Home Politica CGIL – “Legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica: il governo Crocetta prenda atto del proprio fallimento”

CGIL – “Legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica: il governo Crocetta prenda atto del proprio fallimento”

792

CGIL Il presidente dell’ARS metta all’ordine del giorno dei lavori d’aula la legge voluta dai siciliani.

Ieri nella seduta della IV Commissione Ambiente e territorio dell’ARS abbiamo assistito all’ennesimo fallimento da parte del governo regionale di approvare un disegno di legge che punti alla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato, rinviandone l’esame a settembre.

Nonostante si fosse raggiunto un accordo tra le forze politiche di maggioranza il governo si è fatto bocciare un sub emendamento dal voto congiunto tra forze del centro destra e dal movimento 5 stelle. Il sub emendamento rimandava ad un articolo in cui si prevedeva di affidare la gestione del servizio a enti di diritto pubblico, in ottemperanza della potestà legislativa sulla materia prevista dallo Statuto Siciliano.

Chiediamo al governo regionale un atto di chiarezza e di coraggio: ritiri il testo governativo e riparta dal ddl di iniziativa popolare/consiliare nato da un percorso democratico e partecipato, che, a partire dal 2007, ha coinvolto centinaia di consigli comunali e migliaia di cittadini.

Al Presidente dell’Ars, onorevole Giovanni Ardizzone, chiediamo di mettere all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula, subito dopo la pausa estiva, la prima legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali che la Regione si sia mai trovata a discutere, come prescritto dalla legge regionale che disciplina la normativa sulle proposte di legge di iniziativa popolare/consiliare.

Inoltre, sempre al Presidente dell’ARS, chiediamo di approvare una modifica delle procedure parlamentari che, consenta ai promotori di una legge di iniziativa popolare/consiliare di partecipare attivamente ai lavori della Commissione e di proporre emendamenti, come si era impegnato a fare.

Chiediamo a tutte le forze politiche di dichiarare in modo netto ed inequivocabile che la volontà popolare espressa col referendum del 2011 ha un valore attuale e che l’acqua deve essere gestita da Enti Pubblici.

Non è più possibile per nessuno nascondersi dietro semplici affermazioni di principio ma è arrivato il momento di affermare con atti concreti e circostanziati il ritorno alla gestione pubblica delle Acque su tutto il territorio regionale, così come voluto da 35.000 cittadini e da 135 consigli comunali siciliani e dalla vittoria referendaria del 2011 conseguita grazie a 27 milioni di cittadini elettori.

CGIL – “Legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica: il governo Crocetta prenda atto del proprio fallimento” ultima modifica: 2013-08-08T20:13:24+02:00 da CanaleSicilia