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Brolo – Anche Miraglia, il presidente, dice la sua

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Riceviamo & pubblichiamo, il comunicato stampa (non replica come si vuol far passare) del Sig. Miraglia, presidente del Consiglio Comunale di Brolo.

Lo facciamo per scelta, professionalità e pluralità d’informazione, non certo a seguito dei molteplici solleciti o perchè dovuto, poichè se avessimo voluto fare gli “integerrimi” avremmo potuto “invocare” la norma, a cui lo stesso Miraglia fa riferimento nel comunicato stampa, rigettando la sua accorata richiesta.

L’Art. 8 della Legge n. 47/1948 recita:

Le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta.

Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.

Il comunicato stampa (non replica come si vuol far passare) non corrisponde ad alcuno dei requisiti richiesti dalla Legge ma tuttavia a dimostrazione della nostra disponibilità non priveremmo mai i nostri lettori del suo pensiero.

Non abbiamo bisogno di cogliere la mano poichè ci siamo sempre contraddistinti per la nostra correttezza, a prescindere dal legame parentale del nostro Direttore, e non ci facciamo sfuggire occasione per dimostrarlo come anche in questo caso.

Sig. presidente la sua corposa nota è stata comunque pubblicata, mentre lei ha perso un’occasione per fare altrettanto, ammonendoci, questo si, ma consentendo le riprese nel rispetto della persona e della difficile professione che svolgiamo.

Confidiamo che in un futuro prossimo potrà rifarsi.

Non entriamo assolutamente nel merito dei contenuti della sua nota, questo lo affidiamo ai nostri lettori che sapranno “leggere” dai fatti.

Per quanto riguarda il futuro, qualora dovessero presentarsi situazioni analoghe, la invitiamo al rispetto delle formalità prescritte dalla legge, inviando le eventuali repliche in conformità alla normativa vigente.

Qui di seguito il comunicato stampa

Comunicato Stampa

Consiglio BroloNon è mia abitudine rispondere a pettegolezzi o prendere parte a scaramucce dettate dalla passione del momento, ma alcune puntualizzazioni vanno fatte, per tutelare la mia immagine, la professionalità e la dedizione con cui svolgo il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale di Brolo, ed inoltre è mio dovere tutelare l’integrità degli atti dell’assemblea che presiedo.

Rispondo all’articolo di “Canale Sicilia” che è altamente provocatorio, colmo di disinformazione, quasi offensivo nei confronti della mia persona, nei confronti degli uffici comunali e della segretaria comunale, solo per completezza di informazione e per dovere nei confronti dei cittadini Brolesi.  All’operatore video D’Arrigo, che non ha fatto pervenire allo scrivente una richiesta di permesso per riprese audio/video e non al direttore della testata on line Giuseppe Condipodero padre del capogruppo di minoranza Cono,  ho personalmente richiesto, in maniera assolutamente cordiale ed educata,  di non effettuare riprese. Il tutto, in piena linea con quanto di mia competenza, come previsto dall’art. 2 del “regolamento per le riprese audio e video del consiglio comunale” che allego a questa mia. I regolamenti vanno rispettati, è inutile ricordare ai lettori se in passato non si è stati contestati o meno.

Francamente, ritengo che non sia mai mancata da parte mia la trasparenza che l’amministrazione e la sua maggioranza hanno sempre propugnato,e la partecipazione cittadina ad ogni consiglio comunale come anche il diritto di cronaca sono garantiti non solo dalla diretta streaming che è nella disponibilità di chiunque voglia seguire i lavori d’aula ma non sia nella possibilità di presenziarvi, ma anche dalla possibilità di visualizzare anche dopo la diretta dello stesso, in una apposita sezione del sito istituzionale, tutto l’archivio video delle sedute integrali dei consigli comunali, dal 24 luglio 2012 all’ultimo di pochi giorni fa. Voglio inoltre ricordare brevemente quelli che dovrebbero essere i criteri fondamentali per la divulgazione delle notizie credo sia interessante: Tutela della personalità altrui; Obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti; Rispetto degli ideali della lealtà e della buona fede; Obbligo a rettificare notizie inesatte e a riparare eventuali errori (già presente nell’ordinamento: art. 8 l. 47 del 1948, nota come Legge sulla stampa) Sempre per corretta informazione giova ricordare che prima del mio divieto, all’operatore di Canale Sicilia era stato chiesto, sempre in maniera garbata, da una agente di Polizia Municipale, in servizio nell’aula, di interrompere le riprese in quanto non autorizzate. Invito che è stato bellamente ignorato dal signor D’Arrigo che anzi con sfrontatezza ha proseguito nella propria attività. Ci tengo a sottolineare ulteriormente che il diritto di cronaca non è MAI stato negato a nessuno. La testata del neo direttore Condipodero, padre del consigliere di minoranza Cono, ha potuto assistere, come sempre, alla seduta e così sarà anche in futuro. Ovviamente per le riprese dovrà attenersi al regolamento. Ferma restando l’opinione personale da lettore e attore delle vicende che faziosamente vengono riportate su quel giornale on line, che nessuno può contestarmi,ma che non inficia affatto la mia linearità nella gestione dei rapporti tra istituzione e informazione, come ho fino ad oggi dimostrato. Ad esempio mi sarebbe piaciuto leggere dei preziosi contributi chiarificatori dati ai consiglieri ed alla cittadinanza tutta da parte della dott.ssa Curasi sull’ipotesi di bilancio riequilibrato e dall’ing. Giuseppe Zaffino tecnico incaricato per redigere il piano ARO, ma questo evidentemente non e’ stato ritenuto degno di menzione dalla redazione. Facendo focus sui fatti l’urgenza per l’adunanza (che era stata concordata in conferenza di capigruppo diversi giorni prima della convocazione ufficiale ,come da verbale) poteva essere contestata in aula e in tal caso messa ai voti, se il consiglio si fosse espresso contrariamente la riunione sarebbe stata rinviata.

Allego a supporto delle mie parole una dichiarazione ufficiale sull’argomento della segretaria Comunale Dott.ssa Stancampiano per spazzare via ogni minimo dubbio sulla regolarità della convocazione dei lavori del consiglio comunale: “Le convocazioni dei consigli comunali hanno una disciplina diversa a seconda se sono ordinarie(non urgenti)e straordinarie(urgenti). Tale distinzione incide sul termine di consegna ai consiglieri dell’avviso di convocazione con l’elenco degli oggetti da trattare (almeno 5 giorni prima di quello stabilito per l’adunanza, per le riunioni ordinarie; almeno 24 ore prima per quelle straordinarie). La valutazione della necessità e dell’urgenza che è di competenza del Consiglio Comunale è implicita qualora il consiglio si pronunci sugli argomenti all’ordine del giorno. La norma lascia all’apprezzamento di chi convoca il consiglio di valutare i motivi per riunire il consesso a termini abbreviati, con espressa facoltà al collegio deliberante di richiedere il rinvio di quegli argomenti, che, prima di essere trattati , abbiano bisogno di una approfondita conoscenza. In tal caso, la proposta di rinvio deve essere regolarmente formulata e sottoposta a votazione, ed, in caso di accoglimento, per determinazione dello stesso consiglio può essere differita anche al giorno seguente”. Ribadisco e sottolineo che nessun regolamento è stato violato e nessun diritto è stato leso. Temo piuttosto che abbia ragione il Sindaco quando, in un passaggio importante del suo intervento in aula, sottolineava come ormai vista l’inesistenza di irregolarità amministrative, non potendo attaccare la legittimità e regolarità degli atti dell’Amministrazione Comunale si punta soltanto a sferrare irrispettosi attacchi personali ad amministratori e funzionari comunali. Auspico e mi auguro che questo non diventi una malsana abitudine.

Voglio chiudere con serenità, condizione emotiva che mi contraddistingue tendendo virtualmente(di persona quando volete) la mano alla Redazione di CS, invitando la stessa ad eliminare quella brutta immagine nera dal vostro articolo sull’ultimo consiglio comunale che mal si addice alla nuova situazione politica brolese,ed invitando la stessa a cambiarla con qualche bel fermo immagine del nostro Comune. Per quanto riguarda il futuro invito la redazione di CS a rispettare la tempistica del nostro regolamento e sarò felice di valutare una vostra eventuale richiesta di riprese audio/video per il prossimo consiglio comunale.

Tanto si doveva ai miei concittadini
cordiali saluti
Brolo li 02/10/2015

F.to Giuseppe Miraglia
Presidente del Consiglio Comunale

 

Il nostro articolo Altamente provocatorio(?), Colmo di disinformazione(?), Quasi offensivo(?)

 

Schermo NeroCi scusiamo con i nostri lettori.
Avremmo voluto pubblicare, al posto delle schermate nere, le immagini del servizio relativo alla seduta del Consiglio Comunale di Brolo di ieri, 29 settembre.

Ma per nostro errore e distrazione, ieri ci è stato negato dal presidente del Consiglio di effettuare le riprese perchè sprovvisti della regolare autorizzazione.

Esiste infatti, un regolamento che stabilisce che le riprese audio-video dei consigli comunali debbono essere autorizzate con formale domanda scritta presentata all’ufficio di Segreteria almeno 5 giorni prima (asserisce Miraglia, il presidente, ma sono 2) del Consiglio!!!

Una dimenticanza imperdonabile da parte nostra ma siamo sicuri che ci perdonerete!!!

Certo, una «disattenzione» che anche in passato era avvenuta, (basta andare a rivedere i nostri servizi in archivio « VEDI ESEMPIO »), e che l’attento presidente del Consiglio, Giuseppe Miraglia, (che ringraziamo per la solerzia nel farci presente la nostra sbadataggine) aveva dimenticato (?) e disatteso (?) di applicare.

Riprese negate, dall’integerrimo presidente, anche invocando quei tre minuti di riprese per il diritto di cronaca, diritto sancito dalla Costituzione.

Ma andiamo alla cronaca. Quella cronaca che intendiamo comunque onorare per rispetto di noi stessi, del nostro lavoro e più ancora dei nostri lettori.

Un consiglio comunale convocato, ad argomentare della minoranza, in aperta violazione delle norme statutarie ha trattato, ieri sera, un corposo ordine del giorno culminato con l’approvazione, con il solo voto favorevole della maggioranza, dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato dell’anno 2013.

È comunque un altro passo del tormentato iter del dissesto. Se sia stato un passo fermo o un passo falso si saprà soltanto all’esito delle valutazioni del Ministero dell’Interno.

Intanto ieri sera non sono mancate le discussioni, come sempre a tratti anche accese. La minoranza ha contestato l’irregolarità della convocazione, il mancato rispetto – attestato dal Ministero – del termine perentorio imposto dalla legge per l’adozione del bilancio stabilmente riequilibrato e sopratutto ha messo fermamente in discussione che si possa materialmente riequilibrare, oggi per allora, il bilancio di previsione 2013. Tesi ribattute, con la consueta veemenza, dal vice sindaco Scaffidi Lallaro.

Verosimilmente potrebbe essere l’ennesimo caso di studio che va ad incrementare la già corposa collezione Brolese. Tanto per fare un esempio della casistica. La convocazione irregolare per la riduzione dei tempi? Necessaria per rispettare il termine per l’adozione, a dire di presidente e vice sindaco. Si tratta del termine perentorio fissato dalla legge? No, quello arrotondato, introdotto ex novo dall’Amministrazione locale.

La maggioranza consiliare si è presentata come sempre a ranghi compatti ma questo a Brolo non è una novità. Ancora una volta, a prescindere dalla forza dei ragionamenti, in aula ha fatto valere il dato che conta, la forza complessiva dei numeri e questo non è affatto secondario. Un solo emendamento, a firma dei consiglieri Princiotta, Campo e Raffaele, ovviamente approvato.

La minoranza, dal canto suo, ha presentato un solo emendamento, a firma del consigliere Ada Agnello, apparentemente senza un particolare perché, ma in realtà con tante motivazioni esposte in aula. La proposta, sulla scorta dei pareri ricevuti, ha reso evidenti alcune circostanze che quasi sicuramente non mancheranno di far tornare a discutere.

Redazione CanaleSicilia

Brolo – Anche Miraglia, il presidente, dice la sua ultima modifica: 2015-10-03T10:03:12+02:00 da CanaleSicilia