessa”. Così in un documento l’Unione Camere Penali sottolinea come tale decisione, (con l’ovvia eccezione per le denunce riguardanti fatti specifici)  â€œfinisce per  produrre  un’ulteriore forma di intangibilità,  anche se nasce dall’esigenza in sé condivisibile di evitare che tale valutazione operi anche al contrario, ossia dai pm verso i giudici,  con una forma di condizionamento, ben più grave e preoccupante,  poiché  proveniente  da una parte processuale, dunque potenzialmente incidente sulla libertà del giudicante. Anche se, questo già accade, visto che i pm esprimono valutazioni sui loro colleghi della giudicante all’interno dei Consigli Giudiziari e del Csm stesso”. L’Ucpi fa notare che in situazioni del genere, “si deve evitare il riflesso condizionato dettato dal concetto autoritario che sta alla base delle carriere unificate: un’idea di casta chiusa che rifiuta ogni forma di controllo,  anche al proprio interno, da parte di chi svolge funzioni diverse.  Tutto ciò che sembra separare in realtà unifica, laddove invece sono il controllo e la trasparenza a garantire quella separazione dei poteri su cui si edifica qualsiasi sistema democratico”. Ecco perché l’iniziativa del Procuratore Bruti Liberati “non appariva peregrina ed, anzi, attraverso opportune modifiche normative,  andava estesa agli avvocati, prevedendone la partecipazione attiva nei Consigli Giudiziari, alle sedute in cui si discute degli avanzamenti di carriera dei magistrati”, concludono i penalisti, auspicando che in futuro, accogliendo così una storica proposta dell’Unione, si arrivi “alla revisione dell’intero sistema, sia attraverso una effettiva ventilazione della magistratura, con ingresso laterale anche da parte di avvocati ed appartenenti all’accademia, sia attraverso una modifica del sistema disciplinare, con la creazione di una Alta Corte di Disciplina avente competenza su tutte le professioni giuridico-forensi: magistrati, avvocati e notai”.

Roma, 2 maggio 2013

Valentina Ascione
Uff. stampa UCPI

Csm: Ucpi, giudici non possono valutare operato pm? È nuova forma intangibilità, servono controllo e trasparenza ultima modifica: 2013-05-02T22:11:23+02:00 da CanaleSicilia