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Arriva la diffida di Progetto Sicilia all’ARS per il mutuo regionale

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Progetto Sicilia

Partito politico
“Progetto Sicilia”
COMUNICAZIONE PROT. 101

15/12/2014/Ramacca

Preg.mo On. Rosario Crocetta
Presidente della Regione Siciliana

Preg.mo On. Giovanni Ardizzone
Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana

Ai Deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana

Preg.mo Dottor Alessandro Baccei
Assessore Regionale dell’Economia

Ill.ma Dott.ssa Diana Calaciura
Procuratore Generale della Corte dei Conti della Regione Siciliana

Preg.mo Prof. Franco Bassanini
Presidente della Cassa Depositi e Prestiti

 



Oggetto: Disegno di Legge di iniziativa Governativa n° 875 del 20-11-2014

 

Effetto IRAP sulle Imprese SicilianeOn. Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, On. Presidente della Regione, Signori Deputati,

con la presente, si diffidano i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana ad autorizzare il Governo della Regione a sottoscrivere un ulteriore mutuo per € 2.000.903.000, con la S.p.A. CDP, destinato al pagamento dei debiti determinati da spesa corrente, fuori bilancio.

Nonché di porre a garanzia del rimborso del suddetto mutuo il gettito derivante dalle maggiorazioni dell’aliquota d’imposta  regionale sulle attività produttive (I.R.A.P.) e dell’addizionale regionale sulle persone fisiche (I.R.PE.F.) che, così facendo, resterebbero vincolate per i prossimi 30 anni fino al completo soddisfacimento del mutuo sottoscritto, peraltro impossibile da rimborsare.

Si evidenzia che sottoscrivere questo mutuo come previsto nel DDL n° 875 del 20-11-2014 pone in essere un’azione illecita, da parte del Governo della Regione, inutile, nonché dannosa per la collettività:

Illecita poiché agli Enti pubblici è fatto divieto indebitarsi per il pagamento di debiti derivanti da spesa corrente, fuori bilancio.
Inutile perché tale mutuo non ripianerebbe i debiti del Servizio Sanitario Regionale ma continuerà a finanziare spesa improduttiva e cattiva gestione amministrativa, come testimoniano gli atti posti in essere finora.
Dannosa perché tassare oltre misura cittadini e imprese, determinerà desertificazione produttiva e calo dei consumi contribuendo, al tempo stesso, ad accrescere la disoccupazione e la migrazione giovanile nonché il consolidamento del processo deflattivo.
Con Disegno di Legge di iniziativa Governativa “Disposizioni in materia di pagamenti di debiti della Pubblica Amministrazione” n° 875 del 20-11-2014, esitato dalla VI e II Commissione l’11-12–2014, si autorizza il Governo della Regione a sottoscrivere, con la Società per azioni “Cassa Depositi e Prestiti”, un ulteriore mutuo per € 2.000.903.000, in aggiunta al precedente di € 606.097.000 già sottoscritto il 27–6–2014 interamente erogato, per i pagamenti dei debiti della Regione Siciliana, in particolare quelli relativi al Servizio Sanitario Regionale nei confronti dei propri creditori.

A garanzia del rimborso sia del capitale che degli oneri derivanti dall’accensione dei suddetti mutui relativi al presente disegno di legge si fa fronte con quota parte del gettito derivante dalle maggiorazioni dell’aliquota  d’imposta  regionale sulle attività produttive (I.R.A.P.) e dell’addizionale regionale sulle persone fisiche (I.R.PE.F.).

Attestato che, in Sicilia, tali addizionali regionali siano al massimo consentito dalla Legge, si evidenzia come tale addizionale sulle attività produttive (I.R.A.P.) sia tanto alta da costituire “Dumping Istituzionale”, in altre parole le imprese che operano in Sicilia sono maggiormente penalizzate dal sistema tributario regionale rispetto alle altre imprese che operano nell’intera Penisola.

Si invita a porre la vostra attenzione al prospetto in allegato attraverso il quale si dimostra in modo inconfutabile come le imprese siciliane sane, che chiudono in pareggio o con piccolo utile, falliscono per Legge della Regione (I.R.A.P.) dopo tre/quattro anni di attività per effetto di una tassa insostenibile che, per il pagamento della quale, costringe le imprese a ulteriore debito bancario, peraltro rifiutato alle stesse perché in violazione delle norme di Basilea. Tale addizionale regionale ha avuto gli stessi effetti di uno tsunami determinando la ormai acclarata desertificazione produttiva nell’Isola.

Pensare di poter ancora mantenere le stime di incassi di tali tributi ai livelli degli anni passati significa essere non solo in mala fede ma non aver una compiuta visione territoriale sullo stato economico delle imprese produttive siciliane. Nei prossimi anni i tributi per Irap saranno se non nulli marginali tanto che le ipotesi di poter abbassare nei prossimi anni tale tributo appaiono visionarie.

Che dire dell’addizionale regionale all’I.R.PE.F. che, mentre nel 2007 vedeva interessati circa 1,7 milioni di cittadini siciliani, nel 2015 vedrà solo 1,2 milioni di cittadini assoggettati a questo tributo. Mezzo milione di cittadini che non verseranno tale tassa dovrebbe scoraggiare ipotesi ottimistiche di riduzione dell’addizionale ma si continua a sognare opulenza, sarà impossibile ridurre tale imposta.

Infine la deflazione che, contrariamente dal resto d’Italia dove si affaccia per la prima volta, in Sicilia persiste già da tre anni con previsioni in peggioramento. Il calo dei consumi dovrebbe invitare a maggior cautela, al calo dei consumi corrisponde minor gettito per iva, minori entrate per la Regione Siciliana. Minori consumi, minori entrate, maggiori tasse, siamo entrati in un circuito economico e sociale perverso ormai al collasso e si continua ad indebitarsi per pagare spesa corrente invece che per gli investimenti.

E’ norma generale che un Ente Pubblico possa “ulteriormente” indebitarsi esclusivamente per spesa in conto capitale e non per spesa corrente quale è il pagamento dei debiti del Servizio Sanitario Regionale.  

E ‘norma generale oltre norma di buon senso che un Ente Pubblico applichi o mantenga ai livelli massimi i tributi, quali sono le addizionali regionali Irpef e Irap in Sicilia, solo in presenza di eventi eccezionali o per il pagamento di opere pubbliche, diversamente in Sicilia vengono utilizzati per il pagamento di spesa corrente, ormai fuori controllo. Che la spesa corrente sia “Fuori controllo” lo testimonia l’assunto ormai incontrovertibile che sebbene, nell’anno in corso, lo Stato abbia trasferito oltre € 4 miliardi destinati al Servizio Sanitario Regionale meno della metà di queste risorse siano state utilizzate a tal fine, il resto è servito a coprire altre “incombenze” di bilancio sempre relative alla spesa corrente mai per la spesa in conto capitale o finalizzata alla crescita e allo sviluppo dell’Isola.

Questo è la prova documentale che i vincoli relativi di destinazione al pagamento dei debiti del Servizio Sanitario Regionale potrebbero essere sempre e comunque disattesi come già fatto in occasione del precedente mutuo di € 606.097.000 destinato al pagamento dei debiti verso i creditori del Servizio Sanitario Regionale ma diversamente utilizzato.

In buona sostanza, questi mutui mascherati da “Disposizioni in materia di pagamenti di debiti della Pubblica Amministrazione” servono solo e soltanto per pagare spesa corrente e poiché da questo ulteriore indebitamento è lecito aspettarsi il mantenimento agli stessi livelli degli anni passati viceversa le entrate correnti continueranno a calare per effetto di un livello tributario il più alto al mondo che scoraggia non solo la ripresa e l’insediamento di nuove attività produttive ma anche nel migliore dei casi la fuga se non il fallimento delle poche imprese produttive ormai rimaste nel territorio.

Per i motivi sopra esposti il nostro Partito, “Progetto Sicilia” per la moneta siciliana Grano, avendo già illustrato e dimostrato il 6/5/2014 in III Commissione parlamentare come attraverso l’adozione del sistema monetario regionale Grano complementare all’euro sia possibile:

creare subito 250.000 posti di lavoro, stabilmente;
riconoscere un reddito sociale pari a € 10.000 l’anno a tutte le famiglie in difficoltà;
determinare un saldo attivo pari a € 3 miliardi l’anno beneficiando i conti della Regione;
piuttosto che continuare a registrare saldi negativi di oltre € 2 miliardi l’anno come ormai succede dal 2011 e come succederà in  avvenire, tali da impedire il rimborso del mutuo di cui al DDL n° 875,
Vi invitiamo ancora una volta a valutare il Progetto Sicilia per rendere prosperità alla Sicilia e benessere ai Siciliani, quale soluzione ai problemi di liquidità che affliggono la Regione Siciliana.

Pertanto, Vi diffidiamo dal sottoscrivere questo nuovo mutuo di € 2.000.903.000 destinato al pagamento di spesa corrente che avrà effetti devastanti sia verso le attività produttive assoggettate al pagamento della addizionale regionale dell’Irap determinando il fallimento oltre che la fuga delle poche imprese ormai rimaste, sia verso i cittadini assoggettati al pagamento della addizionale regionale dell’Irpef che determinerà una ulteriore riduzione dei consumi continuando a ridurre il reddito disponibile delle famiglie siciliane rispetto a quelle del resto d’Italia.

Qualora doveste disattendere questa nostra diffida è nostro dovere informarVi che nostro malgrado saremmo costretti ad adire alle competenti autorità Giudiziali alfine di tutelare gli interessi dei cittadini e delle imprese siciliane. Chiedendo che vi siano addebitati tutti i danni patrimoniali, sociali, morali e di immagine.

Cordiali saluti.

Il Presidente
Filippo Scrima

Il Segretario
Giuseppe Pizzino

Arriva la diffida di Progetto Sicilia all’ARS per il mutuo regionale ultima modifica: 2014-12-15T17:09:27+01:00 da CanaleSicilia