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Contrabbando carburante, 25 misure cautelari

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Contrabbando CarburanteIn esecuzione di unā€™ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP su richiesta dallaĀ Procura distrettuale di Catania, i finanzieri del Comando Provinciale di CataniaĀ hanno eseguito 14 arresti domiciliari e 15 provvedimenti di obbligo diĀ presentazione alla Polizia Giudiziaria, nonchĆØ il sequestro di 25 impianti diĀ distribuzione stradale di carburante ubicati tra le province di Catania, Ragusa, Siracusa ed Enna.

Gli indagati rispondono di associazione a delinquere finalizzataĀ al contrabbando di prodotti petroliferi immessi nel mercato nazionale in evasioneĀ dā€™imposta (Accise e IVA), utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti,Ā falso ideologico, frode in commercio e turbata libertĆ  del commercio.

Le indagini hanno fatto emergere due sistemi di frode attraverso i quali i componentiĀ dellā€™associazione criminale si rifornivano del carburante di ā€œcontrabbandoā€:

a. un primo rappresentato dallā€™utilizzo di gasolio agricolo (prodotto petroliferoĀ sottoposto a tassazione agevolata perchĆ© destinato alle macchine agricole)Ā prelevato da depositi ā€œcompliciā€ attraverso la produzione di falsa documentazioneĀ e ā€œdirottatoā€ per lā€™autotrazione di veicoli non agricoli;

b. un secondo riguardante carburante per autotrazione, proveniente legittimamenteĀ da raffinerie e depositi commerciali, che veniva commercializzato senzaĀ lā€™applicazione dellā€™IVA ricorrendo a documentazione di trasporto contraffatta e fatture false in quanto compilate con destinatari diversi da quelli reali. Nel sistemaĀ era coinvolta anche una societĆ  ā€œcartieraā€ che, oltre a consentire il mancato versamento dellā€™IVA, risultava completamente sconosciuta al Fisco.

Nel dettaglio, il primo canale illegale di approviggionamento si appoggiava, per ilĀ prelievo del gasolio agricolo, ad un deposito compiacente di Scordia (CT), gestitoĀ dalla ā€œG.P. carburanti dei F.lli Mauro e Augusto Pillironeā€ e, mediante laĀ presentazione di falsi ā€œlibrettiā€ U.M.A. (Utenti Macchine Agricole) sui quali vannoĀ annotati di volta in volta i prelievi di carburante agevolato, veniva distratto dallā€™usoĀ agricolo e venduto ad autotrasportatori attraverso rifornimenti abusivi effettuati inĀ zone di sosta e capannoni. Queste aree venivano gestite in assenza di qualsiasiĀ precauzione antincendio e in spregio a ogni norma di sicurezza, con rischiĀ elevatissimi per lā€™incolumitĆ  di coloro che si trovavano a maneggiare il prodottoĀ ovvero in transito nellā€™area.

Con il secondo canale illecito di approviggionamento il gruppo criminale prelevavaĀ il prodotto petrolifero direttamente da raffinerie, siciliane e campane, tramite leĀ societĆ  ā€œCO.ME.CO srlā€ di Siracusa e la ā€œPETROL SERVICE S.a.s.ā€ di Catania e loĀ rivendeva senza lā€™applicazione dellā€™IVA pari al 21%. CiĆ² era possibile redigendoĀ false dichiarazioni dā€™intento emesse dalla societĆ  ā€œcartieraā€ campana ā€œGI.SA.PE.Ā s.r.l.ā€, amministrata formalmente da tale Luigi Barbato -in realtĆ  giĆ  titolare di un salone da parrucchiere- secondo le quali il prodotto era fittiziamente destinatoĀ allā€™estero in esenzione di imposte. In realtĆ  il carburante non lasciava mai il territorioĀ siciliano, ove veniva prontamente messo in consumo attraverso i canali ufficiali diĀ vendita utilizzando distributori stradali di carburanti prevalentemente localizzati aĀ Catania e in provincia che lo rivendevano ai normali prezzi di cartellino (quindiĀ applicando lā€™IVA) a ignari consumatori finali.

A completare il circuito criminale interveniva tale Francesco Tomarchio, allā€™epocaĀ dei fatti dipendente di unā€™azienda che si occupava della manutenzione di impianti,Ā esperto nella manomissione del contalitri delle colonnine dei distributori diĀ carburante: la contraffazione dei contatori si rivelava essenziale sia per eludere iĀ controlli fiscali sulle giacenze di carburante sia per aggirare le ispezioni delle stesseĀ societĆ  petrolifere in quanto, proprio attraverso lā€™aggiustamento del contalitri, ilĀ prodotto di ā€œcontrabbandoā€ erogato non veniva contabilizzato, perdendosi cosƬ ogniĀ traccia del suo passaggio.

Lā€™indagine del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania, diretta da questo Ufficio, ha,Ā dunque, permesso di disarticolare un sodalizio criminale ramificato in Sicilia eĀ Campania e ricostruire lā€™intera ā€œfiliera del carburante di contrabbandoā€: dai depositiĀ di carburante agricolo alle imprese petrolifere, di trasporto e di distribuzione, daiĀ distributori stradali ai tecnici degli impianti.

Tra i 14 soggetti arrestati, rivestivano il ruolo di promotori e organizzatoriĀ dellā€™associazione a delinquere:

– Sergio LEONARDI, il ā€œCapoā€, gestore di fatto di un distributore stradale diĀ Catania e principale artefice dellā€™opera di ā€œconvenzionamentoā€ dei distributoriĀ ossia di ricerca sul mercato di operatori commerciali compiacenti, che si avvaleva della collaborazione di Eugenio BARBARINO (titolare della PETROL SERVICEĀ di Catania), Alessandro Primo TIRENDI (Titolare della TIROIL Srl di Catania) eĀ Damiano SCIUTO (cognato di Leonardi e gestore ā€œformaleā€ di distributoriĀ stradali) per la realizzazione del secondo sistema di frode anche ricorrendo allaĀ societĆ  cartiera campana ā€œGISAPEā€ amministrata effettivamente da GiuseppeĀ SAVINO;

– Giuseppe FORTE, un pensionato catanese, ā€œbrokerā€ nel settore del ā€œgasolioĀ agevolatoā€ che operando, tra lā€™altro, con lā€™ausilio del figlio Salvatore (addetto allaĀ fase di distribuzione e commercializzazione) si occupava delle forniture diĀ carburante agricolo e della successiva cessione a clienti complici generalmenteĀ rappresentati da autotrasportatori.

Nei confronti di altri 15 indagati ĆØ stata applicata la misura dellā€™obbligo diĀ presentazione, tra questi vi ĆØ anche una figura di spessore criminale quale quella diĀ Salvatore MESSINA, organico al Clan ā€œCappelloā€, attualmente detenuto presso il carcere di Caltanisetta, in ordine al reato associativo di cui allā€™art. 416 bis del C.P.,Ā particolarmente attivo nella distrazione dagli usi consentiti del gasolio agricoloĀ nonchĆ© nella ricerca di illeciti canali di approvviggionamento del carburante.

Lā€™indagine, nellā€™ambito della quale risultano indagate circa 100 persone, haĀ consentito di ricostruire una rilevante frode fiscale non limitata alle sole imposte (IvaĀ e Accise) gravanti sul carburante contrabbandato. I dati acquisiti nel corso delleĀ indagini di polizia giudiziaria, infatti, sono stati utilizzati dalla Guardia di Finanza perĀ lā€™avvio di verifiche fiscali nei confronti di aziende coinvolte nelle illecite attivitĆ . InĀ tale ambito, ĆØ stata rilevata la sottrazione a tassazione di oltre 45 milioni di euro inĀ materia di imposte dirette, Iva per circa 30 milioni di euro, accisa per circa 4Ā milioni di euro e Irap per oltre 1,5 milioni di euro.

Lā€™elevato volume di prodotto contrabbandato in frode, stimabile in oltreĀ 1.200.000 litri, lascia appena comprendere lā€™entitĆ  del danno provocato aiĀ commercianti onesti dello specifico settore effetto della sleale concorrenza praticataĀ dagli indagati, in beffa agli ignari consumatori che pagavano a ā€œprezzo pienoā€ ilĀ carburante di contrabbando, e alle compagnie petrolifere allā€™oscuro del passaggioĀ ā€œsotto tracciaā€, attravero loro distributori stradali, del prodotto in contrabbando.

Contrabbando carburante, 25 misure cautelari ultima modifica: 2017-01-18T10:53:09+01:00 da CanaleSicilia