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Autorità Portuale e la «tecnica del gioco al ribasso»

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Francesco D'Uva - M5SE’ paradossale che ormai si utilizzi la tecnica del gioco al ribasso per far apparire scelte sbagliate come giuste, talmente giuste da far tirare perfino un sospiro di sollievo. Le ultimissime notizie sulla bozza ormai definitiva della rimodulazione delle Autorità Portuale, ed in particolare di quella di Gioia Tauro, ne sono un chiaro esempio.

Per Messina è andata così: prima è giunta la minaccia di abolire totalmente la AP, poi di accorparla, infine (come contentino) il nome “Messina” è ritornato a farsi largo, ma solo sulla carta.

E adesso dovremmo quasi esultare per non aver perso del tutto sia l’AP sia il contentino di vedere il nome della città su un foglio.

Eppure l’alternativa c’era ed era quella che abbiamo urlato per mesi: istituire un’Autorità Portuale dello Stretto.

Avevamo chiesto che venissero valorizzate peculiarità uniche della città e dello Stretto, insieme ad una gestione coerente delle risorse, così come avviene in qualsiasi regione d’Italia.

E invece cosa è successo? Quello che, in Sicilia, avviene sempre: perdere occasioni, accorpare e tagliare il più possibile senza curarsi se il risultato è una accozzaglia di competenze e peculiarità che dovrebbero rimanere ben distinte.

Autorità Portuale e la «tecnica del gioco al ribasso» ultima modifica: 2016-01-14T14:48:45+01:00 da CanaleSicilia