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Antonella Colonna Vilasi, docente ed analista di intelligence, intervistata da Simona Mazza

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Antonella Colonna VilasiIntervistiamo Antonella Colonna Vilasi, docente ed analista di intelligence, prima donna ad occuparsi dettagliatamente della storia dei servizi segreti italiani.

Antonella ha affrontato la delicata questione nella collana “Intelligenze Scienze Strategiche e della Sicurezza”presso la casa editrice reggina “Città del Sole”

Il libro si compone di 6 capitoli che abbracciano la storia dei servizi segreti dall’Unità d’Italia ad oggi e troviamo alcune” perle” rilasciate esclusivamente alla scrittrice da illustri protagonisti dello spionaggio e del controspionaggio, tra cui l’intervista al generale Mori, accusato e prosciolto in questi giorni dall’accusa della mancata cattura del boss Bernardo Provenzano, Capi di Stato Maggiore, politici di spicco e il sottosegretario Marco Minniti, collaboratore di Enrico Mattei presso Eni, il quale ha riferito che Mattei era osteggiato dalle 7 sorelle ( le sette più ricche compagnie petrolifere mondiali).

Troviamo pure approfondimenti su vicende oscure come la morte dell’agente segreto Nicola Calipari, ucciso da soldati statunitensi in Iraq, nelle fasi successive alla liberazione della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.

Degna di nota infine una scheda la scheda di approfondimento su Gladio, in cui si parla, tra le altre cose, dell’ex ufficiale affari Riservati del Ministero degli Interni, il quale divenne un famoso gourmet per Espresso, usando lo pseudonimo Federico Godio.

Simona Mazza: Antonella nel tuo libro sei riuscita a intervistare ex direttori e personaggi si spicco dei servizi segreti italiani, che per la prima volta hanno superato l’obbligo della riservatezza. Come consideri questa apertura?

Antonella Colonna Vilasi Le interviste sono stata possibili perchè oggi è cambiato sostanzialmente il mondo: sono cambiate le condizioni storiche e questo fa sì che grazie anche alle nuove ridefinizioni dell’intelligence internazionale, i servizi segreti possano aprirsi e rilasciare interviste.

S.M In Italia però questo non avviene e i segreti di Stato continuano a restare tali

A.C.V: Purtroppo è così, ma l’unica spiegazione è che ci sono delle vicende che, se svelate, potrebbero minare l’assetto politico europeo e non solo.

S.M C’è secondo te un filo rosso che lega le stragi che hanno insanguinato l’Italia per quarant’anni , da Piazza Fontana a Capaci e Via D’Amelio e l’ombra di Gladio e dei servizi segreti.

A.C.V. Assolutamente si, un fil rouge fatto si sangue amaro.

S.M Leggiamo in tuo passo : E’ sotto la gestione De Lorenzo che l’Italia sottoscriverà il piano, redatto dalla CIA, denominato “Demagnetize” il cui assunto è: «La limitazione del potere dei comunisti in Italia e in Francia è un obiettivo prioritario: esso deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo».

A.C.V Si, come narra il passo, sotto la gestione di De Lorenzo, l’Italia ha scritto un piano di limitazione del potere dei comunisti in Italia e Francia, volto a scongiurarne i pericoli con mezzi leciti e illeciti. Del resto, dopo il crollo del muro di Berlino non era possibile che l’Italia a Jalta si potesse sedere al tavolo delle trattative con un paese perdente, rompendo in questo modo il blocco dei paesi Nato.

S.M Per anni i nostri politici hanno fatto credere di aver voluto difendere il nostro paese dal pericolo comunista e dall’attacco terroristico brigadista volto a sovvertire gli assetti istituzionali. Pare infatti che le Br avessero allacciato una rapporti con le spie di Sofia e Roma, che le sostenevano con armi e fondi, per intensificare azioni terroristiche contro le basi Nato,nell’interesse di fermare il totale asservimento agli Usa. Credi in questa teoria?

A.C.V Si e ti dico anche che , alla luce di ciò che ti ho spiegato qualche riga più su il compromesso storico non era possibile, perchè si sarebbero rotti gli equilibri internazionali.

S.M Ritieni invece che l’ipotesi complottista disegnata a tavolino con gli americani e con i servizi segreti internazionali,( che aveva obiettivi meno nobili, tra cui il predomino della scena politica, sovranità monetaria ed altro), sia vera?

A.C.V L’Italia dopo Jalta ha di fatto accettato la sottomissione alla Nato.

S.M De Lorenzo, Cossiga, Andreotti, chi secondo te è il vero detentore dei segreti di Stato?

A.C.V Tutti sapevano.

S.M Maletti, Cossiga e Andreotti comandavano davvero le logge massoniche?

A.C.V Si, De Lorenzo era il “burattinaio” Gelli, ammise durante un’intervista di essere il capo della P2; Cossiga era il capo di Gladio e Andreotti quello dell’Anello ( come risulta da un faldone ritrovato nei pressi di un archivio abbandonato a circonvallazione Appia)

S.M Leggiamo : Dopo Henke, in carica fino al 1970, inizia la strategia della tensione con la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969).Henke lascia il SID il 18 ottobre 1970 ed è sostituito dal gen. Vito Miceli che già dal 1969 guidava il SIOS (il servizio informazioni) dell’Esercito. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 un gruppo capeggiato dal “principe nero” Junio Valerio Borghese, ex comandante della X MAS, mette in atto un tentativo di colpo di stato, il cosidetto Golpe Borghese, che tuttavia fallì. Miceli lascierà la direzione del SID, travolto da incriminazioni che porteranno al suo arresto, riconducibili alla creazione della Rosa dei Venti, una struttura militare para-golpista. Inoltre la sua direzione fu caratterizzata con lo scontro con il capo dell’ufficio D, un fedelissimo di Andreotti, il gen. Gianadelio Maletti. Gli anni della gestione Miceli sono gli anni dello stragismo in Italia: da Peteano, alla strage alla Questura di Milano, da Brescia all’Italicus.
Come De Lorenzo, anche Miceli fu eletto, dopo aver lasciato il servizio, nelle file del MSI-DN di Giorgio Almirante.

Il Sid era davvero il primo passo per accedere a Gladio?

A.C.V Il Sid, rientrava nel piano della strategia della tensione . un’ordinanza dello Stato Maggiore del 1965, con decreto presidenziale 1477/1995 attesta la creazione del Sid ( servizio informazione difesa). Il Sid sostituì il Sifar ( servizio informazioni delle forze armate).

Pensa che per la nascita del Sid non vi fu alcun dibattito parlamentare che originò così un “vulnus”su definizione e controllo di grande rilievo.

S.M Qual’è il ruolo di Maletti nella storia dei servizi segreti?

A.C.V Attualmente vive in Sudafrica con la sua badante ( che poi è la compagna). Non sta molto bene e non sono riuscita a parlargli direttamente

S.M Pare che abbia gestito il gruppo di militari durante l’operazione di via Montalcini durante il sequestro Moro (.sappiamo che Gladio ebbe un ruolo importante nei 55 giorni di prigionia di Moro). Ricordiamo che Maletti , svolse un ruolo di rilievo in qualità di capo del reparto D del controspionaggio italiano del Sismi. Fu proprio lui a dire nel 2001, che la Cia era coinvolta nella strage di Piazza Fontana assieme alla cellula veneta di Ordine Nuovo. Fu sempre lui ad affermare che l’esplosivo utilizzato proveniva dalla base Nato in Germania e che gli Usa erano interessati a provocare un golpe in Italia, il tutto per evitare uno “spostamento a sinistra”. Cosa ci sai dire di lui e di Miceli?

A.C.V. Miceli nel 1970 era il capo del Sid con un ruolo di primo piano presso . L’ufficio B ( controspionaggio) aveva invece al suo vertice Gianadelio Maletti.

Fra i due non correva buon sangue, soprattutto in relazione alla definizione stessa dei ruolo dei servizi segreti: il primo era un conservatore, il secondo un progressista votato a seguire gli “standard” internazionali e la concezione arditista dell’intelligence. In un dossier si legge che il golpe Borghese del 1974, aveva come obiettivo proprio quello di screditare Miceli. Maletti denunciò infatti l’operato di Miceli e la sua collusione con altri soggetti e questi venne arrestato nel 1974.

Fu il primo caso in cui venne arrestato un direttore dei servizi segreti.

S.M Nel 1977 c’è stata una riforma dei servizi segreti. Perchè secondo te è stata necessaria, se lo è stata?

A.C VLo scopo era quello di rendere i servizi segreti simili a quelli stranieri.

S.M Oggi come si è evoluto il ruolo dei servizi segreti?

A.C.V Mentre prima il nemico della sicurezza era visibile oggi ha il volto coperto.

Quest’ultima affermazione la dice lunga sugli attuali pericoli che minano il nostro Paese dall’interno, in un gioco di forze dove il nemico non ha un’identità precisa ma si nasconde e si annida nei posti di più impensati.

Simona Mazza

Antonella Colonna Vilasi, docente ed analista di intelligence, intervistata da Simona Mazza ultima modifica: 2013-08-01T13:06:39+02:00 da CanaleSicilia