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Conversazioni al Parco archeologico di Naxos, comunicare l’antico

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Comunicare AnticoNel primo appuntamento del 2018 il Museo Archeologico di Naxos ha ospitato Ketty TamĂ , Filippo Brianni e il sindaco di Casalvecchio Siculo, Marco Saetti, per raccontare la storia della rifondazione digitale della perduta biblioteca dell’Abbazia dei SS Pietro e Paolo d’AgrĂČ

Proseguono gli appuntamenti di Comunicare l’antico. Conversazioni al Parco archeologico di Naxos, progetto ideato e promosso dal Parco Archeologico di Naxos-Taormina e dal Festival NaxosLegge, con la collaborazione dell’Archeoclub Giardini Naxos-Taormina-Valle Alcantara. Nel primo incontro del 2018 al Museo Archeologico di Naxos si Ăš discusso de “L’Omphalos e lo Scriptorium. La rifondazione digitale della perduta biblioteca dell’Abbazia dei SS Pietro e Paolo d’AgrĂČ”.

«Comunicare l’antico – spiega l’archeologa del Parco Archeologico di Naxos Taormina, Maria Grazia Vanaria – nato la scorsa primavera da una sinergia tra il Parco Archeologico di Naxos Taormina e il Festival NaxoLegge per far conoscere e promuovere la cultura classica, continuerĂ  anche nel 2018 con almeno due appuntamenti fissi al mese. Abbiamo voluto cominciare raccontando l’impresa condotta dalla dottoressa Ketty TamĂ  del Lions Club Letojanni- Valle d’AgrĂČ che, che insieme al comune di Casalvecchio Siculo e all’Archeoclub Area Ionica Messina, ha riportato nell’Abbazia della Val d’AgrĂČ in formato digitale i manoscritti della perduta biblioteca. Questi appuntamenti rappresentano un’occasione importante per far vivere il Parco Archeologico di Naxos-Taormina come ritrovo culturale». Dopo l’introduzione dell’archeologa Maria Grazia Vanaria, Fulvia Toscano, direttore artistico di NaxosLegge, ha spiegato le ragioni del progetto ideato in collaborazione con il Parco Archeologico di Naxos-Taormina. «Comunicare l’antico, come recita il titolo stesso, si pone l’obiettivo di divulgare contenuti legati alla civiltĂ  classica, attraverso l’archeologia, l’arte, la letteratura ed il teatro, ad un pubblico stratificato con l’intenzione di essere profondi nella qualitĂ  dei percorsi che proponiamo ma anche orizzontali nella capacitĂ  di divulgazione».

«Due anni fa lanciammo il sogno di far tornare a casa, nella Basilica di Casalvecchio Siculo, gli antichi manoscritti trafugati dagli spagnoli intorno al 1500». CosĂŹ Ketty TamĂ  del Lions Club Letojanni- Valle d’AgrĂČ comincia a raccontare la storia della rifondazione digitale della perduta biblioteca dell’Abbazia dei SS Pietro e Paolo d’AgrĂČ. «Un sogno diventato realtĂ  nel solstizio d’inverno del 2017 quando riamo riusciti a far tornare nell’Omphalos, al centro della Basilica, i testi in formato digitale conservati alla Real Biblioteca dell’Escorial di Madrid ma provenienti dalla perduta biblioteca dell’Abbazia dei SS Pietro e Paolo d’AgrĂČ di Casalvecchio Siculo». L’iniziativa proposta nel 2016 da Ketty TamĂ , all’epoca presidente del Lions Club Letojanni Valle d’AgrĂČ, ha iniziato a concretizzarsi con l’arrivo, durante il solstizio d’estate 2017, del primo libro, il Vangelo del 1013. Da allora le adesioni spontanee, immediate e concrete, del sindaco di Casalvecchio Siculo, Marco Saetti, e del presidente dell’Archeoclub Area Ionica Messina, Filippo Brianni, e di alcuni cittadini, hanno consentito di raccogliere la somma necessaria a far tornare gli altri otto manoscritti che appartenevano alla biblioteca della Basilica. «L’Archeoclub Area Ionica Messina – spiega il presidente Filippo Brianni – insieme al comune di Casalvecchio ha sposato subito l’idea di far tornare al proprio posto i libri scritti dai monaci nell’Abbazia della Val d’AgrĂČ. Il primo passo Ăš stato quello di rifondare in formato digitale la perduta biblioteca, ma non Ăš detto che il futuro non ci riservi altre sorprese». Un sogno, dunque, destinato a continuare. «La prossima iniziativa – afferma Marco Saetti, sindaco di Casalvecchio Siculo – sarĂ  quella di creare un comitato per sensibilizzare i vari enti e rifondare la biblioteca dell’Abbazia dei SS Pietro e Paolo d’AgrĂČ». Una storia che sembra un romanzo, il cui lieto fine sarebbe quello, appunto, di far tornare a vivere e risplendere lo scriptorium, il locale in cui i monaci trascrivevano i testi sacri, probabilmente collocato nei locali del museo adiacente la Basilica.

Il prossimo appuntamento ù previsto per lunedì 29 gennaio, alle 17, con la presentazione del libro-catalogo della mostra dedicata al racconto “Lighea” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Dopo i saluti di Vera Greco, direttore del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, interverranno la scrittrice e curatrice del catalogo, Marinella Fiume, l’artista e autore della mostra, Alessandro La Motta, la coautrice e referente per Augusta di NaxosLegge, Mariada Pansera. Coordina Fulvia Toscano, direttore artistico di Naxos Legge.

Conversazioni al Parco archeologico di Naxos, comunicare l’antico ultima modifica: 2018-01-22T15:50:23+01:00 da CanaleSicilia