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Brolo – Dopo il dissesto arriva il «terremoto urbanistico»

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Abusivismo edilizio - (Immagine esemplificativa)

  • Circa 50 ingiunzioni di demolizione e di ripristino dei luoghi;
  • Circa 80 ordinanze di sgombero e di acquisizione al patrimonio comunale del bene abusivamente costruito e della relativa area di pertinenza;

di Maria Cristina Miragliotta – Sarebbero circa 130 i provvedimenti sanzionatori emessi dal Comune di Brolo nei confronti di soggetti proprietari di opere costruite abusivamente negli anni.

I provvedimenti riguardano ingiunzioni di demolizione e di ripristino dei luoghi, ordinanze di sgombero e di acquisizione al patrimonio comunale del bene abusivamente costruito e diffide a demolire per manufatti abusivi ubicati in aree demaniali. Arrivano così a conclusione una serie di provvedimenti riguardanti l’abusivismo edilizio risalenti perfino agli anni ’80 ed emessi a conclusione di lunghi iter burocratici, che danno seguito alla diffida dell’Assessorato Regionale al Territorio ed Ambiente del maggio 2013 ed al successivo sollecito dell’ottobre 2013 – inviati per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Patti.

La normativa per gli abusi edilizi è attualmente costituita dal Testo unico sull’edilizia (D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni) che prevede diverse fasi. In una prima fase, il Dirigente, accertata la violazione, ingiunge al responsabile dell’abuso la demolizione delle opere abusive, avvertendo che non provvedendo nel termine di 90 giorni alla demolizione ed al ripristino dei luoghi, il manufatto abusivo, sarà gratuitamente acquisito al patrimonio comunale. Il passaggio successivo è la verifica dell’avvenuta demolizione da parte dei Vigili urbani. Se l’opera nei termini di 90 giorni non viene demolita, viene notificato alla ditta il provvedimento di accertamento dell’inottemperanza, contenente pure l’ordine di sgombero, che costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione del bene nei registri immobiliari (in poche parole la ditta che ha commesso l’abuso e non lo ha demolito perde la proprietà del bene).

Acquisiti gli immobili sgomberi dei mobili e dei suppellettili vari ed effettuata l’immissione in possesso, l’amministrazione comunale deve decidere cosa fare del bene abusivo. In proposito soccorre il comma 5 dell’art. 7 della Lgge 47/85 disponendo che “L’opera acquisita deve essere demolita con ordinanza del sindaco a spese dei responsabili dell’abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali”. Inoltre l’art. 4 della L.R 17/94 stabilisce che “i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, su proposta del sindaco, considerate le necessità di edilizia residenziale nel territorio comunale, da soddisfare anche mediante il ricorso al patrimonio edilizio pubblico, possono stabilire che le procedure successive all’acquisizione al patrimonio comunale delle opere edilizie abusive esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge siano regolate dalle disposizioni del presente articolo”. Puntualizzando che “Qualora l’opera abusiva risulti adibita a dimora abituale e principale del responsabile dell’ abuso e del suo nucleo familiare, anche di fatto, il sindaco, dopo l’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale, su richiesta del responsabile dell’abuso, può concedere il diritto di abitazione sull’immobile al richiedente e ai componenti del suo nucleo familiare”.

Tuttavia è bene sottolineare che “la concessione del diritto di abitazione può essere rilasciata purché il mantenimento dell’ immobile non arrechi rilevante pregiudizio alle destinazioni generali di zona previste dagli strumenti urbanistici”.

In dettaglio i provvedimenti emessi riguardano:

  • Circa 50 ingiunzioni di demolizione e di ripristino dei luoghi.
    Le ditte raggiunte da questo provvedimento hanno 90 giorni di tempo per demolire le opere abusive e di ripristinare i luoghi alla loro originaria destinazione. Qualora non provvedano, trascorso il termine assegnato, verrà emesso il provvedimento di inottemperanza e l’immobile sarà acquisito gratuitamente al patrimonio comunale con conseguente sua trascrizione nei registri immobiliari che, in tal modo, viene sottratto alla proprietà privata.
  • Circa 80 ordinanze di sgombero e di acquisizione al patrimonio comunale del bene abusivamente costruito e della relativa area di pertinenza.
    Per questi casi, esistendo già un provvedimento di demolizione a cui la ditta non ha ottemperato nel termine assegnato (90 giorni), l’ultimo passaggio della procedura consiste appunto nella acquisizione del bene al patrimonio comunale.
Brolo – Dopo il dissesto arriva il «terremoto urbanistico» ultima modifica: 2015-03-03T03:00:28+01:00 da CanaleSicilia