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Brolo – Pippo Natoli: «Tra mafie e verminai»

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Pippo NatoliUna città e buona parte della provincia al limite dell’irredimibile!

La quasi scomparsa dei Partiti politici organizzati della PRIMA REPUBBLICA ed il progressivo venire meno di quelle che furono scuole di selezione e formazione politica unito alla personalizzazione e ad una concezione padronale di AMPIE FETTE dell’elettorato, meritano doverose riflessioni sul da farsi.

L’abnorme crescita della mala pianta della “corruzione”, la quasi assenza di controlli Amministrativi preventivi da parte di Autorità indipendenti, la crescente emarginazione di ampie fasce popolari dalla vita democratica, l’elevato numero di famiglie e cittadini che vivono in uno stato di povertà, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi soggetti, la disoccupazione e il crescente disagio giovanile, costituiscono terreno fertile per la penetrazione delle organizzazioni criminali e corruttrici nella società, comprese quelle mafiose ben più pericolose delle altre.

Le numerose vicende criminali, scoperte negli ultimi anni dalla Magistratura che hanno interessato tutte le articolazioni e le istituzioni dello Stato e le varie componenti della società, mostrano chiaramente il grado di degenerazione con cui dobbiamo fare i conti.

Ma nonostante tutto ci sono uomini, donne e giovani che sono energie su cui puntare per costruire un futuro diverso e migliore. OCCORRE sostenere il “lavoro” degli inquirenti e della Magistratura. E’ indispensabile reintrodurre adeguati controlli nella pubblica amministrazione, modificando opportunamente la Legge “BASSANINI”. Contrastare con adeguate risorse umane e materiali tutte le forme di malavita organizzata.

“Gettonopoli”, voti di scambio e reati di vario genere perpetrati da politici, amministratori, dirigenti e funzionari non sono più tollerabili (FALSI, TRUFFE, ABUSI, TURBATIVE, ne sono solo una parte). Quanto finora venuto alla luce, rappresenta la punta dell’iceberg e quindi occorre andare rapidamente in profondità per estirpare la mala pianta su cui prospera la criminalità organizzata, coperta e a volte protetta da cointeressenze e da comportamenti omertosi.

PER ULTIMO
DESTA INQUIETUDINE E SERIA PREOCCUPAZIONE

Il tentato omicidio con raffiche di LUPARA del Presidente del Parco dei Nebrodi
Dott. Giuseppe Antoci, fortemente impegnato per sottrarre pascoli demaniali alla mafia che ha prosperato sulle migliaia di ettari degli stessi grazie a truffe di varia natura.

SE

combattere la mafia nei Nebrodi può costare la vita, significa che gli interessi criminali della stessa sono enormi.

E significa inoltre che la pericolosità della stessa mafia, nonostante i colpi alla stessa inferti da inquirenti e Magistratura è fortemente elevata.

Nell’esprimere piena e convinta solidarietà al Dott. Antoci restiamo impegnati come sempre per combattere contro TUTTE LE MAFIE, da quelle che usano LA LUPARA E IL TRITOLO a quelle dei COLLETTI BIANCHI che utilizzano strumenti apparentemente leciti ma non meno pericolosi per la società e per i singoli cittadini.

Brolo, 19/05/2016.

Associazione dei circoli
Pio La Torre dei Nebrodi

Per il circolo di Brolo
Pippo Natoli

Brolo – Pippo Natoli: «Tra mafie e verminai» ultima modifica: 2016-05-19T09:40:56+02:00 da CanaleSicilia